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La Francia trascina il PMI dell'Eurozona a 51,9: la crescita economica sotto pressione, la BCE potrebbe effettuare l'ultimo rialzo dei tassi a dicembre.

La Francia trascina il PMI dell'Eurozona a 51,9: la crescita economica sotto pressione, la BCE potrebbe effettuare l'ultimo rialzo dei tassi a dicembre.

智通财经智通财经2026/10/23 11:03
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L’indice PMI composito dell’Eurozona è sceso a 51,9 in ottobre, con la Francia come principale freno. L’economia si è indebolita a causa dello shock energetico, e la Banca Centrale Europea potrebbe effettuare l’ultimo rialzo dei tassi a dicembre.

L’APP di Jinse Finance ha osservato che nel mese di ottobre il rallentamento del settore privato dell’area euro è stato superiore alle attese, con la Francia che si è confermata il principale elemento di debolezza: la seconda maggiore economia dell’Eurozona è infatti profondamente coinvolta in tensioni fiscali e politiche.

L’indice composito dei responsabili degli acquisti, elaborato da S&P Global, è sceso da 53,1 di settembre a 51,9, rimanendo comunque ben al di sopra della soglia dei 50 punti che distingue tra crescita e contrazione. Gli analisti consultati in precedenza prevedevano un calo più contenuto, a 52,7.

La performance della Francia è stata nettamente peggiore delle previsioni, mentre la Germania, sostenuta da un settore manifatturiero più forte del previsto, è rimasta sopra quota 50 per il quarto mese consecutivo.

La Francia trascina il PMI dell'Eurozona a 51,9: la crescita economica sotto pressione, la BCE potrebbe effettuare l'ultimo rialzo dei tassi a dicembre. image 0

Chris Williamson, Chief Business Economist di S&P Global Market Intelligence, ha dichiarato: “Uno dei principali fattori di rallentamento della crescita è stato il nuovo calo dell’attività dei servizi in Francia”, aggiungendo che ciò “potrebbe essere collegato agli scioperi e ai disordini che hanno turbato alcune economie locali”.

Nonostante ciò, ha aggiunto che l’attività economica nell’area euro nel mese di ottobre è risultata “tra le migliori degli ultimi tre anni”.

L’economia dell’eurozona si è dimostrata resiliente di fronte alla guerra in Iran e al conseguente shock dei prezzi dell’energia; tale shock, assieme a un’inflazione superiore all’obiettivo, ha spinto la Banca Centrale Europea a alzare i tassi due volte, lasciando intendere che potrebbe essere necessario un ulteriore irrigidimento della politica monetaria.

Tuttavia, i mercati temono che il protrarsi del conflitto in Medio Oriente e il recente aumento dei rendimenti obbligazionari possano frenare ulteriormente l’attività economica. È opinione diffusa che la prossima settimana le autorità manterranno invariato il costo del denaro.

David Powell, Senior Economist dell’area euro, ha affermato: “Il sondaggio PMI composito suggerisce che, sotto la pressione di prezzi delle materie prime più elevati e un ambiente finanziario più rigido, l’economia della regione sta iniziando ad indebolirsi. Riteniamo che questo doppio colpo quasi certamente porterà la BCE a mantenere i tassi in ottobre e a concludere il ciclo di rialzi dopo un ultimo aumento a dicembre”.

Alcuni investitori ed economisti ritengono addirittura che la vendita dei titoli di stato francesi possa evolvere in una nuova crisi del debito dell’Eurozona. Il Responsabile degli Investimenti Obbligazionari di Franklin Templeton ha avvertito mercoledì che questa crisi potrebbe essere persino più grave di quella di oltre dieci anni fa.

Parlando di inflazione, Williamson ha dichiarato che i costi di input sono nuovamente aumentati in modo significativo, spingendo le imprese ad alzare i prezzi di vendita per proteggere i margini di profitto.

Williamson ha affermato: “Lo scenario di ‘crescita sostenuta e inflazione persistentemente elevata’ dipinto dall’anticipazione PMI di ottobre potrebbe alimentare ulteriormente le speculazioni di mercato su una politica più aggressivamente restrittiva da parte della BCE”, aggiungendo che l’aumento del costo del credito sta già iniziando ad avere effetti attraverso la domanda.

Il PMI è seguito con attenzione dai mercati in quanto pubblicato all’inizio di ogni mese e particolarmente efficace nel segnalare trend e punti di svolta dell’economia. Come indicatore che misura l’ampiezza (e non la profondità) dei cambiamenti nella produzione, il sondaggio tra le imprese può talvolta non corrispondere direttamente al PIL trimestrale.

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Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.

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