SuperVega lancia il trading di opzioni in versione beta pubblica su Starknet
SuperVega ha lanciato la sua beta pubblica su Starknet, portando il trading di opzioni sulla rete layer-2 e offrendo agli utenti la possibilità di scommettere sulla direzione dei prezzi delle criptovalute. La piattaforma consente ai trader di ottenere profitti raggiungendo specifici obiettivi di prezzo sugli asset digitali, una funzionalità che si inserisce perfettamente nella più ampia espansione di Starknet nell'infrastruttura dei derivati.
Starknet dispone già di Carmine Options, che funge da principale protocollo di trading di opzioni sulla rete, offrendo opzioni in stile europeo su asset come ETH, STRK e wBTC.
Cosa sta costruendo SuperVega
L'approccio di SuperVega si concentra sul permettere agli utenti di “trarre profitto dagli obiettivi di prezzo sulle criptovalute”, suggerendo una struttura più vicina alle opzioni binarie o basate su target, piuttosto che ai contratti in stile europeo tradizionali già offerti da Carmine.
La piattaforma è attualmente in beta pubblica. Non sono stati divulgati pubblicamente dettagli specifici come il valore totale bloccato, il volume di trading o le strutture delle commissioni.
Le ambizioni nei derivati di Starknet
Il 12 maggio 2026, la rete ha visto il lancio di strkBTC, un asset wrapped Bitcoin con funzioni di privacy migliorata che sfrutta l'infrastruttura di privacy in crescita di Starknet. Quel lancio è avvenuto parallelamente ad ulteriori sviluppi nel framework di privacy STRK20.
Le funzionalità di liquid staking sono state integrate nella rete di recente, il 29 luglio 2026, aggiungendo un ulteriore livello di componibilità su cui i protocolli di derivati possono costruire.
Cosa significa per trader e investitori
SuperVega è un prodotto in beta senza un track record, senza informazioni su audit pubblici disponibili e senza uno storico delle performance.
Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.
Ti potrebbe interessare anche
La settimana scorsa gli investitori al dettaglio hanno acquistato in modo "record" l'ETF con leva sulle chip americane, questa settimana è crollato.
La settimana scorsa, 6.1 billions di dollari da parte degli investitori retail sono confluiti in ETF su chip a leva 3x. Giovedì di questa settimana, questi ETF hanno subito un crollo giornaliero del 20,5%, centrando quasi con precisione il punto di accelerazione della discesa. Il calo cumulativo da ottobre supera il 43%, molto oltre il calo del 15,9% degli ETF non a leva nello stesso periodo. La causa principale risiede nei dubbi del mercato sui rendimenti degli investimenti in AI, mentre il timore maggiore rimane se le aggressive spese dei giganti tecnologici potranno effettivamente tradursi in profitti. Gli strumenti a leva amplificano enormemente il costo di questi errori di valutazione.

Il gigante africano dei pagamenti sostenuto da SoftBank punta alla Borsa americana! Opay (OPAY.US) cerca di raccogliere 336 milioni di dollari, la valutazione potrebbe superare i 4 miliardi di dollari.
La piattaforma di pagamento Opay Ltd., focalizzata sul mercato nigeriano, prevede di raccogliere fino a 336 milioni di dollari attraverso una IPO (offerta pubblica iniziale).
BMT in aumento oltre 0,039 dollari, con un rialzo superiore al 40% in breve tempo.

Il CFO di Western Digital (WDC.US) respinge l’ipotesi che la domanda di AI abbia raggiunto il picco: non ci sono segnali di indebolimento e, se dovesse rallentare, potrebbe persino aiutarci a colmare il divario di domanda.
Il CFO di Western Digital sostiene la domanda di storage per l’intelligenza artificiale, affermando che gli hyperscaler cloud continuano ad aumentare la spesa in conto capitale e stanno già discutendo la domanda di fornitura per il periodo 2030-2031. Nonostante i risultati trimestrali superiori alle attese e l’aggiornamento delle previsioni di utili, le spese in conto capitale dell’azienda sono più che raddoppiate rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mettendo sotto pressione il free cash flow e suscitando preoccupazioni sul rendimento sostenibile degli investimenti nei data center AI. Il titolo ha chiuso in calo di circa il 3% venerdì.
