Paramount Tianwu (PSKY.US) incontra ostacoli regolatori nell'acquisizione di Warner Bros e potrebbe vendere il canale televisivo Turner per 8 miliardi di dollari per superare lo stallo
Gli analisti affermano che Paramount potrebbe acquisire Turner Television Network per 8 miliardi di dollari.
Tramite quanto riportato da APP di Finanza Intelligente, Paramount Global (PSKY.US) si trova ad affrontare una prova decisiva che potrebbe determinare il destino del suo impero mediatico. L’operazione da 111 miliardi di dollari, finalizzata a fondere Paramount con Warner Bros. Discovery (WBD.US) per creare un nuovo colosso di Hollywood, ha già ottenuto l’approvazione antitrust in 68 Paesi e giurisdizioni nel mondo, ma negli Stati Uniti si è scontrata con una causa antitrust promossa da 12 Stati guidati dai Democratici e dalla Writers Guild of America (WGA). Con la transazione bloccata a causa della controversia giudiziaria, Paramount Global sta valutando la cessione della più preziosa rete televisiva di Warner Bros., i Turner Networks — tra cui TBS, TNT e CNN — come carta fondamentale per sbloccare la situazione.
L’“ultima roccaforte” della fusione da 111 miliardi: 12 stati uniti fermano il più grande accordo di Hollywood
La battaglia regolatoria che riguarda la più grande acquisizione nella storia di Hollywood è iniziata a luglio di quest’anno. Il 13 luglio, guidati dal Procuratore Generale della California Rob Bonta, gli altri 11 Stati hanno intentato ufficialmente causa, accusando Paramount Global che la fusione da 111 miliardi di dollari con Warner Bros. Discovery danneggerebbe seriamente la concorrenza sul mercato.
Gli Stati ricorrenti sostengono che il soggetto risultante dalla fusione detenerebbe quote di mercato illegali nella produzione cinematografica e nel settore della tv via cavo. In particolare, dopo la fusione dei canali Paramount (ad esempio MTV e Nickelodeon) con quelli di Warner Bros., la nuova società riceverebbe il 27% di tutte le commissioni pagate dai distributori di pay-tv ai proprietari di canali e avrebbe il 34% della quota di ascolto sui canali base del cavo.
Il 20 luglio, la giudice federale californiana Araceli Martínez-Olguín ha emesso un ordine restrittivo temporaneo che impone la sospensione dell’operazione per almeno due settimane. Successivamente, Paramount Global ha accettato di sospendere la transazione fino a giugno 2027 al più tardi, in attesa del giudizio della corte. L’udienza antitrust è fissata per il 2 marzo 2027.
Il tempo è denaro: il “conto alla rovescia” da 7 milioni di dollari al giorno
Il rinvio causato dalla causa legale sta esercitando una forte pressione finanziaria su Paramount Global. Secondo i termini dell’operazione, se la fusione non verrà completata entro il 30 settembre 2026, Paramount Global dovrà pagare agli azionisti di Warner Bros. Discovery delle “commissioni di ticking” pari a 7 milioni di dollari al giorno.
Paramount Global ha chiesto al tribunale che i 12 Stati ricorrenti versino una cauzione di 1,88 miliardi di dollari a copertura dei costi causati dai ritardi legali. L’azienda sottolinea che, al termine del processo e della presentazione delle memorie finali previste per marzo dell’anno prossimo, avrà già versato agli azionisti di Warner Bros. Discovery 1,3 miliardi di dollari in “commissioni di ticking” irrecuperabili.
Il procuratore generale della California Bonta ha dichiarato di volere modifiche sostanziali all’operazione prima di considerare una conciliazione. Paramount Global, dal canto suo, si è detta aperta a soluzioni strutturali di compromesso.
Turner Networks: l’“autorizzazione” da 8 miliardi di dollari
Di fronte a una crescente pressione giudiziaria, Paramount Global sta valutando la cessione di asset strategici. Si stima che se Paramount Global accettasse di vendere Turner Networks della Warner Bros. Discovery nel quadro di una possibile conciliazione, la società potrebbe ricavare circa 8 miliardi di dollari e ottenere un certo grado di sollievo giuridico.
Turner Networks è uno degli asset più preziosi sotto il controllo di Warner Bros. Discovery, comprendendo principalmente canali come TBS, TNT e CNN. Questi canali generano ogni anno un EBITDA (utile ante interessi, imposte, svalutazioni e ammortamenti) di circa 2 miliardi di dollari, mentre il prezzo di vendita previsto dovrebbe essere pari a circa quattro volte questi profitti. Secondo notizie precedenti, Paramount Global sta valutando anche la cessione di altri asset come HGTV e il Food Network di Warner Bros. per risolvere la causa.

La vendita dei Turner Networks rappresenta per Paramount Global un’arma a doppio taglio. Secondo l’analista di LightShed Partners Rich Greenfield, l’obiettivo principale dell’acquisizione di Paramount da parte di Warner Bros. era proprio quello di integrare l’ampio portafoglio di asset televisivi delle due aziende per aumentarne l’efficienza operativa. Greenfield ha dichiarato chiaramente: “Il vantaggio di questa operazione era che avresti ottenuto tutti i canali tv via cavo”. Tuttavia, sotto la pressione di un’azione antitrust, sacrificare alcuni asset per salvare l’intera operazione potrebbe rivelarsi un prezzo inevitabile per Paramount Global.
L’“epoca di svalutazione” del cavo: una sfida sulla valutazione degli asset
La possibilità di una vendita dei Turner Networks arriva mentre l’industria della tv via cavo sta affrontando un declino strutturale. I network via cavo stanno perdendo continuamente spettatori e inserzionisti, che migrano verso i servizi streaming. All’inizio del mese, Disney (DIS.US), dopo aver tentato per oltre un anno di cedere le sue quote nei canali A&E e History, ha infine venduto queste partecipazioni al partner Hearst Communications.
Paramount Global si trova così davanti a una scelta difficile. Proseguire con la causa potrebbe costringere la società a pagare penali di centinaia di milioni di dollari, con scarse possibilità di vittoria. Cedere asset potrebbe risolvere la controversia, ma indebolirebbe le sinergie che la fusione mira a creare nel settore televisivo.
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