La decisione della Federal Reserve si avvicina, i tori e gli orsi dell'oro si contendono la soglia dei 4000 dollari
Tripla pressione simultanea: le chiusure delle posizioni dovute al trading AI causano vendite di liquidità, l’allentamento diplomatico tra Stati Uniti e Iran trascina il prezzo del petrolio in calo e indebolisce la logica anti-inflazionistica, mentre l’alto costo dell’energia rafforza nuovamente le aspettative di un rialzo dei tassi entro quest’anno. Standard Chartered mette in guardia: 3886 dollari rappresentano una linea tecnica fondamentale; una volta persa, si aprirà rapidamente lo spazio per ulteriori ribassi.
L'oro si trova in una fase di stallo vicino alla soglia dei 4000 dollari, con il mercato che attende la decisione sui tassi della Federal Reserve di questa settimana per trovare una direzione.
Martedì (26 ottobre), l'oro spot ha subito pressioni, scendendo temporaneamente sotto la soglia dei 4000 dollari/oncia, dopo un aumento dello 0,5% nella sessione precedente, con il trend rialzista che si è arrestato. Dal mese di settembre, l'oro spot internazionale ha continuato a scendere, con una perdita cumulata di oltre il 3% dall'inizio del mese.

La logica di base che sostiene il prezzo dell'oro risiede nel fatto che il mercato attualmente prezza solo circa al 10% la probabilità di un aumento dei tassi da parte della Federal Reserve questa settimana, mentre le aspettative di taglio dei tassi si rafforzano fornendo così un sostegno fondamentale all'oro. Tuttavia, molteplici pressioni hanno colpito contemporaneamente: le vendite forzate provocate dalla chiusura delle posizioni da parte dell'AI trading hanno toccato anche l'oro, e le aspettative di distensione diplomatica tra USA e Iran hanno spinto il prezzo del petrolio in ribasso per il secondo giorno consecutivo, indebolendo il ruolo dell'oro come bene rifugio e protezione contro l'inflazione.
Suki Cooper, responsabile globale dell’analisi sulle materie prime di Standard Chartered Bank, avverte che la soglia dei 4000 dollari rappresenta un “nodo cruciale”; se il prezzo dell’oro non dovesse trovare supporto tecnico a 3886 dollari l’oncia, lo spazio di discesa si allargherebbe rapidamente. Questa affermazione mette in evidenza la fragilità attuale del sentiment di mercato: la divergenza tra i flussi di capitali a breve termine e le aspettative di politica monetaria sul medio-lungo periodo rende sempre più difficile prevedere la direzione dell’oro.
Le aspettative di taglio dei tassi forniscono supporto, ma il rischio di rialzo non è ancora svanito
Nell’ultimo mese, le aspettative del mercato sulla traiettoria dei tassi della Federal Reserve hanno subito notevoli oscillazioni, aumentando l’incertezza sulla recente performance dell’oro.
In precedenza, dati sull’inflazione migliori delle attese avevano spinto i trader a scommettere fortemente su un aumento dei tassi a ottobre, ma successivamente le dichiarazioni dei funzionari della Federal Reserve hanno calmato il mercato, facendo ritirare tali scommesse. Attualmente, la probabilità di un rialzo dei tassi questa settimana è prezzata solo intorno al 10%, una previsione che fornisce un supporto temporaneo all’oro—il mantenimento dei tassi invariati significa che il costo opportunità di detenere asset non remunerati non aumenterà ulteriormente.
Tuttavia, il persistere di prezzi elevati dell’energia continua a incentivare il mercato a puntare su un altro rialzo entro l’anno. Costi di prestito più alti esercitano una pressione diretta sull’oro, dal momento che l’oro non produce cedole, e un rialzo dei tassi amplifica il suo costo di detenzione. Questo rischio potenziale rende difficile per i rialzisti proseguire con decisione l’acquisto.
L’ondata di chiusure derivanti dall’AI trading trasforma l’oro in un “bancomat di liquidità”
La forte flessione dei titoli tecnologici la scorsa settimana è stata inaspettatamente un’altra causa significativa della pressione sull’oro.
Quando le azioni tech vengono vendute, gli investitori, per coprire le perdite su altre posizioni, scelgono di vendere oro per reperire liquidità, trascinando così il prezzo dell’oro nell’ondata generale di chiusure forzate generate dall’AI trading. Questo meccanismo ha portato l’oro venerdì scorso ai livelli più bassi da metà luglio, in contrasto con la sua tradizionale funzione di bene rifugio.
Questa settimana, con il rinnovato entusiasmo per l’AI trading e il rally dei mercati azionari, questa pressione di vendita si è attenuata, ma resta da vedere se l’oro riuscirà a stabilizzarsi. La distorsione causata dai flussi di capitali nel breve periodo e la divergenza rispetto alle aspettative sulla politica monetaria di medio-lungo termine rappresentano la contraddizione centrale che impedisce al prezzo dell’oro di trovare una tendenza chiara.
Il calo del prezzo del petrolio indebolisce la narrazione di copertura contro l’inflazione
Le aspettative di distensione diplomatica tra USA e Iran hanno esercitato una pressione al ribasso sul prezzo del petrolio, influenzando così indirettamente la domanda di oro.
Il prezzo del petrolio ha segnato il secondo giorno consecutivo di ribasso, a causa di una nuova serie di iniziative diplomatiche che hanno ridotto il timore nel mercato di un’escalation del conflitto USA-Iran. La discesa dei prezzi dell’energia significa una pressione inflazionistica marginalmente ridotta, e ciò si traduce in una minore attrattiva per l’oro come asset di copertura contro l’inflazione.
Suki Cooper evidenzia nel suo report che “i prezzi persistentemente elevati dell’energia mantengono alta l’attenzione sui rischi inflazionistici, mentre la possibilità di ulteriori rialzi dei tassi continua a rappresentare una pressione sull’oro”. Questa valutazione mette in luce il dilemma attuale dell’oro: quando il prezzo del petrolio è elevato, le aspettative di rialzo dei tassi pesano sull’oro; quando invece il prezzo del petrolio scende, cala anche la domanda di oro come copertura contro l’inflazione.
I 3886 dollari rappresentano il supporto tecnico chiave
In una situazione in cui i segnali di fondo risultano contrastanti, la tenuta o meno dei livelli tecnici di supporto acquisisce grande importanza per il sentiment di mercato.
Suki Cooper indica chiaramente che i 3886 dollari/oncia rappresentano il supporto tecnico chiave per l’oro in questa fase; una volta perso questo livello, il supporto “svanirà rapidamente”. La soglia dei 4000 dollari costituisce invece un importante spartiacque psicologico, la cui perdita o mantenimento influenzerà direttamente la valutazione del trend di breve periodo.
La decisione sui tassi della Federal Reserve di questa settimana si conferma il principale catalizzatore in grado di rompere la situazione di stallo: qualsiasi cambiamento nelle dichiarazioni o nel dot plot potrebbe essere il fattore determinante per una rottura o una tenuta dei livelli chiave dell’oro.
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