Le voci di dubbio aumentano, il CEO di Moderna rassicura il mercato: il vaccino personalizzato contro il cancro coprirà un maggior numero di tipologie di tumore
L'amministratore delegato di Moderna è molto fiducioso nelle prospettive del vaccino contro il cancro mRNA personalizzato intismeran autogene, affermando che avrà un ruolo in molteplici tipi di tumore oltre al melanoma, paragonandolo al Keytruda, il farmaco di successo prodotto da Merck. Jefferies avverte che la replicabilità tra le varie indicazioni non è ancora stata dimostrata; Citi mantiene invece la valutazione "vendere", sottolineando che lo spazio per le applicazioni commerciali è limitato e che restano da risolvere questioni chiave riguardanti l'idoneità dei pazienti, la produzione e i dati sulla sopravvivenza globale.
Il CEO di Moderna mostra una forte fiducia nelle prospettive del vaccino personalizzato contro il cancro a mRNA dell'azienda, dichiarando che la tecnologia avrà efficacia in diversi tipi di tumori, ma le perplessità degli analisti sul valore commerciale non sono ancora dissipate.
Lunedì 26 ottobre, Stephane Bancel, CEO di Moderna, ha dichiarato in un'intervista su Bloomberg TV che il vaccino personalizzato contro il cancro a mRNA "intismeran autogene", sviluppato insieme a Merck, "sarà efficace in molti altri tumori oltre al melanoma".
Durante l’intervista, Bancel ha espresso chiaramente la sua fiducia nella “piattaforma tecnologica dei vaccini personalizzati contro il cancro a mRNA”, citando come esempio il farmaco oncologico di punta di Merck, Keytruda. Ha affermato:
Finché si tratta di tipi di tumore per i quali Keytruda è efficace, la piattaforma dovrebbe teoricamente funzionare.
Keytruda è un importante farmaco immunoterapico contro il cancro di Merck, attualmente approvato per il trattamento di molteplici tipi di tumore.
Contemporaneamente, Bancel ha rivelato che i dati di uno studio di vasta scala sul tumore renale potrebbero essere pubblicati già entro la fine dell’anno o all’inizio del prossimo, esprimendo ottimismo sui risultati della sperimentazione.
Questa è la prima conferma pubblica, da parte del massimo dirigente dell’azienda, delle prospettive "pan-tumorali". In precedenza, i modelli di valutazione si erano concentrati principalmente sull’indicazione del melanoma. Permane però una notevole divergenza su quanto il discorso "pan-tumorale" possa tradursi in una rivalutazione di mercato.
In precedenza, gli analisti di Jefferies avevano avvertito che non è ancora certo se i segnali positivi osservati nel melanoma possano essere replicati in altre indicazioni. Gli analisti di Citi hanno mantenuto una valutazione "sell" (vendere) su Moderna, sostenendo che il potenziale commerciale del vaccino risulta chiaramente limitato.
La scorsa settimana, la presentazione dei dati dettagliati dello studio clinico di fase III sul melanoma al congresso annuale della Società Europea di Oncologia Medica (ESMO) a Madrid ha deluso parte degli investitori, provocando forti oscillazioni del titolo Moderna.
Arrivo dei dati, umore del mercato sulle montagne russe
Intismeran autogene è un vaccino personalizzato per ogni paziente che utilizza informazioni genetiche estratte dal tumore per stimolare una risposta immunitaria anti-tumorale specifica; attualmente è in fase di studio contro varie forme tumorali, tra cui carcinoma renale, polmonare e della vescica.
Per quanto riguarda l’espansione della produzione, Bancel ha risposto alle preoccupazioni esterne affermando che lo sviluppo e la produzione dei vaccini anti-Covid sono stati "una sfida molto più grande rispetto ai vaccini personalizzati contro il cancro", e che l’azienda ha raccolto molta esperienza ingegneristica utilmente applicabile dalla produzione dei vaccini contro il Covid.
Ha inoltre rivelato che, durante la fase III, il ciclo di produzione del vaccino è stato di circa nove settimane; con il continuo perfezionamento del processo, questo tempo potrebbe ridursi ulteriormente. Gli analisti prevedono che intismeran otterrà l’approvazione regolatoria il prossimo anno.
Ad agosto, Moderna e Merck hanno annunciato che il vaccino aveva ridotto il tasso di recidiva in uno studio cardine di fase III sul melanoma, destando molto interesse nel mercato. Il titolo è poi salito, avvicinando un incremento annuale fino al 780%.

Tuttavia, la pubblicazione recente dei dati dettagliati ha deluso alcuni investitori che ritenevano che i risultati non avessero raggiunto le elevate aspettative della vigilia; di conseguenza il titolo Moderna è precipitato, riflettendo la coesistenza di grande attenzione e altrettanta incertezza verso questa tecnologia.
Secondo Bloomberg, gli oncologi hanno generalmente apprezzato i dati sul melanoma, ma tra gli investitori prosegue il dibattito sull’estensione della tecnologia a vari altri tipi tumorali.
Il confronto con le immunoterapie neoadiuvanti
Un’altra questione ancora aperta riguarda il valore comparativo tra intismeran e le attuali immunoterapie neoadiuvanti.
Le immunoterapie neoadiuvanti sono quei trattamenti che prevedono l’uso di farmaci come Keytruda, Yervoy o Opdivo (di Bristol-Myers Squibb) prima dell’asportazione chirurgica del tumore. Diversi studi neoadiuvanti hanno mostrato che questi trattamenti possono allungare in modo significativo il tempo libero da recidiva o morte in certi pazienti oncologici.
Se i risultati dovessero essere simili, la produzione altamente personalizzata e i possibili alti costi di intismeran potrebbero diventare oggetto di forti contestazioni sulla loro ragionevolezza.
Tuttavia, gli oncologi sottolineano che non tutti i pazienti con melanoma sono idonei per l’immunoterapia neoadiuvante, mentre gli analisti osservano che il disegno degli studi sui due trattamenti è intrinsecamente diverso e non direttamente confrontabile. Seigerman afferma:
In assenza di dati equivalenti, si prevede che la scelta tra le due opzioni sarà fatta dai medici caso per caso.
Prospettive commerciali rimangono la principale incognita
Nonostante l’atteggiamento positivo del management, gli analisti esterni continuano a essere divisi sul potenziale di commercializzazione di questo vaccino.
Nella sua relazione ai clienti del 22 ottobre, l’analista di Jefferies Akash Tewari ha stimato che le vendite di picco di intismeran autogene potrebbero raggiungere i 4,6 miliardi di dollari, pur avvertendo che non è ancora certo se i segnali positivi nel melanoma potranno essere confermati anche in altre indicazioni.
In successivi aggiornamenti, ha osservato che i dati indicano che l’efficacia del vaccino potrebbe crescere col tempo.
Geoff Meacham di Citi mantiene invece una posizione più cauta. Nel suo rapporto, in cui conferma il rating "sell", Meacham osserva che durante il congresso della Società Europea di Oncologia Medica, il management e i KOL coinvolti hanno sottolineato la risposta immunitaria specifica per i nuovi antigeni indotta dal vaccino, l’efficacia nei diversi sottogruppi di rischio del melanoma e la fiducia che i risultati su sopravvivenza libera da recidiva e libera da metastasi traducano in un beneficio di sopravvivenza globale.
Meacham nota però che durante l’incontro si è parlato poco degli aspetti relativi a produzione, idoneità dei pazienti, tempi di trattamento e dell’importanza dei dati di sopravvivenza globale maturi.
Aggiunge inoltre che solo pochi pazienti con melanoma rispondono ai criteri di inclusione con "lesioni di grandi dimensioni facilmente asportabili", fatto che limita "probabilmente più di quanto previsto da parte degli investitori" l’utilizzo clinico di intismeran.
Inoltre, Meacham sottolinea che, sebbene teoricamente il trattamento con intismeran come singolo farmaco sia interessante, considerando l’efficacia e la sicurezza già consolidate di Keytruda, la soluzione resta "altamente teorica nella pratica clinica".
In sintesi, Meacham afferma che questa conference call "ha rafforzato la fiducia del management nella piattaforma, ma non ha cambiato sostanzialmente il nostro giudizio sui limiti commerciali e sulle discordanze valutative".
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