Il prezzo del petrolio vola e si conferma il maggiore sostegno! Marathon Petroleum (MPC.US) quest’anno supera il 200% di crescita, surclassando i giganti dei chip; le azioni raggiungono il massimo a 52 settimane e mantengono prospettive rialziste.
Marathon Petroleum ha registrato una performance particolarmente forte quest'anno, con un incremento del prezzo delle azioni che ha superato persino quello delle principali aziende tecnologiche e dei produttori di chip. I dati mostrano che, dall'inizio dell'anno, il prezzo delle azioni di questa raffineria è aumentato di oltre il 200%.
Secondo quanto riportato da Jinse Finance, Marathon Petroleum (MPC.US) ha registrato quest’anno una performance particolarmente forte, con l’andamento del prezzo delle azioni che ha superato persino le principali aziende tecnologiche e i produttori di chip. I dati indicano che, da inizio anno, il prezzo delle azioni di questa raffineria è aumentato di oltre il 200%, battendo titoli come NVIDIA (NVDA.US), Intel (INTC.US), AMD (AMD.US), Qualcomm (QCOM.US) e Broadcom (AVGO.US). Le eccellenti performance del titolo hanno inoltre superato i principali ETF energetici e tecnologici, tra cui Energy Select Sector SPDR Fund (XLE), VanEck Semiconductor ETF (SMH) e Global X Artificial Intelligence and Technology ETF (AIQ).
Senza dubbio, l’aumento delle quotazioni del petrolio che ha spinto all’ampliamento dei margini di raffinazione (crack spread), insieme al rafforzamento di tariffe e volumi delle attività midstream, ha rappresentato un motore importante delle performance di Marathon Petroleum. Nel secondo trimestre, i risultati pubblicati dalla società indicano che i ricavi sono cresciuti su base annua di oltre il 5% a 52,33 miliardi di dollari, ben sopra le previsioni degli analisti di 41,44 miliardi; l’utile per azione ha raggiunto i 17,73 dollari, superando di gran lunga i 3,96 dollari per azione del secondo trimestre 2025. Nel secondo trimestre, i margini di profitto delle attività di raffinazione e marketing sono anch’essi aumentati significativamente, raggiungendo 36,33 dollari per barile, rispetto ai 17,58 dollari per barile dello stesso periodo dell’anno precedente.
Inoltre, nel secondo trimestre Marathon Petroleum ha completato due investimenti in raffinerie ad alto rendimento in grado di incrementare la resa dei prodotti, riguardanti rispettivamente la raffineria di El Paso in Texas e quella di Robinson in Illinois.
Marathon Petroleum ha dichiarato che l’investimento per migliorare la resa della raffineria di El Paso ha aumentato la capacità dell’impianto di produrre benzine speciali, servendo così i mercati di El Paso, Phoenix e Messico e consolidando ulteriormente il “vantaggio geografico e la posizione competitiva” dell’azienda. Al contempo, l’investimento nella raffineria di Robinson consente alla società di produrre circa 10 mila barili aggiuntivi di carburante per aviazione al giorno, rispondendo alla crescente domanda del mercato regionale.
Marathon Petroleum pubblicherà i risultati del terzo trimestre il 3 novembre. La società prevede che la capacità totale di lavorazione nelle raffinerie raggiungerà i 3,005 milioni di barili al giorno, inclusi 2,82 milioni di barili al giorno di greggio e 185 mila barili al giorno di altre materie prime e componenti per la miscelazione.
Marathon Petroleum ha raggiunto un nuovo massimo di 52 settimane a 493,98 dollari. Nonostante il forte rialzo delle azioni, la banca d’investimento Raymond James ritiene che ci sia ancora spazio per ulteriori guadagni. L’istituto ha aumentato il prezzo obiettivo per le azioni Marathon Petroleum da 445 a 560 dollari, mantenendo la raccomandazione “outperform”. Sulla base dell’ultimo prezzo di chiusura, questo target implica un potenziale rialzo di quasi il 16%.
Nel frattempo, dai dati di Koyfin emerge che, tra i 19 analisti che coprono il titolo, 9 assegnano una valutazione di “buy” o superiore, mentre altri 9 suggeriscono di “hold”. Solo un analista consiglia di “sell” sul titolo. Tuttavia, il prezzo obiettivo medio a 12 mesi per Marathon Petroleum si attesta a 442,33 dollari, il che implica la possibilità di una correzione superiore al 6% rispetto all’attuale prezzo di chiusura.
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