Il calo delle azioni statunitensi a settembre non è ancora finito? Il stratega di Citadel avverte: pressione al ribasso fino alla fine del mese, ma ottobre potrebbe portare una svolta
Il stratega di Citadel Securities, Rubner, ha dichiarato che venerdì, il "Triple Witching Day" del mercato azionario americano, scadranno opzioni per un valore di 7 trilioni di dollari; le strategie quantitative hanno ancora spazio per vendite, il periodo di silenzio dei buyback si sovrappone al riequilibrio trimestrale dei fondi pensione, e le forze ribassiste rimarranno predominanti fino alla fine del mese. Tuttavia, il calo significativo dell'eccessivo entusiasmo per il trading AI, insieme ai fattori stagionali favorevoli del quarto trimestre, alla stagione delle trimestrali e alla ripresa dei buyback, porta a un outlook positivo per il mercato nel quarto trimestre.
La correzione del mercato azionario statunitense di settembre non si è ancora conclusa, ma sono in corso segnali di svolta.
Scott Rubner, chief equity & derivatives strategist di Citadel Securities, avverte che, sebbene il sentiment di mercato e le posizioni abbiano mostrato segni di evidente miglioramento, la debolezza di settembre non è ancora terminata e il mercato azionario rischia ulteriori ribassi prima della fine del mese.
Scott Rubner osserva che, fino alla fine del mese, la struttura domanda-offerta rimane sfavorevole e i fattori tecnici continuano a pesare sul mercato azionario, prevedendo che nelle prossime due settimane il mercato resterà sotto pressione. Tuttavia, con le posizioni già ridotte e il sentiment peggiorato rapidamente, afferma di sentirsi sempre più tranquillo nell'aumentare le posizioni long core sfruttando la debolezza del mercato prima della fine del mese.
Opzioni sulle azioni statunitensi per un valore di circa 7.000 miliardi di dollari scadranno questo venerdì, rappresentando circa il 25% delle esposizioni totali sulle opzioni USA. Nel frattempo, la finestra per i buyback aziendali sta per chiudersi, le strategie sistematiche hanno ancora spazio per vendere e le pressioni di ribilanciamento cross-asset di fine trimestre persistono: fattori multipli si sovrappongono e rappresentano i principali motori ribassisti fino alla fine del mese.
Sotto una calma apparente, la discesa è più ampia di quanto suggeriscano gli indici
Il calo mensile dell’S&P 500 sembra limitato, ma nasconde danni più estesi all’interno del mercato. Nove degli undici settori hanno registrato un ribasso nel mese, solo energia e servizi di comunicazione sono in crescita, ma insieme rappresentano solo circa il 14% del peso dell’indice.
La concentrazione dell’indice ha avuto un effetto ammortizzante. Le prime 10 componenti dell’S&P 500 rappresentano attualmente circa il 40% della capitalizzazione dell’indice; la loro performance, generalmente superiore alla media, fa apparire l’indice più solido di quello che è, mentre in realtà la debolezza si è estesa ad una gamma molto più ampia di titoli.
Anche la struttura del mercato delle opzioni ha registrato cambiamenti significativi. Il livello di skew put/call a un mese standardizzato sull’S&P 500 si trova attualmente al 62° percentile degli ultimi 12 mesi, quello del Nasdaq 100 è salito al 70°, mentre il Russell 2000 ha raggiunto l’83° percentile.

Gli investitori stanno cercando una protezione sugli indici a costi evidentemente superiori, ma questa domanda non si è ancora estesa ai settori: lo skew del comparto tecnologico è solo al 40° percentile, mentre quello dei beni discrezionali dei consumatori è ancora più basso, al 12° percentile.

Fine mese: il bilanciamento fra domanda e offerta resta a favore dei venditori
Secondo Rubner, sebbene il sentiment si sia deteriorato rapidamente, i fattori tecnici restano sfavorevoli e molteplici potenziali forze di vendita si stanno accumulando.
Le strategie quantitative detengono ancora posizioni vendibili. Le posizioni delle strategie target volatility sono ancora elevate: quelle al 10% di volatilità obiettivo sono vicine all’86%, il livello più alto da marzo. I CTA hanno ridotto le esposizioni, ma lo Z-score totale sulle azioni USA è sceso da +2,4 di fine agosto a +1,1, segnalando che, in caso di ulteriore debolezza del mercato, i CTA hanno ancora spazio per vendere.


Il ribilanciamento di fine trimestre esercita pressioni di vendita tra asset diversi. Nel terzo trimestre l’S&P 500 segna ancora un aumento di circa l’1%, mentre le obbligazioni hanno perso circa il 2,2%. Questa differenza implica che, per riequilibrarsi, i fondi pensione potrebbero dover vendere azioni e acquistare obbligazioni alla fine del trimestre. Il livello di copertura dei 100 principali fondi pensione statunitensi è di circa il 112%, massimo dal 2001, incentivandoli ulteriormente a ridurre l’allocazione azionaria.
La scadenza delle “triple witching” opzioni potrebbe rimuovere un altro sostegno. Circa 7.000 miliardi di dollari di opzioni azionarie USA scadranno questo venerdì, circa il 25% dell’esposizione totale. Con la scadenza o il roll-over di queste posizioni, il meccanismo di copertura dei market maker, che aveva contribuito a comprimere la volatilità realizzata, dovrà essere ricalibrato e il mercato potrebbe diventare molto più sensibile ai flussi di capitale successivi.
I buyback azionari entrano nel periodo di blackout: mancano i compratori chiave. Attualmente, il 10% del peso dell’S&P 500 è già entrato nel periodo di blackout pre-trimestrale, quota che salirà al 61% entro il 30 settembre. La maggior parte delle aziende potrà riavviare i buyback solo dal 1° novembre. Nel periodo stagionale più debole, uno dei compratori strutturali più importanti del mercato si sta ritirando.

Stagionalità storica: i cali si concentrano soprattutto a fine settembre
Dai dati storici emerge che la debolezza di settembre si concentra soprattutto nella seconda metà del mese, con un’intensità superiore negli anni di elezioni di medio termine.
Dal 1930, il percorso medio degli anni di midterm mostra che solitamente il mercato continua a scendere di circa l’1,1% fino al 30 settembre, per poi recuperare da ottobre e rafforzarsi in prossimità delle elezioni.
Rubner sottolinea che il mercato sta entrando nel periodo più debole del mese e mantiene il suo giudizio tattico: fino a fine mese l’azionario resta esposto a ribassi.
Dopo la fine del trimestre: la logica della strategia per il quarto trimestre
Sebbene nel breve termine prevalga la cautela, Rubner si dice sempre più ottimista sulla configurazione successiva alla fine del trimestre, dove si stanno accumulando vari fattori favorevoli.
L’entusiasmo eccessivo per il trading su AI si è fortemente ridimensionato. La volatilità sui semiconduttori ha restituito i precedenti guadagni, il patrimonio gestito degli ETF leveraged sui semiconduttori è circa la metà del picco di giugno, la partecipazione retail è fortemente diminuita e alcuni titoli infrastrutturali hanno ritracciato dal 30% al 55% dai massimi. Il tono del mercato è passato da euforia a prudenza o persino pessimismo nel giro di tre mesi.
I fattori stagionali diventeranno favorevoli. Nel quarto trimestre degli anni di elezioni di metà mandato, dal 30 settembre l’incremento medio raggiunge il 5,6% (contro il 2,9% medio di tutti gli anni) e il percorso medio vede un rialzo quasi immediato dopo la fine del trimestre.

I buyback torneranno sul mercato. Più della metà del peso dell’S&P 500 rientrerà nella finestra di buyback prima del 1° novembre, per quasi un completo riattivarsi intorno all’8 novembre, insieme a nuove autorizzazioni di buyback trimestrali.
La stagione delle trimestrali è alle porte. Le pubblicazioni degli utili del terzo trimestre inizieranno a metà ottobre, mentre nel secondo trimestre si è registrato un aumento dell’utile per azione di circa il 33%, nonché il percorso di revisione al rialzo più marcato almeno dal 2000.
Rubner conclude sottolineando che i settori tecnologia e servizi di comunicazione rappresentano quasi la metà del peso dell’S&P 500 e che proprio in questi settori si sono avute le maggiori riduzioni di posizioni e leva finanziaria. Appena questi segmenti torneranno a essere acquistati, non servirà una grande forza per trainare l’indice. Se la leadership dell’AI dovesse nuovamente diffondersi nella stagione delle trimestrali, il rimbalzo potrebbe estendersi a una fascia molto più ampia del mercato.
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