I risultati finanziari delle grandi banche di Wall Street saranno svelati la prossima settimana: i ricavi delle negoziazioni azionarie potrebbero avvicinarsi ai 19 miliardi di dollari, ma l’epoca del “tutti vincitori” potrebbe essere ormai passata.
Le previsioni degli analisti raccolte da Bloomberg mostrano che i ricavi totali del trading azionario delle cinque principali banche americane nel terzo trimestre si avvicineranno a 19 miliardi di dollari, mentre i ricavi del trading su reddito fisso sono previsti in calo al minimo annuale e anche l'attività di fusioni e acquisizioni si è raffreddata. Nel frattempo, gli strumenti di ottimizzazione della liquidità basati sull’AI potrebbero causare una perdita di depositi, alimentando le preoccupazioni del mercato riguardo alle azioni bancarie. Secondo gli analisti, sebbene i risultati di redditività delle diverse banche possano differenziarsi ulteriormente, le preoccupazioni del mercato sull’impatto dell’AI potrebbero ormai essere eccessive.
Le principali banche di Wall Street potrebbero continuare a registrare forti performance nel trading azionario nel terzo trimestre, ma il rallentamento delle attività nei mercati dei capitali sta accentuando la differenziazione dei risultati tra gli istituti.
Il 9 ottobre, secondo le previsioni degli analisti raccolte da Bloomberg, i cinque principali istituti bancari statunitensi dovrebbero registrare nel terzo trimestre ricavi complessivi dalle operazioni di trading azionario prossimi ai 19 miliardi di dollari. In particolare, Goldman Sachs dovrebbe guidare con 5,1 miliardi, seguita da Morgan Stanley, JPMorgan Chase e Bank of America, che si attendono rispettivamente 4,9 miliardi, 4,5 miliardi e 2,6 miliardi. Goldman Sachs pubblicherà i risultati in anticipo, martedì prossimo.
Al contrario, le attività di trading sui mercati a reddito fisso sono sotto pressione, con i relativi ricavi delle cinque grandi banche previsti al livello più basso del 2023, mentre anche il mercato delle fusioni e acquisizioni mostra segni di raffreddamento. Nel frattempo, crescono le preoccupazioni riguardo agli strumenti di ottimizzazione della liquidità alimentati dall'intelligenza artificiale, che potrebbero accelerare la fuoriuscita di depositi e incidere ulteriormente sulla performance delle azioni bancarie.
Mike Mayo, analista di Wells Fargo, ha dichiarato che, nella prima metà dell’anno, quasi tutte le banche sono risultate vincenti, ma questa situazione potrebbe non perdurare: nel trimestre in corso si prevede un ampliamento delle differenze di performance tra i vari istituti.
I ricavi da trading sui mercati a reddito fisso attesi ai minimi dell’anno
Sebbene l’aumento dei tassi di interesse possa incrementare i proventi delle banche da interessi sui prestiti, ciò comporta anche pressioni sulle attività di trading. Gli analisti prevedono che i ricavi aggregati delle cinque principali banche statunitensi dalla negoziazione di strumenti a reddito fisso nel terzo trimestre supereranno i 19 miliardi di dollari, meno dei 21 miliardi del secondo trimestre, raggiungendo forse il livello minimo da inizio anno.
Brian Moynihan, CEO di Bank of America, lo scorso settembre aveva già avvertito che i ricavi dalla negoziazione di strumenti a reddito fisso sarebbero diminuiti nel terzo trimestre, provocando poi una discesa nelle quotazioni dell’istituto. Nello stesso periodo, anche David Solomon, amministratore delegato di Goldman Sachs, ha evidenziato la debolezza del comparto rispetto al trading azionario, che rimane invece robusto.
Ibrahim Poonawala, analista di Bank of America, prevede che l’attività nei mercati dei capitali statunitensi nella seconda metà del 2026 sarà sensibilmente inferiore rispetto al primo semestre, sollevando dubbi sulla durata del ciclo di mercato attuale.
L’aumento dei tassi provoca anche oscillazioni nel valore di bilancio di alcuni asset detenuti dalle banche, incidendo sui risultati finanziari attraverso poste come il “comprehensive income” cumulato. L’attività di sottoscrizione di debito trova parziale sostegno: nei prossimi tre anni molte emissioni decorreranno e richiederanno rifinanziamenti, generando domanda di capitali. Tuttavia, Mayo avverte che un ulteriore rialzo dei tassi potrebbe frenare la domanda di obbligazioni.
Rallentamento delle operazioni di M&A, mercati statunitensi in affanno
La sostenibilità delle attività sui mercati dei capitali rappresenta un fattore chiave nei risultati trimestrali. Dati Bloomberg mostrano che nel terzo trimestre il valore totale delle operazioni di M&A annunciate è calato di circa il 10% su base annua, segnalando un rallentamento negli Stati Uniti.
Il mercato delle IPO ha mostrato vivacità quest’anno, con SpaceX che ha registrato una quotazione record a giugno. Secondo Bloomberg, Anthropic incontrerà i potenziali investitori la prossima settimana per prepararsi alla IPO. Tuttavia, alcune operazioni hanno subito battute d’arresto: Oura ha posticipato la propria IPO a settembre, mentre Bamboo Insurance Services, sostenuta da CVC Capital Partners, ha anch’essa rinviato la quotazione.
Jamie Dimon, CEO di JPMorgan Chase, intervistato martedì, ha affermato che il pipeline di IPO e M&A in Europa appare sostanzioso, ma che i mercati statunitensi hanno subito probabilmente un certo rallentamento a settembre.
Gli analisti stimano che nel terzo trimestre le commissioni di investment banking di JPMorgan Chase cresceranno del 15% su base annua, quelle di Goldman Sachs dell’8,1% circa, mentre Morgan Stanley avanzerà dell’1,9%. Jefferies, che ha già pubblicato i dati trimestrali, mostra un business diversificato: sia le attività di investment banking sia quelle di trading azionario hanno raggiunto risultati record su un singolo trimestre, mentre i ricavi da trading a reddito fisso sono diminuiti del 26% rispetto all’anno precedente.
Timori per la fuga di depositi legata all'AI pesano sulle banche, analisti: le vendite sono eccessive
Oltre al rallentamento delle attività di trading, anche i potenziali cambiamenti nei flussi finanziari introdotti dall’intelligenza artificiale preoccupano gli investitori. Il timore diffuso è che strumenti di ottimizzazione della liquidità alimentati dall’AI possano consentire alle imprese di gestire più efficacemente i capitali, spostando così i depositi dalle banche tradizionali. L’indice bancario KBW ha toccato nel terzo trimestre il minimo dalla crisi delle banche regionali USA di inizio 2023.
Mannan Gosalia, analista di Morgan Stanley, rileva come la recente discesa delle azioni bancarie rifletta una combinazione di timori, tra cui il rallentamento nella crescita dei ricavi nei mercati dei capitali, l’aumento dei costi di finanziamento e le possibile fuoriuscite di depositi causate dagli strumenti di ottimizzazione della liquidità dell’AI.
Tuttavia, Gosalia ritiene che il ciclo di investimenti in AI durerà anni e i benefici non interesseranno solo i grandi colossi del cloud computing, ma sosterranno nel lungo periodo anche le attività nei mercati dei capitali.
Sia Gosalia che Mayo ritengono che le preoccupazioni del mercato rispetto all’impatto dell’AI sul settore bancario siano eccessive. Sebbene la performance dei diversi istituti possa divergere nel terzo trimestre, gli analisti prevedono che la domanda di finanziamenti innescata dagli investimenti in AI continuerà a sostenere l’attività nei mercati dei capitali nel lungo termine.
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