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La fornitura di petrolio greggio dal Medio Oriente sta gradualmente riprendendo, ma perché i prezzi del petrolio rimangono elevati?

La fornitura di petrolio greggio dal Medio Oriente sta gradualmente riprendendo, ma perché i prezzi del petrolio rimangono elevati?

华尔街见闻华尔街见闻2026/10/09 09:31
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Per:华尔街见闻

La fornitura di petrolio greggio dal Medio Oriente si sta gradualmente ripristinando, tuttavia il prezzo del Brent rimane superiore ai 100 dollari al barile. Goldman Sachs ritiene che il miglioramento dell’offerta non abbia ancora alleviato le pressioni derivanti dalle scorte mondiali di petrolio storicamente basse e dai rischi geopolitici, e la preoccupazione del mercato per possibili interruzioni dell’offerta continua a sostenere il prezzo del petrolio.

Nel rapporto pubblicato l’8 ottobre, Goldman Sachs sottolinea che le esportazioni di greggio dalla regione del Golfo Persico (incluse quelle non dichiarate) hanno già raggiunto o superato il livello medio previsto per il 2025, ma il prezzo del Brent rimane ancora a tre cifre. Per spiegare questa discrepanza, Goldman Sachs ha aggiornato il modello di determinazione del prezzo del Brent includendo anche le scorte terrestri visibili globali al di fuori dell’OECD nell’analisi.

I dati mostrano che le scorte mondiali di petrolio visibili sono scese ai minimi quasi storici dal 2017, sostenendo così la domanda del mercato per il reintegro delle scorte. Nel frattempo, nel differenziale di prezzo a termine del Brent grezzo di settembre, il premio medio di rischio derivante da fattori geopolitici e simili ha raggiunto i 22 dollari al barile, il secondo valore più alto mai registrato dopo aprile 2026.

Goldman Sachs ritiene che, anche se la fornitura di petrolio dal Medio Oriente continuerà a riprendersi, finché la situazione geopolitica non mostrerà chiari segnali di una soluzione diplomatica, le preoccupazioni sulle interruzioni dell’offerta potranno continuare a sostenere i prezzi. In altre parole, il prezzo attuale del petrolio riflette non solo la reale dinamica tra domanda e offerta, ma include anche la valutazione del rischio futuro di offerta da parte del mercato.

Scorte mondiali in contrazione, il mercato fisico è ancora sostenuto

Goldman Sachs suddivide il prezzo del Brent in due componenti: la prima riflette il costo di produzione a lungo termine, con il fair value attuale del Brent a 36 mesi intorno ai 76 dollari al barile; la seconda è il premio di prezzo spot rispetto ai contratti a termine, cioè il differenziale temporale, principalmente influenzato dalle scorte, dal costo di possesso del petrolio e dal sentiment di rischio del mercato.

In passato, Goldman Sachs spiegava le variazioni del differenziale di prezzo principalmente tramite le scorte commerciali dell’OECD. Tuttavia, dal 2026, il differenziale tra i contratti a un mese e a 36 mesi del Brent è aumentato di circa 30 dollari al barile, pari a una crescita del 42%, mentre nello stesso periodo le scorte commerciali dell’OECD sono rimaste pressoché invariate, suggerendo che questo unico indicatore non è più sufficiente a spiegare l’andamento del prezzo del petrolio.

Per questo motivo, Goldman Sachs ha incluso nel modello anche le scorte terrestri visibili globali al di fuori dell’OECD. I calcoli dimostrano che ogni riduzione di 100 milioni di barili nelle scorte commerciali dell’OECD incrementa il fair value del Brent di circa 8 dollari al barile; per ogni riduzione di 100 milioni di barili nelle scorte terrestri visibili in altre regioni, il fair value aumenta di poco più di 2 dollari al barile. Se l’offerta diminuisse o la domanda aumentasse di 1 milione di barili al giorno per sei mesi consecutivi, il fair value del Brent crescerebbe di circa 6,5 dollari al barile.

L’impatto delle scorte OECD sul prezzo è maggiore sia perché i dati storici sono più completi, sia perché i due principali riferimenti del prezzo del petrolio—Brent e WTI—hanno stretti legami con i mercati OECD. Questo significa anche che, anche con la graduale ripresa delle forniture dal Medio Oriente, finché le scorte mondiali rimarranno su livelli bassi, il mercato fisico difficilmente potrebbe rapidamente diventare più abbondante, lasciando quindi un supporto fondamentale ai prezzi del petrolio.

Premio di rischio elevato, la domanda finanziaria sostiene ulteriormente il prezzo del petrolio

Oltre alle scorte, anche le preoccupazioni del mercato per i conflitti geopolitici e le interruzioni delle forniture stanno facendo salire i prezzi.

Goldman Sachs definisce la differenza tra il differenziale di prezzo reale e il fair value calcolato dal modello come il premio di rischio. Secondo l’ultima versione del modello, il premio di rischio medio a settembre ha raggiunto i 22 dollari al barile, il secondo livello più alto mai registrato dopo aprile 2026. Considerando solo le scorte commerciali dell’OECD, questo valore raggiungerebbe i 29 dollari al barile, il che indica che l’inclusione delle scorte in altre regioni consente al modello di spiegare meglio la tensione del mercato fisico.

Goldman Sachs sottolinea che il premio di rischio riflette sia le preoccupazioni del mercato per le interruzioni dell’offerta, sia la domanda di investimento finanziario. La skewness della volatilità implicita delle opzioni call sul Brent e l’indice di rischio geopolitico evidenziano entrambe la domanda degli investitori di proteggersi contro bruschi aumenti del prezzo del petrolio.

Inoltre, i futures sul petrolio stanno diventando uno strumento per alcuni investitori per coprirsi dai rischi su altri asset. Quando shock di offerta aumentano le aspettative di inflazione e contemporaneamente deprimono la performance di obbligazioni e azioni, gli asset manager potrebbero aumentare le proprie posizioni sui futures sul petrolio per coprire le perdite del portafoglio. Questa domanda contribuisce a sostenere ulteriormente il prezzo del petrolio, portandolo a livelli superiori a quelli giustificati dai soli fondamentali come le scorte.

Goldman Sachs prevede che il premio di rischio alla fine tornerà alla media storica, ossia vicino allo zero. Tuttavia, il team avverte che, anche con la ripresa graduale delle forniture dal Medio Oriente, finché la situazione geopolitica non mostrerà chiari segnali di soluzione diplomatica, il premio di rischio potrebbe rimanere elevato per un periodo più lungo.

Pertanto, la ripresa dell’offerta non significa una parallela diminuzione dei rischi sui prezzi del petrolio. I bassi livelli delle scorte mondiali combinati con la persistente preoccupazione per le interruzioni dell’offerta potrebbero limitare il potenziale di calo del prezzo del petrolio e aumentare il rischio di ulteriori rialzi.

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Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.

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