Morgan Stanley: Le azioni dello storage sembrano spesso le più economiche al picco del ciclo, ma in realtà sono molto rischiose
Morgan Stanley sottolinea che il super ciclo dello storage guidato dall'intelligenza artificiale è ancora in corso, con prezzi e profitti che dovrebbero rimanere forti. Tuttavia, il potenziale di crescita delle azioni del settore storage sarà limitato dal fatto che le aspettative ottimistiche sono già pienamente incorporate nei prezzi. Queste azioni sembrano più convenienti ai massimi del ciclo, ma un basso rapporto prezzo/utili non implica necessariamente una sottovalutazione; i prezzi raggiungono spesso il picco prima dei massimi degli utili: circa 4 mesi in anticipo nel 2008 e nel 2012, circa 8 mesi nel 2018. Con il rilascio graduale di nuova capacità produttiva previsto per la seconda metà del 2027, i cambiamenti nell'offerta e nella domanda potrebbero segnare un punto di svolta nel ciclo.
Il super ciclo dei chip di memoria guidato dall’AI continua, ma la logica d’investimento nelle azioni del settore storage sta cambiando.
L’ultimo rapporto di Morgan Stanley indica che, nonostante la tensione tra domanda e offerta, l’aumento dei prezzi e il miglioramento dei profitti continuino a sostenere fortemente il settore, le aspettative ottimistiche per le azioni dello storage sono ormai pienamente valutate, dopo i forti rialzi dei prezzi e la costante revisione al rialzo degli utili attesi: lo spazio per ulteriori aumenti appare dunque limitato.
Il nodo centrale è che, più sono solidi i fondamentali del settore storage, più il rischio di raggiungere il picco ciclico tende a essere sottostimato. Storicamente, le azioni dello storage raggiungono spesso il loro massimo prima che gli utili tocchino il vertice, perché il mercato tende a proiettare gli alti livelli di utili del momento verso il futuro, facendo apparire le azioni poco costose proprio quando il settore è ai massimi dell’efficienza.
In questo contesto, Morgan Stanley ritiene che l’elevata efficienza del settore storage non necessariamente si tradurrà in rendimenti eccedenti in modo duraturo per le azioni del comparto. Con l’innalzamento costante delle attese sulla crescita degli utili, l’attrattiva relativa dell’investimento sulla potenza di calcolo AI e la catena di fornitura di rete sta progressivamente superando quella delle azioni dello storage.
Il super ciclo continua, ma la ciclicità non è scomparsa
La prosperità attuale del settore storage si basa su una domanda solida.
La costruzione di data center AI continua a sostenere la domanda di memoria; la memoria ad alta larghezza di banda (HBM) rappresenta circa la metà del costo dei chip server AI. Contratti di fornitura a lungo termine, con impegni d’acquisto garantiti e prezzi minimi fissati, aumentano la visibilità dei ricavi per i fornitori. Parallelamente, la produzione di HBM limita la capacità tradizionale dei DRAM e le nuove generazioni di modelli AI aumentano ulteriormente la domanda di memoria, accentuando le tensioni su domanda e offerta.
Dati Morgan Stanley evidenziano che il prezzo per GB di HBM ha già raggiunto quasi 7 volte il picco storico, evidenziando la forza del ciclo corrente. Tuttavia, il rafforzamento strutturale della crescita del settore non garantisce automaticamente un miglioramento dei rendimenti per le azioni dello storage. Profitti elevati prima o poi attirano nuova capacità produttiva e, quando l’offerta raggiungerà la domanda o il downstream entrerà in una fase di smaltimento delle scorte, i prezzi e i profitti potrebbero raggiungere il massimo. I cicli storici del 2000, 2016, 2019 e 2022 confermano questa tendenza.
Il rapporto prevede che il punto di flesso di questo ciclo potrebbe arrivare più tardi, ma resta necessario monitorare attentamente i cambiamenti del quadro domanda-offerta dopo il 2027.
Aspettative di profitto troppo elevate: bassi P/E possono nascondere insidie
Dall’avvio di questo ciclo, nel settembre 2025, le azioni asiafiche del settore storage sono salite di circa 9 volte, portando la capitalizzazione totale sopra la soglia dei mille miliardi di dollari. Morgan Stanley segnala che il consensus sulle previsioni di utile per azione (EPS) delle società asiatiche dello storage è stato rivisto al rialzo, in media, del 432%, riflettendo aspettative estremamente ottimistiche sui profitti per questo ciclo.
Tuttavia, la crescita continuativa degli utili non implica necessariamente che il prezzo delle azioni abbia ancora margini di incremento simili. Samsung e SK Hynix oggi scambiano a P/E prospettici di circa 3-4 volte: valutazioni che sembrano basse, ma che possono rappresentare la trappola tipica delle azioni cicliche vicino al picco degli utili. Morgan Stanley sottolinea che, per supportare gli attuali prezzi impliciti, i prezzi contrattuali dei DRAM dovrebbero aumentare ancora del 70% rispetto ai livelli attuali—un obiettivo molto difficile da raggiungere.
Anche l’esperienza storica invita alla cautela: nel 2008 e 2012, le azioni dello storage hanno raggiunto il massimo circa 4 mesi prima del picco dei profitti; nel 2018 il gap temporale si è allargato a 8 mesi. Tipicamente, queste azioni reagiscono per prime alle preoccupazioni di un calo futuro del ciclo, proprio quando gli utili sono al massimo e le valutazioni paiono più convenienti.
Cicli positivi per HBM e DRAM, rischio di eccesso di offerta all’orizzonte
Nel breve termine, i fondamentali del settore storage restano solidi. Morgan Stanley si attende che i prezzi HBM continuino a salire fino al 2027, mentre anche i prezzi dei contratti DRAM tradizionali e NAND potrebbero salire ancora nel quarto trimestre 2026. La forte domanda di server AI, la riallocazione della capacità DRAM tradizionale verso HBM, e la crescita dei SSD enterprise (eSSD) sostengono la fase attuale di prezzo alto.
Ma i cambiamenti sul lato dell’offerta non possono essere trascurati.I produttori di storage stanno aumentando fortemente i capitali investiti, con la nuova capacità produttiva che sarà progressivamente rilasciata a partire dal secondo semestre 2027. Intanto, il mercato consumer NAND potrebbe affrontare pressioni di ribasso dei prezzi e le diverse categorie di storage potrebbero divergere nei profili ciclici.
Anche l’evoluzione dell’architettura dei data center può modificare la distribuzione dei profitti nella catena del valore. Secondo stime Morgan Stanley, nello chassis NVL72 di Nvidia i contenuti storage rappresentano circa il 29%, ma scendono al 19% quando il sistema si espande a 8 chassis connessi, mentre la quota dei dispositivi di rete sale dal 10% al 20%. Con l’espansione delle dimensioni dei cluster AI, il peso dell’hardware di rete nel valore del sistema aumenta, rendendo meno probabile che i fornitori di storage possano beneficiare proporzionalmente della crescita degli investimenti infrastrutturali.
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