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Il governatore della banca centrale dell'India si esprime per la prima volta: possibile utilizzare lo strumento dei tassi d'interesse per difendere la valuta

Il governatore della banca centrale dell'India si esprime per la prima volta: possibile utilizzare lo strumento dei tassi d'interesse per difendere la valuta

华尔街见闻华尔街见闻2026/10/28 04:15
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La Banca Centrale dell'India sta contrastando gli speculatori ribassisti sulla rupia attraverso un irrigidimento della liquidità nel sistema bancario. Il governatore della banca centrale ha per la prima volta lasciato intendere pubblicamente che la politica dei tassi d’interesse potrebbe diventare uno strumento nella difesa valutaria, facendo aumentare in modo evidente la valutazione del rischio di ulteriori rialzi dei tassi da parte del mercato.

Secondo un reportage di Bloomberg di mercoledì, il governatore della Banca Centrale dell'India, Sanjay Malhotra, ha recentemente dichiarato che la politica monetaria può talvolta essere utilizzata per affrontare rischi legati alla stabilità finanziaria. Alla domanda se i tassi d’interesse possano essere inclusi tra gli strumenti di difesa contro le pressioni sul cambio, ha affermato che si tratta di un argomento che il comitato per la determinazione dei tassi "certamente prenderà in esame". È la dichiarazione pubblica più esplicita, fino a oggi, da parte dei funzionari della Banca Centrale dell'India sul collegamento tra cambio e tassi d’interesse.

Oltre ai segnali politici, il mercato avverte già una pressione di irrigidimento concreta. Il tasso interbancario overnight è stato spinto vicino al limite superiore del range definito dalla politica della banca centrale, mentre i tassi dei certificati di deposito a tre e sei mesi sono saliti la scorsa settimana di circa 40-50 punti base, raggiungendo i massimi da sette mesi. L’aumento dei costi di finanziamento per le banche sta iniziando a trasmettersi anche alle istituzioni finanziarie non bancarie.

Caduta brusca della liquidità: da un surplus record a quasi esaurimento

Secondo l’indice di Bloomberg Economic Research, l’eccesso di liquidità del sistema bancario indiano è sceso rapidamente da circa 1,1 trilioni di rupie (pari a circa 116 miliardi di dollari) ai primi di settembre, cifra record, a 462 miliardi di rupie il 26 ottobre, con una contrazione superiore al 95%.

Il motivo diretto di questo cambiamento è stata una serie di ampie misure di intervento adottate dalla Banca Centrale dell’India all’inizio di questo mese, quando la rupia si è avvicinata ai minimi storici. Successivamente, la banca centrale ha deliberatamente limitato la quantità di liquidità fornita, fissando un tetto massimo di sostegno a 150 miliardi di rupie e si è rifiutata di offrire fondi aggiuntivi nei giorni in cui la domanda di mercato eccedeva l’offerta.

Gli analisti di IDFC First Bank e Emkay Global Financial Services prevedono entrambi che questa situazione di stringente liquidità persisterà, ritenendo che la Banca Centrale dell’India non abbia intenzione di rifornire completamente la liquidità del sistema bancario nell’immediato.

Un irrigidimento deliberato per alzare il costo degli short sulla rupia

Madhavi Arora, capo economista di Emkay, ha dichiarato: "Questa fase di irrigidimento della liquidità appare chiaramente una scelta volontaria." Ha sottolineato che l’obiettivo operativo della Banca Centrale è aumentare il costo di copertura sulla rupia, rendendo più onerose le operazioni di presa a prestito della rupia e acquisto del dollaro, scoraggiando così le attività speculative contro la valuta indiana.

L’aumento dei costi di finanziamento comprime direttamente il margine per operazioni di carry trade: minore liquidità aumenta il tasso overnight, facendo salire i costi di finanziamento a breve termine e rendendo più costose le operazioni short sulla rupia. Questa dinamica conferma le recenti dichiarazioni del governatore circa l’uso dei tassi come strumento di intervento.

Il rischio di aumento dei costi di finanziamento si propaga alle istituzioni non bancarie

L’irrigidimento della liquidità si sta trasmettendo a mercati di finanziamento più ampi. Il rapido aumento dei tassi dei certificati di deposito implica che i costi di raccolta delle banche sono già cresciuti in misura sensibile, il che potrebbe a sua volta innalzare l’asticella per il finanziamento delle istituzioni finanziarie non bancarie.

Ajay Manglunia, direttore esecutivo di Capri Global Capital, ha dichiarato: "Attualmente, l’andamento dei tassi d’interesse è estremamente incerto, ma se il contesto macroeconomico dovesse rimanere stabile e i prezzi del petrolio continuare a salire, gli investitori richiederanno un premio di rischio più elevato. La curva dei costi di prestito potrebbe diventare ancora più ripida."

Per gli operatori di mercato, la questione centrale resta se il recente irrigidimento della liquidità da parte della banca centrale sia una manovra tattica temporanea o un orientamento di politica monetaria di più lungo periodo. Le dichiarazioni pubbliche di Malhotra accrescono senza dubbio la probabilità del secondo scenario.

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