Castle Investment avverte: il sell-off delle azioni tecnologiche è solo il primo campanello d’allarme, il trading su AI offre “quasi nessun margine di errore”
La svendita delle azioni tecnologiche evidenzia una crescente incertezza sulla redditività dell’AI, mentre Citadel afferma che il margine d’errore nel trading AI è minimo; Grayscale osserva che la domanda è esponenziale, ma le spese in conto capitale rappresentano un rischio bilaterale.
Secondo quanto riportato da Zhihui Finance APP, la svendita delle azioni tecnologiche indica che, secondo Noshad Shah, responsabile delle vendite fixed income per l’Europa, il Medio Oriente e l’Africa (EMEA) di Citadel, gli investitori stanno diventando sempre più esigenti circa la capacità delle ingenti spese per l’AI di generare profitti adeguati.
Shah ha scritto: “Considerato che l’attuale economia e il mercato azionario sono così fortemente esposti alle operazioni sull’AI, non c’è praticamente margine di errore nel caso in cui emergano altri rischi.”
Il dibattito sui pro e i contro e sui rischi delle operazioni legate all’AI continua a farsi più acceso tra investitori noti: Ken Griffin di Citadel ha avvertito circa il rischio di una bolla, mentre Jon Gray, presidente di Blackstone, ha dichiarato che non c’è da preoccuparsi, poiché la domanda sta crescendo quasi in modo parabolico.
Pablo Salame, co-chief investment officer di Citadel, in una rara intervista ha affermato che l’enorme domanda di capitale che sostiene la rivoluzione dell’AI si scontra con la cautela degli istituti di credito, che non sono disposti ad assumersi l’intero rischio.
La settimana scorsa, la chiusura improvvisa di numerose posizioni sul tema AI ha portato a un forte calo delle azioni tecnologiche, mentre i segnali di avversione al rischio sui mercati del credito sono saliti ai massimi da oltre un anno, poiché il mercato teme che i costi di indebitamento in aumento, combinati a molteplici rischi globali, rendano il finanziamento ancora più difficile.

Aumento del rischio di credito legato all’intelligenza artificiale
In questo contesto, Anthropic PBC ha presentato lunedì la domanda di IPO, diventando la prima azienda di questo tipo quotata con lo sviluppo di modelli AI come core business.
Shah ha osservato che dazi doganali, incentivi fiscali e prezzi elevati dell’energia stanno rendendo più costosi sia il finanziamento sia l’operatività degli investimenti in AI, mentre l’opposizione pubblica alla costruzione dei data center potrebbe rallentare i progetti e aumentarne i costi.
Shah sostiene che gli Stati Uniti sono finora riusciti a sopportare queste pressioni grazie a profitti e fiducia ancora solidi. Tuttavia, un ritiro prolungato degli investimenti e dei finanziamenti in AI potrebbe minacciare la crescita e la ricchezza delle famiglie che hanno finora contribuito a compensare i costi più alti per l’economia.
Shah ha ripreso il commento di Griffin della settimana scorsa, secondo cui le imprese statunitensi sono ancora indecise su quanto investire nella tecnologia e su quale valore possano effettivamente ricavarne.
Shah ha scritto: “La spesa in conto capitale è di per sé un rischio a doppio senso. Tagliare le spese suscita dubbi sulla durata del ciclo d’investimento… mentre un ulteriore aumento delle spese solleva interrogativi riguardo finanziamento, esecuzione e ritorni finali.”
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