Notizie favorevoli in arrivo, perché lo yen rimane indifferente?
Morning FX
Nelle ultime due settimane, l’Europa è rimasta impantanata e l’EURUSD si è mosso a fatica. Tuttavia, nel G10, il vero fanalino di coda è un altro: lo JPY.Entrando in ottobre, USDJPY si è mosso in uno stretto range di 100 punti intorno a 158, con la volatilità a un mese scesa ai minimi da agosto.
In realtà, da ottobre non sono mancati i fattori favorevoli allo yen, eppure il tasso di cambio dello yen sembra insensibile:
Fondamentali: A settembre, il CPI di Tokyo in Giappone è salito nettamente, con il core CPI al 2,7%, nuovo massimo dal 2024, dando alla Banca del Giappone maggiore determinazione per un ulteriore rialzo dei tassi. Tuttavia, USDJPY è sceso solo di 100 pips in giornata, recuperando subito le perdite e chiudendo la giornata con un ribasso di appena 30 pips.
Notizie: A ottobre sono emersi alcuni segnali marginalmente più hawkish nei discorsi del governatore della Banca del Giappone, Ueda Kazuo, sottolineando che "continuerà ad aumentare i tassi di interesse, con l'inflazione di fondo vicina al 2% e le condizioni finanziarie ancora accomodanti",mentre il vice governatore Himino Ryozo ha avvertito che "rinviare le modifiche alla politica potrebbe comportare rischi inflazionistici e danneggiare l’economia". Tuttavia, ogni volta che parlano, la reazione dell’USDJPY è straordinariamente contenuta.
Sentiment: Wall Street è scesa nettamente e, nonostante la crescita dell’avversione al rischio e la pressione sui tassi e sul dollar index, che teoricamente dovrebbero favorire lo yen, nemmeno questo lo smuove.
Il mercato è forse così ribassista sullo yen che nessuna buona notizia basta a stimolare l’interesse a comprare yen? Forse non è così. Secondo il posizionamento CFTC, attualmente lo yen resta in stato net-long; nel mercato delle opzioni il RR su USDJPY è anch’esso a livelli relativamente bassi quest’anno.
Quindi, il problema dello yen non è solo giudicare se si apprezzerà, ma anche se valga la pena partecipare al trade dell’apprezzamento. Di fronte ai costi di carry assoluti e alle aspettative di rialzo della BOJ già ampiamente prezzate, anche inserendosi su posizioni long yen, l’uso delle opzioni appare più adatto rispetto ad accumulare massicciamente posizioni short USDJPY a pronti; inoltre, osservando i livelli di RR a varie scadenze, il mercato mostra più fiducia nell’apprezzamento dello yen a 3-6 mesi.
Guardando alla riunione di ottobre della Banca del Giappone, ritengo che l’istituto opterà per non intervenire, ma probabilmente alzerà le previsioni di inflazione e potrebbe dare indicazioni su un possibile rialzo a dicembre. Tuttavia, dato che le aspettative di mercato già prezzano 20 bp di rialzo a dicembre, lo spazio di ulteriore apprezzamento dello yen è probabilmente limitato, rendendo poco interessante continuare ad aprire nuove posizioni short USDJPY da qui in avanti, mentre può essere il momento di prendere profitto sulle posizioni corte. Al contrario, se la riunione dovesse lasciare dubbi sull’aumento dei tassi a dicembre, potrebbe spingere USDJPY verso 160: a quel punto, si può sfruttare l’occasione per posizionarsi short con sell RR già dalla parte opposta.







Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.
