Il biglietto d'ingresso da 8 gigawatt per la rete elettrica del Texas è esaurito! Bernstein: In condizioni di carenza di elettricità, i miner come IREN (IREN.US) diventeranno proprietari di infrastrutture AI e affitteranno le loro risorse
La prima lista di carichi base di ERCOT è stata pubblicata, con 8 gigawatt di energia stabiliti; Bernstein prevede che la scarsità aumenterà gli affitti e raccomanda sei azioni tra cui IREN e CIFR.
Secondo quanto riportato da Zhitong Caijing APP, una recente ricerca della banca d’investimento Bernstein evidenzia che l’ottenimento dell’approvazione per la fornitura di energia sta diventando sempre più prezioso e la scarsità di siti di base load continuerà a spingere verso l’alto i prezzi degli affitti.
L’operatore della rete elettrica del Texas ERCOT ha completato il primo screening denominato “Batch Zero”, durante il quale i nuovi sviluppatori di infrastrutture AI hanno dichiarato complessivamente circa 8 GW di capacità base load condizionale, mentre altri 7 GW sono stati inseriti nella categoria “carico in fase di studio” (studied load).
Il “Batch Zero” di ERCOT: Un biglietto d’ingresso alla rete elettrica
Il Batch Zero di ERCOT (Electric Reliability Council of Texas) è la prima coda di progetti a cui viene assegnata la capacità di trasmissione disponibile nell’ambito della struttura di studio di sistema completo. I progetti vengono suddivisi in tre categorie: base load — progetti già operativi o maturi con studi preliminari qualificati, che non saranno più sottoposti a ulteriori valutazioni o riallocazioni di capacità; carico in fase di studio — la capacità approvata e la tempistica saranno determinate tramite analisi a livello di sistema, senza la garanzia che l’intera capacità richiesta venga allocata; progetti esclusi — rimandati ai lotti successivi, con la prima finestra di candidatura (Batch 1) prevista per iniziare nell’estate del 2027.
ERCOT ha completato la prima fase di screening il 3 settembre, inviando una notifica provvisoria di classificazione ai fornitori di servizi di trasmissione e distribuzione (TDSP) e la relazione formale di validazione è prevista per dicembre 2026. È degno di nota il fatto che durante lo screening alcuni progetti sono stati “declassati”: progetti precedentemente candidati come base load sono stati riclassificati come carico in fase di studio, il che significa che la capacità assegnata è inferiore alle attese precedenti — Cipher Digital (CIFR.US), che aveva candidato siti per 3,6 GW, ha ottenuto solo un incremento di 1 GW nella Batch Zero. Tali classificazioni rimangono condizionate e soggette, tra l’altro, alle verifiche del governatore Abbott.
Chi ha ottenuto il “biglietto d’ingresso”
Il campus Sweetwater di IREN (IREN.US), fornitore di infrastrutture cloud per l’AI, è rientrato interamente nella base load con 2 GW, risultando il principale vincitore; l’impianto Beacon Point da 1 GW di Hut 8 (HUT.US) (fuori copertura), Helios Fase I (800 MW) e Fase II (830 MW) di Galaxy Digital sono stati tutti inclusi. CIFR ha ottenuto 1,1 GW di base load (1 GW Colchis più 100 MW Stingray), ma altri 2,1 GW (di cui 900 MW Apollo) sono stati indicati come carico in fase di studio. Hunt (431 MW) e Pecos (300 MW) di Core Scientific (CORZ) sono stati inclusi nella base load; i 285 MW di Sealy e i 300 MW di Brazoria in Texas per CleanSpark (CLSK.US) sono stati integralmente accettati nella base load; Granbury (circa 280 MW) e Garden City (circa 200 MW) di MARA (MARA.US) sono entrati nella lista, mentre l’impianto Matagorda, con una capacità di ben 2 GW, è stato classificato come carico in fase di studio.
La scarsità spinge verso l’alto i prezzi degli affitti
Dal rapporto emerge che, nella base load di 8 GW, oltre 5 GW sono disponibili per la stipula di nuovi contratti per implementazioni AI, comprendendo i 2 GW di IREN e i 1 GW di Colchis di CIFR. In un contesto in cui lo sviluppo di nuovi data center è sempre più sottoposto a controllo politico, blocchi locali e direttive statali rappresentano colli di bottiglia per la capacità, il valore delle capacità già approvate continua a salire.
Secondo Bernstein, l’evoluzione delle regole della rete elettrica rappresenta piuttosto un’opera di “sbottigliamento” dei processi: le richieste speculative vengono estromesse dalla coda, mentre i siti con comprovata storia di sviluppo acquistano maggior valore. La definizione della capacità per i carichi in fase di studio non arriverà prima dell’aprile 2027, rafforzando così ulteriormente la posizione competitiva degli operatori con base load condizionale già in portafoglio.
In termini di raccomandazioni d’investimento, Bernstein mantiene il giudizio di “outperform” su Cipher Digital (CIFR.US), TeraWulf (WULF.US), IREN (IREN.US), Core Scientific (CORZ.US), CleanSpark (CLSK.US), Riot (RIOT.US), con prezzi obiettivo rispettivamente a 32, 36, 100, 32, 35 e 24 dollari; su MARA il rating è “neutral” con prezzo obiettivo a 17 dollari.
Il rapporto sottolinea che, grazie a un portafoglio pianificato di circa 32 GW e alla capacità tempestiva di fornire “gusci energetici pronti per l'uso”, i miner di criptovalute sono maggiormente in grado di risolvere il punto critico del settore AI riguardante la “tempistica per la disponibilità di calcolo”; negli ultimi due anni, i miner hanno firmato contratti per circa 9 GW (oltre 20 accordi) dal valore complessivo superiore a 180 miliardi di dollari con i principali hyperscaler cloud, laboratori AI d’avanguardia, nuovi fornitori di servizi cloud e produttori di chip AI.
Nessun impatto dal rallentamento di AI
Va segnalato che il contesto di mercato al momento della pubblicazione del rapporto non è tranquillo. Da un lato, continuano le discussioni sul “raffreddamento” degli investimenti in AI — si va dalla “teoria della fine del SaaS” alle domande sulla sostenibilità delle spese in conto capitale, con investitori che chiedono a più riprese quale sia la domanda reale per l’AI.
Tuttavia, la logica di Bernstein volutamente elude tale discussione: indipendentemente da chi vinca o perda sul lato dei modelli, l’elettricità resta il vincolo più stringente. Questa settimana Amazon ha bloccato con warrant per 340 milioni di dollari generatori Generac di backup e in precedenza ha siglato un accordo per chip con Qualcomm, confermando così la volontà dei grandi player di pagare un prezzo per “assicurarsi l’elettricità”.
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