AbbVie (NYSE: ABBV) è recentemente tornata ad essere uno dei titoli farmaceutici più forti tra le grandi capitalizzazioni. Il 14 settembre, il prezzo delle azioni della società è salito dell’1,81% a 261,77 dollari, chiudendo in rialzo per il quarto giorno consecutivo e rimanendo a circa il 2% dal massimo a 52 settimane raggiunto a fine luglio di 267,47 dollari. Ciò che è ancora più notevole è che quest’ultimo rialzo si è verificato in un contesto di mercato generalmente debole, dimostrando che l’attenzione degli investitori sulle fondamenta di AbbVie è in aumento. Recenti dati clinici positivi su Qulipta ed etentamig hanno rafforzato ulteriormente le aspettative di mercato sulla pipeline a medio-lungo termine della società.
Humira continua a declinare, i nuovi farmaci hanno già assunto il ruolo principale
Negli ultimi anni, la principale controversia sugli investimenti verso AbbVie ha riguardato Humira. Con l’ingresso sul mercato dei biosimilari, i ricavi di quello che è stato a lungo il “re dei farmaci” mondiali sono continuati a scendere rapidamente. Nel secondo trimestre 2026, i ricavi di Humira sono stati di soli 756 milioni di dollari, in calo del 35,9% su base annua.
Tuttavia, il business complessivo di AbbVie ha chiaramente superato la dipendenza da Humira. Nel secondo trimestre, i ricavi totali della società hanno raggiunto i 16,99 miliardi di dollari, con una crescita del 10,2% rispetto all’anno precedente. In particolare, i ricavi di Skyrizi hanno raggiunto i 5,505 miliardi di dollari (+24,4% su base annua); quelli di Rinvoq i 2,525 miliardi di dollari (+24,5% su base annua). I due farmaci immunologici hanno contribuito insieme per oltre 8 miliardi di dollari in un solo trimestre, superando di gran lunga l’attuale Humira.
Questo è anche il motivo chiave per cui negli ultimi anni la logica di valutazione di ABBV è cambiata. L’attenzione del mercato si è progressivamente spostata dalla questione “di quanto ancora caleranno i ricavi da Humira” a “quanto potranno espandersi Skyrizi e Rinvoq come nuovo polo immunologico”. Il cosiddetto “brevetto cliff” di Humira lascia ancora traccia nei dati finanziari, ma il suo impatto sulla crescita aziendale viene rapidamente assorbito dai nuovi prodotti.
La pipeline in neuroscienze e oncologia inizia a fornire una seconda fonte di crescita
Oltre all’immunologia, AbbVie sta ampliando le sue fonti di crescita. Nel secondo trimestre, i ricavi delle neuroscienze sono stati di 3,228 miliardi di dollari, con una crescita del 20,3% rispetto all’anno precedente. Vraylar, Botox Therapeutic, così come Ubrelvy e Qulipta, sono diventati tutti componenti importanti.
Il 10 settembre, AbbVie ha pubblicato nuovi risultati clinici avanzati su Qulipta (atogepant). Il farmaco ha raggiunto l’endpoint primario negli studi su emicrania correlata al ciclo mestruale e ha ottenuto risultati positivi su vari indicatori secondari come disfunzioni funzionali, prestazioni cognitive e uso di farmaci acuti per l’emicrania, fornendo così una base per ulteriori ampliamenti di indicazione del prodotto.
Allo stesso tempo, il candidato farmaco emato-oncologico etentamig dell’azienda ha raggiunto l’endpoint primario negli studi avanzati sul mieloma multiplo. I dati mostrano un tasso di risposta oggettiva del 74% contro il 45,7% del gruppo di controllo, riducendo il rischio di progressione della malattia o morte del 60%. Se la commercializzazione futura andrà a buon fine, ciò aggiungerà un nuovo pilastro all’attuale business oncologico, che mostra una crescita più contenuta.
AbbVie continua ad arricchire attivamente la pipeline per il prossimo decennio
Gli investimenti di AbbVie in asset di ricerca e sviluppo esterni stanno accelerando. Il 3 settembre, l’azienda ha completato l’acquisizione di Apogee Therapeutics, per un valore azionario dell’operazione di circa 10,9 miliardi di dollari. Tra gli asset principali di Apogee figurano lo zumilokibart, farmaco in fase avanzata per dermatite atopica, e APG273 in sviluppo per l’asma, andando a rafforzare ulteriormente la già competitiva pipeline immunologica di AbbVie.
Tutto ciò dimostra come la strategia attuale di AbbVie sia molto chiara: da una parte continuare la crescita attuale grazie a Skyrizi e Rinvoq, dall’altra arricchire le riserve di prodotti in vista del 2030 attraverso neuroscienze, oncologia e acquisizioni esterne.
Anche i rischi meritano attenzione. Skyrizi e Rinvoq rappresentano una quota sempre maggiore della crescita aziendale; se la loro crescita dovesse deludere le aspettative, la valutazione di mercato potrebbe subire pressioni. Inoltre, nel secondo trimestre 2026 i ricavi di AbbVie nell’oncologia sono ancora in calo dell’1,5% su base annua e il business estetico è cresciuto solo dello 0,3%. Tra i diversi segmenti aziendali permangono quindi notevoli differenze nei tassi di crescita.