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Nessun declassamento! Moody’s non ha “gettato benzina sul fuoco”, la Francia “scampa il pericolo”

Nessun declassamento! Moody’s non ha “gettato benzina sul fuoco”, la Francia “scampa il pericolo”

华尔街见闻华尔街见闻2026/10/24 00:46
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Per:华尔街见闻

Moody's ha annunciato di mantenere invariato il rating della Francia a Aa3, dichiarando che la struttura economica diversificata e le solide istituzioni pubbliche sostengono il rating attuale. Tuttavia, l'outlook rimane negativo, poiché l'instabilità politica continuerà a limitare gli sforzi di consolidamento fiscale. Moody's ha affermato che il mantenimento del rating Aa3 si basa sull'ipotesi che la Francia approvi infine un piano di riduzione del deficit di bilancio e prevede che "i costi di finanziamento e le tensioni sociali si attenueranno nei prossimi mesi".

La Francia è temporaneamente sfuggita a un declassamento durante una tanto attesa revisione del rating del credito.

Venerdì 23 ottobre, Moody’s ha annunciato il mantenimento del rating Aa3 per la Francia, offrendo una breve tregua alla seconda economia della zona euro, alle prese con forti pressioni debitorie, stallo politico e disordini sociali.

Moody’s ha dichiarato che la diversificata struttura economica della Francia e la solidità delle sue istituzioni pubbliche supportano il rating attuale, ma mantiene l’outlook negativo prevedendo che l’instabilità politica continuerà a limitare gli sforzi di consolidamento fiscale.

Moody’s ha anche affermato che la conferma del rating Aa3 si basa sull’ipotesi che la Francia alla fine approverà un piano per ridurre il deficit di bilancio e prevede che “i costi di finanziamento e le tensioni sociali si attenueranno nei prossimi mesi”.

In precedenza il mercato aveva già in buona parte prezzato l’aspettativa di un declassamento: lo spread tra i titoli di Stato francesi e tedeschi a 10 anni è salito a 178 punti base, il massimo dai tempi della crisi del debito dell’Eurozona, mentre il rendimento del decennale francese ha raggiunto il 5,14%, un massimo da luglio 2002.

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La decisione di Moody’s di mantenere il rating potrebbe aiutare a frenare un ulteriore aumento del costo del debito, ma gli analisti avvertono che, dato che le vulnerabilità fiscali e politiche profonde non sono state ancora risolte, le pressioni di mercato sono destinate a persistere.

La minaccia di declassamento incombe, il rating è appeso a un filo

Il mantenimento del rating lascia Moody’s un gradino sopra S&P e Fitch rispetto alla valutazione della Francia.

Sia S&P che Fitch hanno già declassato il rating della Francia ad A+ nel 2025, citando il peggioramento delle finanze pubbliche e l’instabilità politica.

Moody’s stessa aveva abbassato il rating della Francia da Aa2 ad Aa3 a fine 2024, mantenendolo con outlook negativo. Nella dichiarazione odierna Moody’s riconosce:

Il rallentamento della crescita e l’aumento del deficit hanno spinto il carico del debito pubblico francese al di sopra delle attese, e anche l’aumento dei rendimenti obbligazionari ha superato le previsioni.

Contemporaneamente, Moody’s nomina esplicitamente le proteste sociali su larga scala, considerandole un ostacolo agli sforzi di risanamento fiscale.

È importante sottolineare che Moody’s specifica che questa conclusione non corrisponde a una azione ufficiale di rating del credito né rappresenta un segnale di un’azione di rating imminente.

Pressioni fiscali e instabilità sociale si intrecciano

La situazione fiscale della Francia risulta particolarmente critica nell’Eurozona.

Quest’anno il deficit di bilancio dovrebbe raggiungere circa il 5,4% del PIL, ben al di sopra del limite del 3% previsto dall’UE e della media dell’Eurozona; il debito pubblico sfiora il 120% del PIL. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, la crescita economica stimata per la Francia nel 2024 è solo dello 0,4%, ben inferiore all’1,1% della zona euro.

La struttura del finanziamento del debito accentua inoltre la vulnerabilità del mercato. Secondo dati UE, lo scorso anno circa il 55% del debito francese era detenuto da investitori stranieri, molto più rispetto al 31% negli Stati Uniti e al 13% in Giappone. Questo significa che qualsiasi perdita di fiducia da parte degli investitori internazionali potrebbe rapidamente ripercuotersi sui costi di finanziamento.

Nel contempo, le tensioni sociali stanno aumentando. Lo scorso fine settimana, molte città francesi sono state teatro di manifestazioni di massa, con oltre 500.000 persone protestare contro l’alto costo della vita. In alcune zone la situazione è degenerata in disordini, con attacchi agli edifici pubblici e saccheggi di negozi. Le autorità stanno facendo il possibile per evitare che si ripetano scene simili nel prossimo weekend.

Incertezza sull’approvazione del bilancio

Il Primo Ministro francese Sébastien Lecornu ha presentato la finanziaria 2027, che punta a tagli drastici alla spesa e a un incremento delle entrate fiscali per riportare il deficit al 5% del PIL. Tuttavia, data la mancanza di una maggioranza in parlamento, l’approvazione è altamente incerta.

L’Assemblea Nazionale ha bocciato venerdì la sezione “entrate” della legge di bilancio per la sicurezza sociale 2027, rimandando il testo al Senato. La Camera bassa proseguirà la discussione sulla legge di bilancio generale la prossima settimana. Nel frattempo, le opposizioni, senza volontà di compromesso in vista delle elezioni, hanno cancellato alcune delle misure di taglio previste e aggiunto nuove spese.

Moody’s osserva che “il processo di bilancio 2027 coincide con la più grande ondata di proteste sociali in Francia degli ultimi anni”, ma assume come ipotesi di base che la riduzione del deficit verrà alla fine approvata, forse per decreto.

Il ministro delle finanze Roland Lescure ha commentato che la decisione di Moody’s di mantenere il rating “riconosce la solidità dell’economia nazionale e la credibilità della manovra di bilancio presentata dal governo”.

L’incertezza elettorale fino al 2027 mantiene alta la pressione sul rating

Moody’s chiarisce che la Francia dovrà perseguire “sforzi di consolidamento fiscale importanti e continui” anche dopo le elezioni presidenziali previste tra aprile e maggio 2027, per portare la finanza pubblica su una base più solida e stabilizzare un debito che allora supererà il 120% del PIL.

L’incertezza politica rappresenta il rischio centrale su cui il mercato mantiene l’attenzione.

Dopo le elezioni anticipate del 2024, che hanno prodotto un Parlamento “appeso”, tutti gli ultimi governi hanno avuto difficoltà a varare le leggi di bilancio e le riforme fiscali. I leader in testa ai sondaggi – la rappresentante dell’ultradestra Marine Le Pen e il leader della sinistra Jean-Luc Melenchon – suscitano timori sul futuro orientamento delle politiche fiscali.

Mike Bell, responsabile strategia mercato di RBC BlueBay Asset Management, avverte che se Moody’s, S&P e Fitch abbasseranno tutte insieme il rating della Francia a BBB – appena sopra il livello “junk” – dopo le elezioni presidenziali, gli investitori istituzionali vincolati da limiti di rating potrebbero essere costretti a vendere i titoli francesi, con il rischio che “le cose inizino davvero a peggiorare”.

Il prossimo appuntamento chiave è la revisione periodica del rating di S&P il 27 novembre. Inoltre, Scope Ratings ha già declassato la Francia questo mese e Morningstar DBRS ha rivisto l’outlook al negativo, segno che le pressioni su Parigi rimangono elevate anche nel breve periodo.

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