La crescita degli utenti di Muse è forte, ma le prospettive di monetizzazione a lungo termine rimangono incerte. BNP Paribas mantiene il rating “Outperform” su Meta (META.US).
L'agente AI Muse di Meta ha raggiunto oltre 5,6 milioni di download nel primo mese dal lancio, superando inizialmente ChatGPT e Sora. Tuttavia, BNP Paribas sottolinea che le abitudini degli utenti non sono ancora consolidate e le prospettive di monetizzazione a lungo termine restano incerte.
Secondo quanto riportato dalla redazione finanziaria italiana, l’assistente AI Muse di Meta Platforms (META.US), lanciato lo scorso mese, continua ad attirare l’attenzione degli utenti. BNP Paribas, citando dati di terze parti, evidenzia che Muse ha già superato 5,6 milioni di download totali, raggiungendo la prima posizione nella classifica dell’App Store di Apple. Le sue performance in termini di download iniziali nel mercato statunitense hanno addirittura superato quelle di ChatGPT e Sora, entrambi prodotti di OpenAI.
Tuttavia, nonostante la forte attrattiva esercitata da Muse sugli utenti, BNP Paribas ritiene che la possibilità di convertire questo entusiasmo iniziale in una partecipazione a lungo termine e la capacità di monetizzazione sostenibile restano ancora aspetti sui quali gli investitori devono mantenere alta l’attenzione.
L’analista Nick Jones di BNP Paribas, nell’ultimo report, conferma la raccomandazione “outperform” su Meta, con un target price di 885 dollari. Sottolinea come la vasta base utenti delle piattaforme social di Meta fornisca a Muse un vantaggio evidente nella diffusione, ma osserva anche che il prodotto è ancora nella fase iniziale di familiarizzazione da parte degli utenti.
Download iniziali brillanti, l’ecosistema social di Meta favorisce la crescita utenti
Secondo i dati di terze parti riportati da BNP Paribas, Muse ha superato 5,6 milioni di download da settembre e ha raggiunto il vertice della classifica dell’App Store di Apple.
Jones afferma che, rispetto ad altre piattaforme di AI, Muse ha totalizzato più download negli Stati Uniti rispetto a ChatGPT e Sora nella fase di lancio. Secondo l’analista, questo risultato era prevedibile, poiché Instagram, WhatsApp e Facebook appartenenti a Meta possono contare su enormi bacini di utenti esistenti, fornendo così canali privilegiati di promozione e flusso di traffico per Muse.
A differenza delle app AI indipendenti che devono costruire una base utenti da zero, Meta può sfruttare la copertura delle sue piattaforme social, incrementando l’esposizione del nuovo prodotto sul mercato e riducendo i costi di acquisizione degli utenti.
È interessante notare che Sora, sempre di OpenAI, applicazione di generazione video, aveva conquistato popolarità l’anno scorso, ma è poi stata integrata in ChatGPT, cessando così di operare come app indipendente.
Nondimeno, una rapida crescita nei download non significa che Muse abbia già consolidato una base di utilizzo stabile. Jones sottolinea come il tasso di apertura dell’app abbia ormai raggiunto una fase di stabilizzazione, ma resti comunque inferiore rispetto ad app consolidate come Google, ChatGPT, Instagram, WhatsApp e Facebook. Secondo lui, ciò suggerisce che Muse sia riuscita ad attirare molti utenti in fase di prova, ma che il percorso per diventare uno strumento d’uso quotidiano resta ancora lungo.
Per Meta, la prossima fase chiave non sarà solo aumentare il numero di download, ma anche migliorare la retention degli utenti, la frequenza d’uso e la partecipazione a lungo termine.
Nessuna rivoluzione nel breve termine sulle piattaforme verticali, esperienza utente da migliorare
Man mano che gli assistenti AI acquisiscono capacità quali ricerca dati, comparazione prodotti ed esecuzione transazioni, il mercato si interroga sul reale potenziale competitivo di questi prodotti nei confronti delle piattaforme verticali di e-commerce, turismo e servizi dedicati.
Tuttavia, secondo BNP Paribas, al momento non è opportuno sopravvalutare l’impatto di Muse su questi settori. Jones osserva che, nonostante il positivo riscontro iniziale sul mercato, Muse fatica ancora a raggiungere la capillarità delle piattaforme verticali, e manca delle offerte dirette in termini di prodotti o servizi, di un’esperienza transazionale completa e di capacità strutturate di assistenza al cliente, elementi che ne limitano il peso competitivo sul breve periodo.
Ad esempio, le piattaforme specializzate in e-commerce o viaggi normalmente non solo forniscono informazioni e consigli, ma dispongono anche di inventari, sistemi per la gestione degli ordini, processi di pagamento e assistenza post-vendita. Al contrario, anche se l’assistente AI aiuta l’utente a scoprire prodotti o servizi, non sempre può gestire e completare autonomamente l’intero processo di transazione.
Ne consegue che la capacità di Muse di modificare in modo sostanziale le abitudini di acquisto e utilizzo dei servizi da parte dei consumatori dipenderà dai futuri sviluppi funzionali apportati da Meta e dall’espansione delle partnership con aziende terze.
Modello di monetizzazione di lungo termine ancora incerto, la pubblicità possibile punto di svolta
Oltre alla crescita utenti e alle funzionalità, la strategia di monetizzazione di Muse è un altro aspetto centrale per BNP Paribas. Storicamente, la pubblicità ha rappresentato la principale fonte di ricavi per Meta. Tuttavia, per un assistente AI consumer come Muse, resta poco chiaro come l’azienda riuscirà a sviluppare un modello revenue maturo nel lungo periodo.
Secondo Jones, nella fase attuale Muse sembra che riesca a monetizzare solo parzialmente, applicando commissioni ridotte alle transazioni con i partner. Inoltre, offre una combinazione di servizi gratuiti di base e abbonamenti a pagamento: la versione di base è gratuita, mentre gli utenti con esigenze superiori possono sottoscrivere un abbonamento mensile, ottenendo così maggiori possibilità d’uso.
Jones ritiene che questa strategia di pricing aiuti Meta ad ampliare la base utenti e il loro coinvolgimento nelle prime fasi di sviluppo del prodotto, invece di puntare subito alla massimizzazione dei profitti. Tuttavia, sottolinea che la capacità di monetizzazione di Muse su lungo termine resta un punto interrogativo per gli investitori.
Considerando le competenze e le risorse che Meta ha accumulato nel settore dell’advertising digitale, BNP Paribas prevede che, crescendo la partecipazione utenti su Muse, la pubblicità potrebbe diventare la principale opportunità di monetizzazione futura. Ciò significa che le fonti di ricavo per Muse potrebbero espandersi oltre gli abbonamenti e le commissioni sulle transazioni, includendo gradualmente le insertioni pubblicitarie. Finché però l’utilizzo di Muse non entrerà pienamente nelle abitudini quotidiane degli utenti, la sostenibilità del modello di business resta da dimostrare.
OpenAI lancia Dots, la concorrenza tra AI assistant consumer è destinata a intensificarsi
Oltre agli sviluppi di Muse, BNP Paribas tiene d’occhio l’evoluzione competitiva del mercato degli assistenti AI consumer. In particolare, il nuovo prodotto Dots lanciato questa settimana da OpenAI attira l’attenzione degli analisti. Jones afferma che il grado di successo che Dots sarà in grado di ottenere rappresenta un indice chiave per valutare l’assetto competitivo di questo mercato.
Intanto, anche SpaceX (SPCX.US), Alphabet (GOOGL.US.GOOG.US) e altre big tech sono osservate speciali dai mercati, in attesa di eventuali nuovi prodotti AI consumer ad alto potenziale competitivo.
Con un numero crescente di aziende che esplorano l’uso dell’AI per compiti complessi, la competizione nel settore degli assistenti AI per il pubblico consumer potrebbe progressivamente ampliarsi dalla pura performance del modello all’esperienza d’uso, alla fidelizzazione degli utenti, all’integrazione dei servizi e alle strategie di monetizzazione.
Per Meta, Instagram, WhatsApp e Facebook rappresentano senz’altro asset rilevanti per la distribuzione ai clienti, ma se e come riusciranno a convertire questi punti di forza in una crescita sostenibile per Muse è una questione che potrà essere valutata solo nel tempo.
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