Mentre i semiconduttori subiscono pesanti perdite, i rialzisti tecnologici puntano sulle applicazioni AI! Le azioni di ServiceNow (NOW.US) salgono controcorrente, Morgan Stanley si concentra su “consumo di agenti intelligenti + aggiornamento dei flussi di lavoro”
Dal 19 al 23 ottobre, il prezzo delle azioni della società è aumentato per cinque giorni consecutivi, con un incremento totale dell'11,97%, mentre nello stesso periodo il Philadelphia Semiconductor Index è sceso del 3,21%. Il 22 ottobre, il Philadelphia Semiconductor Index ha subito un crollo del 6,72% e il Nasdaq Composite Index è diminuito del 2,60%, mentre ServiceNow è salito del 2,53%.
Secondo quanto riportato da APP di Notizie Finanziarie Intelligenti, mentre il settore dei semiconduttori subisce un duro colpo, la performance controcorrente della società software specializzata nell’ottimizzazione dei flussi di lavoro digitali, ServiceNow Inc. (NOW.US), mette in evidenza come il mercato azionario stia riconsiderando le forti opportunità di profitto offerte dall'applicazione dell'AI. Dal 19 al 23 ottobre, il prezzo delle azioni della società è aumentato per cinque giorni consecutivi, registrando un incremento cumulativo del 11,97%, mentre nello stesso periodo l’indice Philadelphia Semiconductor è sceso del 3,21%; il 22 ottobre, il Philadelphia Semiconductor ha subito un ribasso del 6,72% e il Nasdaq Composite è sceso del 2,60%, mentre ServiceNow è salita del 2,53%.
Al 26 ottobre, il prezzo di chiusura della società era di 158,18 dollari, con un calo giornaliero dello 0,49%. Pertanto, questa fase di forza si è manifestata soprattutto nella settimana precedente il rilascio della trimestrale, con un significativo rendimento alfa in eccesso. Questo evidenzia la fiducia del mercato nella capacità della società di accelerare la crescita dei risultati grazie all’ondata di applicazione degli agenti AI, e suggerisce che il prezzo delle azioni potrebbe uscire dalla stagnazione degli ultimi anni grazie all’espansione dei fondamentali alimentata dall’AI.
Il rapporto di ricerca prospettico sui risultati di ServiceNow pubblicato da Morgan Stanley il 26 ottobre indica che l'ottimismo centrale dell'istituto si fonda su: una domanda solida per i flussi di lavoro principali, una graduale crescita del fatturato per i prodotti AI e un miglioramento degli acquisti da parte del governo federale, che insieme creano le condizioni per una nuova accelerazione della crescita. Tuttavia, il prezzo delle azioni è già aumentato di oltre il 70% nei tre mesi precedenti, quindi per ulteriori rialzi sono necessari risultati operativi più solidi e prospettive future superiori alle attese.
Il team di analisi di Morgan Stanley mantiene la valutazione più ottimista, "Overweight", su ServiceNow e un target price di 180 dollari, che, rispetto ai 158,96 dollari utilizzati nel rapporto, implica un potenziale di crescita del 13,2% e del 13,8% rispetto al prezzo di chiusura del 26 ottobre. Il rapporto prevede che la società possa superare le attese per gli ordini del terzo trimestre e migliorare leggermente le previsioni di utili per i prossimi dodici mesi. Tuttavia, la chiave del tema rialzista è: senza l’apporto delle acquisizioni, la crescita organica migliora? E la performance superiore al trimestre può portare a un miglioramento della guidance per l’intero anno?
Il prezzo delle azioni ha già corso per il 70%, la trimestrale deve superare l’ostacolo della “riaccelerazione della crescita organica”
Alla data del 23 ottobre utilizzata nel rapporto, il prezzo delle azioni ServiceNow era aumentato negli ultimi tre mesi di oltre il 70%, ma la previsione di base di Morgan Stanley per il terzo trimestre non è aggressiva: ricavi da abbonamenti di circa 3,978 miliardi di dollari, ricavi totali di 4,092 miliardi di dollari, utile per azione rettificato di 1,02 dollari, tutti in linea con il consenso del mercato. Ciò che fa la vera differenza nelle aspettative è la RPO residua corrente (cRPO), ossia i proventi da contratti attesi per i prossimi dodici mesi: sia il consenso del mercato sia la guida aziendale indicano una crescita di circa il 20% a tassi di cambio costanti, ma escludendo i contributi di Armis (circa 1,5%), Moveworks (circa 1,1%) e Veza/Pyramid (circa 0,4%), la crescita organica scende a circa il 17%.

L’istituto ritiene che gli investitori si aspettino effettivamente una crescita cRPO a cambi costanti intorno al 22% per ServiceNow, superiore di due punti percentuali rispetto alla guidance, e che rifletta una modesta accelerazione della crescita organica. Inoltre, l’azienda dovrebbe includere parte di questa crescita superiore nella guidance annuale sui ricavi da abbonamenti. Negli ultimi otto trimestri, i ricavi da abbonamenti hanno superato il consenso in media dell’1%, il che suggerisce che un leggero upside potrebbe non essere sufficiente per aumentare ulteriormente la valutazione.
Le indagini e i feedback condotti da Morgan Stanley su vari canali confermano tali aspettative: la domanda di gestione delle operazioni IT, gestione degli asset IT, sicurezza operativa, servizio clienti, risorse umane e servizi sul campo rimane complessivamente solida; le prestazioni dei partner sono in linea o leggermente superiori alle aspettative e non si registrano indebolimenti nelle pipeline dei grandi contratti. Le attività del governo federale sono migliorate rispetto al 2025, con diversi contratti multimilionari, e il settore pubblico rappresenta complessivamente circa il 10% dei ricavi aziendali.
Per quanto riguarda i prodotti applicativi AI, un partner ha dichiarato che oltre il 25% dei suoi clienti ha già implementato AI Control Tower, segno che la domanda di governance è passata alla fase di acquisto effettivo. Morgan Stanley sottolinea che il passo cruciale per la commercializzazione dell'AI di ServiceNow sarà il passaggio dei clienti dall'acquisto delle funzionalità AI al consumo continuo, con acquisti aggiuntivi di pacchetti Assist e quote di utilizzo. Tuttavia, i clienti stanno ancora valutando il modello tariffario misto e la trasparenza dei costi dei Token; inoltre, l'azienda ha già contabilizzato parte dei ricavi on-premise federali nel secondo trimestre anziché nel terzo, quindi il ritmo dei ricavi trimestrali va considerato insieme alla crescita dei contratti.
Dietro al target price di 180 dollari: il forte premio sulle applicazioni AI dovrà essere sostenuto da un flusso di cassa ancora più robusto
Secondo il modello di Morgan Stanley, i ricavi da abbonamenti raggiungeranno rispettivamente 15,77 miliardi di dollari, 18,887 miliardi e 22,479 miliardi nel 2026-2028; il margine operativo rettificato aumenterà dal 31,5% al 32,5% e infine al 33,5%, mentre l’utile per azione rettificato passerà da 4,09 dollari a 5,06 e quindi a 6,05 dollari. Il flusso di cassa libero rettificato atteso nel 2026 è di circa 5,666 miliardi di dollari, con un margine del 35% e fino a circa 6,875 miliardi nel 2027.
Il processo di "riaccelerazione" menzionato nel rapporto di Morgan Stanley si riferisce principalmente al recente miglioramento degli ordini organici e degli indicatori di consumo per la linea prodotti AI, e non implica che la crescita annuale aumenti costantemente in futuro—nel modello, la crescita dei ricavi da abbonamenti passa dal 22,4% nel 2026 al 19,8% nel 2027 e al 19,0% nel 2028. Morgan Stanley sottolinea che il meccanismo chiave per la crescita sostenuta dei ricavi e del flusso di cassa di ServiceNow risiede nell’elevato tasso di rinnovo, nella vendita di più flussi di lavoro, funzionalità AI e prodotti di governance alla clientela esistente, accrescendo così il valore del contratto. Con la crescita dei ricavi superiore a quella delle spese, la leva operativa si sblocca progressivamente, favorendo il miglioramento dei margini.
In termini di valutazione, il target price di 180 dollari adottato da Morgan Stanley si basa su una stima di flusso di cassa libero di circa 11,8 miliardi di dollari al 2030, con un multiplo finale di 21 volte, attualizzato al costo medio ponderato del capitale dell’11,9% e inclusi i saldi netti di cassa. Nel caso ottimistico il target sale a 220 dollari, in caso di più rapida espansione delle attività non core e AI; nell’ipotesi pessima il target scende a soli 75 dollari, nel caso in cui l’espansione nei nuovi mercati e il multiplo di valutazione risultino nettamente inferiori alle attese. Rispetto ai 158,18 dollari, questi scenari rappresentano rispettivamente una potenzialità di crescita del 39,1% e un possibile downside del 52,6%.

La grande differenza tra il target price in scenario bullish e bearish sottolinea che il mercato non valuta solo quanto ServiceNow potrà guadagnare il prossimo trimestre, ma anche se sarà in grado di assicurarsi a lungo termine il controllo delle soluzioni di orchestrazione dei flussi di lavoro e degli agenti intelligenti per le imprese. La concorrenza su questa nuova generazione di prodotti di gestione aziendale digitale incentrata sugli AI agent, l’esecuzione commerciale, la sostituzione di parte del lavoro umano da parte dell’AI, oltre a integrazioni e recupero di cassa post-acquisizioni, impattano tutte sull’eventuale premio a lungo termine; il tasso di flusso di cassa libero del 35% menzionato nel rapporto si riferisce a una metrica rettificata e non corrisponde al totale del cash disponibile post-acquisizioni.
Dai flussi di lavoro aziendali alla governance degli agenti intelligenti: perché gli analisti di Wall Street continuano ad aumentare il target price di ServiceNow?
ServiceNow si concentra principalmente su software di flusso di lavoro per aziende, con la gestione dei servizi IT come punto di partenza, estendendosi alle aree di asset, operations, customer service, employee service e risk management per la sicurezza; i ricavi da abbonamenti rappresentano circa il 97% del totale. Il suo vantaggio nell’AI deriva dal collegare i grandi modelli linguistici alle attività business reali: Now Assist fornisce capacità generative e ausiliarie, Otto integra Moveworks e altre funzionalità per comprendere esigenze, ricercare conoscenze aziendali e assegnare task, l’orchestrazione degli agenti connette operazioni tra sistemi, e AI Control Tower gestisce permessi, governance e audit.
I modelli AI/AI agent possono formulare soluzioni, ma per le aziende la realizzazione richiede le solide basi di ServiceNow: contesto dati affidabile, flussi di approvazione e controlli esecutivi accumulati nel tempo. Nel secondo trimestre, il valore annuale dei contratti AI della società ha superato 1 miliardo di dollari e il numero di implementazioni di AI agent è aumentato di nove volte in nove mesi. Il 21 ottobre, la società ha annunciato la disponibilità di Arc, agente intelligente a lungo termine sviluppato in collaborazione con NVIDIA, e ha sviluppato AI Passport con permessi sia a runtime che livello hardware; Arc è incluso nei pacchetti esistenti senza costi aggiuntivi, e il valore commerciale sarà probabilmente realizzato attraverso l’adozione della clientela, upgrade dei pacchetti e crescita dei consumi futuri.
Le motivazioni rialziste recentemente evidenziate dagli analisti delle altre principali istituzioni finanziarie di Wall Street sono incentrate proprio su questa trasformazione: Bank of America il 23 ottobre ha mantenuto “Buy” e alzato il target price da 150 a 180 dollari, attenzione sull'espansione dell’AI e sulla spesa incrementale; Citi mantiene “Buy” e un target di 170 dollari, puntando sui nuovi prodotti AI e sul miglioramento del canale federale; Piper Sandler conferma “Overweight” con target a 175 dollari, sottolineando la crescita organica e dei volumi nel quarto trimestre; rispetto ai 158,18 dollari, questi target rappresentano rispettivamente un potenziale rialzo del 13,8%, 7,5% e 10,6%.
Cantor Fitzgerald il 26 ottobre ha alzato il target “Overweight” a 201 dollari (27,1% di potenziale), mentre Bernstein ha mantenuto “Outperform” con target a 266 dollari (68,2% di potenziale), fondata su una visione ottimista dell’adozione delle nuove suite da parte dei clienti esistenti e sull’efficacia degli aumenti di prezzo. I target price restano molto diversi, ma il focus è chiaro: la domanda per le linee di prodotto software applicative AI guidate dagli AI agent si tradurrà effettivamente in forti volumi di utilizzo remunerato, una crescita delle dimensioni dei contratti e una più solida generazione di flussi di cassa libero.
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