Il piano IPO di Nscale potrebbe cambiare: il "grande cliente" Microsoft (MSFT.US) abbandona l'accordo per il data center nel Regno Unito
Secondo quanto riportato, Microsoft si è ritirata dal progetto di collaborazione sui data center nel Regno Unito con Nscale.
Secondo quanto riportato da Jinse Finance, Microsoft (MSFT.US) ha abbandonato un accordo previsto con il fornitore di infrastrutture per l'intelligenza artificiale Nscale relativo a un data center in Regno Unito, complicando così i piani di IPO della società britannica. L'accordo riguardava un data center pianificato da Nscale a Loughton, nell'Essex, di cui Microsoft sarebbe dovuta diventare uno dei principali locatari.
Non sono ancora noti i motivi precisi del ritiro di Microsoft, sebbene il progetto avesse già subito dei ritardi e ci fossero difficoltà nell'ottenere la fornitura di energia elettrica. Sembra che Nscale sia stata informata che la struttura potrebbe ottenere l'accesso alla rete elettrica solo negli anni 2030, sollevando dubbi sulle tempistiche di sviluppo.
Il data center flagship di Nscale in Norvegia è anch'esso in ritardo di circa sei mesi rispetto ai piani originali, con solo 6,4 megawatt operativi su una capacità prevista di 30 megawatt.
Questi sviluppi avvengono mentre Nscale sta preparando una IPO che potrebbe avvenire già ad ottobre, con un obiettivo di raccolta fino a 3 miliardi di dollari. Secondo la documentazione di IPO, Microsoft e Anthropic rappresentano insieme circa l'85% dei contratti di Nscale, evidenziando la forte dipendenza dai grandi clienti tecnologici. La perdita di Microsoft come principale locatario potrebbe complicare i piani di espansione di Nscale e attirare un esame più rigoroso da parte degli investitori prima della quotazione.
Nscale ha dichiarato di essere ancora impegnata nello sviluppo del progetto di Loughton e di esplorare fonti di energia alternative e ulteriori opportunità di crescita nel Regno Unito. La società assicura che la relazione con Microsoft rimane solida e che i problemi legati alla fornitura di energia non influenzeranno altri contratti.
Questi sviluppi arrivano in un momento in cui gli investitori nutrono crescenti preoccupazioni riguardo alla necessità di finanziamenti per i progetti di infrastrutture per l’intelligenza artificiale e ai rischi di esecuzione. La settimana scorsa, il titolo del concorrente CoreWeave (CRWV.US) è sceso di circa il 25% a causa delle preoccupazioni sui suoi piani di finanziamento e di data center.
Inoltre, secondo quanto riportato, lo sviluppatore australiano di data center Firmus ha recentemente abbandonato la prevista IPO perché non è riuscito a raccogliere sufficiente domanda di investitori sulla base della valutazione proposta. Questi contrattempi mettono in evidenza la crescente pressione sulle società di infrastrutture per l’intelligenza artificiale, che devono dimostrare la sostenibilità finanziaria dei loro ambiziosi piani di espansione.
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