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La "Rinascita della CPU" è in corso! Arm (ARM.US) è ancora più fiduciosa di raggiungere una previsione di 2 miliardi di dollari, gli agenti AI scatenano un'enorme ondata di domanda di CPU

La "Rinascita della CPU" è in corso! Arm (ARM.US) è ancora più fiduciosa di raggiungere una previsione di 2 miliardi di dollari, gli agenti AI scatenano un'enorme ondata di domanda di CPU

智通财经智通财经2026/09/17 07:11
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Per:智通财经

Il CEO di Arm Holdings ha dichiarato mercoledì di essere sempre più fiducioso che la società di progettazione di chip sarà in grado di garantire un'offerta sufficiente per soddisfare la domanda dei clienti pari a 2 miliardi di dollari o anche superiore.

Secondo quanto riportato da Zhihui Finanza APP, il CEO di Arm (ARM.US), René Haas, ha dichiarato mercoledì in un'intervista ai media che, con la penetrazione degli agenti AI in vari settori e la conseguente crescente domanda di CPU, è sempre più fiducioso che l'azienda di progettazione di chip sarà in grado di garantire una fornitura sufficiente della sua esclusiva AGI CPU, dedicata ai data center AI, per soddisfare una domanda dei clienti che può arrivare a 2 miliardi di dollari o anche di più. La diffusione delle CPU basate su architettura ARM nei cluster di infrastrutture di calcolo AI, unita al fatto che Arm ha iniziato a vendere direttamente versioni complete di chip di propria produzione, sta generando due percorsi di crescita che si rafforzano a vicenda.

Nella prospettiva di marzo 2026 era stato posto l'obiettivo di 1 miliardo di dollari, con una fornitura già pianificata; a maggio la domanda della clientela era salita a oltre 2 miliardi di dollari, ma, poiché l’aumento dell’offerta non era ancora stato assicurato, la prospettiva di ricavi era stata mantenuta a 1 miliardo; a luglio si è dichiarata maggiore fiducia nell'espansione dell'offerta, con la possibilità di superare il miliardo di dollari; e nell'intervista di settembre con Jim Cramer, il CEO Haas ha ulteriormente rafforzato la sua fiducia nel raggiungere i 2 miliardi o addirittura superare questa cifra rispetto a luglio. Arm prevede di realizzare la domanda di 2 miliardi di dollari per le AGI CPU nel corso degli anni fiscali 2027-2028 (coprendo gli anni solari 2026-2027).

Negli ultimi due anni la narrazione sull’AI è stata quasi monopolizzata dalle GPU, mentre le CPU sembravano "comparse" nella corsa agli armamenti dell’AI; ma con la crescita esplosiva dei workload dominati da workflow AI agent-based open source come OpenClaw (ossia agenti AI), orchestrazione dei dati, scheduling dei task, gestione della memoria, comunicazione di rete e utilizzo multi-tool, il mercato si è definitivamente reso conto che senza CPU potenti al centro del sistema, i cluster GPU non possono operare in modo efficiente.

Le CPU sono tornate al centro della scena dei chip, da infrastruttura sottovalutata a protagoniste assolute, in una vera e propria ondata “rinascimentale”. Dai risultati di AMD emerge che nel secondo trimestre le entrate per i data center sono arrivate a 6,7 miliardi di dollari, in crescita del 107% su base annua, spinte da EPYC e Instinct; Intel Xeon ha esteso la sua presenza dal computing aziendale tradizionale all'esecuzione agent-based e infrastrutture di inferenza eterogenee, con ricavi da data center e AI cresciuti a circa 6,3 miliardi nel secondo trimestre (+59% annuo), mostrando rack e sistemi agent-based basati su Xeon insieme ai suoi partner.

Sospinto dalla domanda esplosiva delle CPU dovuta agli agenti AI e ai workflow agent-based, il titolo Arm è salito del 120% da inizio anno. L’architettura RISC di ARM offre vantaggi di efficienza energetica e bassi consumi notevoli rispetto all’x86 di Intel per le CPU server AI dedicate a inferenza e training. Queste caratteristiche rendono l’architettura ARM particolarmente adatta ai data center, lavorando in tandem con le GPU AI per soddisfare l’infinita sete di potenza di calcolo dell’AI.

Arm si conferma così tra i principali vincitori dell’hype mondiale sull’AI: la Grace CPU progettata da Nvidia e la recentissima Vera CPU sono entrambe basate su architettura ARM; anche Graviton, il processore custom per data center di Amazon, si basa su ARM, come pure Axion di Google e Cobalt 100/200 di Azure, sviluppati da Microsoft con core ad alte prestazioni Arm Neoverse. ARM sta evolvendo così da “re degli smartphone” a pilastro infrastrutturale dell’AI era cloud.

CEO di Arm: crescente fiducia nel poter soddisfare la domanda di CPU per 2 miliardi di dollari

Il CEO di Arm, René Haas, ha dichiarato mercoledì nell’intervista al noto canale finanziario CNBC condotta dall’esperto Jim Cramer che è sempre più fiducioso che la società possa soddisfare le attese di Wall Street in termini di ricavi più elevati legati alla nuova AGI CPU per data center.

"Ci sentiamo bene a riguardo. C’è davvero grande ottimismo," ha affermato Haas partecipando al programma Mad Money condotto da Jim Cramer a San Francisco.

Queste dichiarazioni sono significative poiché, riguardo la prima CPU data center progettata internamente da Arm, la domanda non è mai stata un problema. La vera preoccupazione degli investitori era piuttosto se, nella corsa globale alle capacità produttive durante il boom AI, Arm riuscisse a garantirsi abbastanza fornitura per trasformare questa domanda in ricavi concreti.

Questa capacità esecutiva si rivela cruciale, poiché la CPU in questione segna una svolta per il modello di business di Arm. In passato, Arm guadagnava principalmente concedendo licenze di design ai clienti, mentre questa CPU rappresenta la sua prima incursione significativa nella vendita di chip proprietari e completi.

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Per la prima volta durante la conference call di maggio, Arm aveva rivelato di intravedere una domanda di 2 miliardi per la AGI CPU, il doppio del miliardo ipotizzato a marzo all'annuncio del primo chip custom. Tuttavia, nel tentativo di assicurarsi la fornitura necessaria per far fronte a tale domanda, Arm aveva mantenuto la guidance ufficiale sui ricavi a 1 miliardo, provocando un calo del titolo del 10%.

Nella conference call di luglio, il management aveva espresso una maggiore fiducia nella capacità di approvvigionamento. Il titolo aveva registrato un rialzo superiore al 7% nella seduta successiva.

Mercoledì, Haas ha riferito a Cramer che la sua fiducia è decisamente cresciuta.

"Ricordo che nella conference call di maggio dicevamo di vedere una domanda da 2 miliardi; durante la più recente, da maggio a luglio, la fiducia nell’obiettivo si è rafforzata," ha dichiarato Haas nell’intervista. "Ora, a settembre, Jim, posso dirti che rispetto a luglio oggi sono ancor più convinto di raggiungere quel traguardo."

Il titolo Arm ha mantenuto i guadagni del post trimestrale di luglio, ma dopo un'impennata parabolica nei primi sei mesi, è ancora circa il 45% sotto il massimo di 452 dollari di giugno. In precedenza, il fondo benefico di Cramer aveva detenuto Arm, ma la posizione era stata liquidata dopo la forte salita per assicurare i profitti. Il titolo resta in osservazione nei “Bullpen” del Club di Investimento.

Gli agenti AI trainano la domanda di CPU, Arm accelera sull’espansione dei chip per data center

A settembre Arm ha rivelato che Google sta già utilizzando agent sandbox su Google Kubernetes Engine basato su Axion, Microsoft Azure si affida a Cobalt 200 per eseguire tool all’interno dei sandbox, mentre Nvidia Vera è ottimizzata per i carichi agent-based; nella linea AGI CPU di Arm, Meta è il principale partner e co-sviluppatore, mentre Volcano Engine, controllata da ByteDance, sta portando sandbox agent-based basati su questo chip sul mercato. Il primo percorso amplia quindi la base di utilizzo dell’architettura Arm, il secondo permette invece ad Arm di essere protagonista nella commercializzazione di CPU complete.

Nell’attuale contesto di crescita dell’AI computing, il segnale chiave nell’intervista di Haas è l’ulteriore rafforzamento della fiducia nella supply chain da maggio a settembre, fornendo una prospettiva più chiara di monetizzazione della domanda per 2 miliardi di dollari.

Come svelato nella trasmissione Mad Money di Jim Cramer, l’outlook tracciato da Arm a marzo era di 1 miliardo di dollari, mentre già a maggio la domanda dei clienti raggiungeva 2 miliardi, pur mantenendo la guidance a 1 miliardo in attesa di ulteriore capacità produttiva; l’ultimo aggiornamento di settembre conferma una ulteriore crescita della fiducia. La narrazione rialzista su ARM non si focalizza più solo sull’attrattività dei nuovi chip, ma sulla capacità di far fronte alla domanda crescente e convertirla in ricavi, evolvendo il modello di business dal licensing tradizionale alla vendita diretta di chip complessi e proprietari.

L’espansione globale dell’AI computing sta passando da acquisizioni cloud per decine di miliardi a infrastrutture fissate su orizzonti di oltre dieci anni, inaugurando un nuovo ciclo di domanda per le CPU. Ad aprile Meta e CoreWeave hanno firmato un accordo esteso da circa 21 miliardi di dollari per servizi di calcolo AI fino a dicembre 2032, con focus sui carichi inferenza; Anthropic ha poi siglato con CoreWeave una partnership pluriennale per accrescere le capacità per lo sviluppo di Claude, con i primi lanci previsti quest’anno. Il 16 settembre, Blockfusion ha reso noto che la sua consociata ha firmato un contratto di locazione a 15 anni (con due opzioni di cinque anni ciascuna) con CoreWeave per la AI Park a Niagara Falls, NY, e siglato un accordo di ampliamento della capacità; il campus è in via di trasformazione per ospitare infrastrutture AI a raffreddamento liquido ad alta densità con accesso a rete, energia idroelettrica e fibra ridondante.

Questi ordini e progetti mostrano che i nuovi cloud non coprono solo gap a breve termine nella capacità di calcolo, ma fanno parte della pianificazione a lungo termine dei big tech e degli AI Model company. Intanto, Astra potenzia capacità di programmazione, navigazione, task complessi ed operazioni a livello di sistema, ampliando notevolmente il portfolio di compiti gestibili dall’AI; l’incremento esponenziale delle skill agent-based rappresentato da Astra espande ulteriormente il mercato delle CPU destinato ai data center. A fronte di una domanda di calcolo talmente intensa, OpenAI ha sospeso dal 10 settembre nuove registrazioni e upgrade al Pro 20X da 200 dollari/mese. Secondo la logica della domanda, i mega-contratti a lungo termine consolidano l’espansione dei data center, mentre le nuove generazioni di modelli come Astra ampliano compiti e profondità d’uso, catalizzando una crescita che dai cluster GPU si estende a CPU, memoria/NAND, networking ad alte prestazioni e l’intera catena infrastrutturale dei data center per l’AI.

Il motore della “Rinascita della CPU” sta nel fatto che l’AI si limita sempre meno a generare risposte e sempre più esegue task: gli acceleratori calcolano i modelli, mentre alle CPU sono affidate quantità sempre maggiori di lavoro reale connesso ai modelli. Nei tipici sistemi agent-based eterogenei, le GPU si occupano di inferenza sui modelli, mentre le CPU orchestrano workflow, chiamate tool, esecuzione del codice, accesso a database, preprocessing dati, gestione dei sandbox e delle autorizzazioni; a ogni azione richiesta dal modello, segue spesso una reale esecuzione software e sistema, con successivo ritorno del risultato al modello stesso.

La descrizione fatta da Arm della infrastruttura agent-based, e quelle rilasciate da Intel per Xeon, SambaNova e le collaborazioni con GPU NVIDIA, riflettono questa suddivisione dei ruoli. Dal punto di vista ingegneristico, i branching, le dipendenze seriali, gli accessi memoria e le operazioni I/O dei task rendono necessario non solo ulteriore parallelizzazione ma anche bassa latenza e affidabilità nelle esecuzioni generiche; al crescere di agent, task concorrenti e chiamate agli strumenti, aumentano anche i requisti in termini di core CPU/tempo, memoria e capacità di networking. Arm prevede infatti che, con l’adozione su larga scala degli agenti, la potenza CPU per gigawatt richiesta da un data center possa essere almeno quadruplicata rispetto ad ora: questa è l’ultima stima interna sui carichi di lavoro.

La AGI CPU offre fino a 136 core Neoverse V3, memoria DDR5 a 12 canali e un TDP di 300W ed è progettata per coniugare densità dei core, abbondanza di memoria e limiti energetici, supportando così un gran numero di task simultanei. La domanda di CPU non viene quindi solo dalle host che affiancano le GPU, ma anche dalle risorse indipendenti di esecuzione degli agent; più l’AI riesce a svolgere una catena di compiti reali e complessi, più ampio diventa il mercato indirizzabile per il calcolo general purpose.

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