Previsione dei risultati finanziari di Microsoft (MSFT.US): Morgan Stanley ottimista sulla crescita di Azure al 47%, mantiene il target price a 600 dollari
Morgan Stanley, nel suo ultimo rapporto di ricerca, ha sottolineato che, con la domanda di cloud computing che rimane forte, la capacità dei data center che continua ad espandersi e l'accelerazione della commercializzazione di Microsoft 365 e Copilot, Microsoft dovrebbe continuare la sua crescita nel primo trimestre dell'anno fiscale 2027.
Secondo quanto riportato da "Finanza Intelligente APP", lunedì Morgan Stanley ha sottolineato nell'ultima analisi che, grazie alla domanda resiliente per il cloud computing, alla continua espansione della capacità dei data center e all’accelerazione della commercializzazione di Microsoft 365 e Copilot, Microsoft (MSFT.US) dovrebbe proseguire il suo slancio di crescita nel primo trimestre fiscale 2027. La banca prevede che i ricavi di Azure, calcolati a tasso di cambio costante, potrebbero aumentare anno su anno di circa il 47%, superando il limite superiore della guidance precedente dell’azienda, e mantiene un rating "Overweight" sul titolo Microsoft con un target price di 600 dollari.
Calcolando sul prezzo di chiusura Microsoft del 16 ottobre a 529,05 dollari, il target di Morgan Stanley implica un potenziale upside di circa il 13,4%. La banca ritiene che, sebbene il recente rialzo del titolo abbia aumentato le aspettative sugli utili in arrivo, la crescita del business cloud, la commercializzazione dei prodotti AI e il miglioramento reddituale di lungo termine costituiranno comunque un supporto per il prezzo delle azioni.
Morgan Stanley sottolinea come Azure sia il segmento più degno di attenzione in questa trimestrale. Precedentemente, Microsoft aveva previsto una crescita anno su anno dei ricavi di Azure (a tasso di cambio costante) tra il 44% e il 45% per il primo trimestre fiscale 2027, mentre la stima di Morgan Stanley di circa il 47% dovrebbe risultare sufficiente per un sostegno positivo al prezzo del titolo. Tuttavia, più che la performance di un singolo trimestre, gli investitori sono interessati a capire se Microsoft potrà mantenere tale livello di crescita anche nel secondo trimestre fiscale.
La banca ritiene che la crescita di Azure sia alimentata dal contributo congiunto del business cloud tradizionale e dei carichi di lavoro AI. Da un lato, le aziende continuano a migrare applicazioni e dati sul cloud, generando domanda per i servizi core di Azure; dall’altro, inferenza di modelli AI, applicazioni di agenti intelligenti e servizi infrastrutturali correlati stanno emergendo come nuove fonti di ricavo.
I limiti di capacità dei data center registrati nei trimestri precedenti da Microsoft dovrebbero gradualmente attenuarsi. Morgan Stanley stima che, per il 2026 fiscale, Microsoft aumenterà la capacità dei data center di circa 3,25 GW, con un’ulteriore espansione di 4,25 GW nel 2027 fiscale. Con le nuove infrastrutture gradualmente operative, Microsoft avrà una maggiore capacità di soddisfare la domanda dei clienti precedentemente limitati dalla capacità e potrà convertire gli investimenti in AI in ricavi concreti.
Dall’ultima indagine di Morgan Stanley svolta tra i Chief Information Officer, emerge che, nel processo di migrazione dei carichi di lavoro sul cloud, Microsoft rimane il principale beneficiario in quota dei budget IT. Nel 2026, il punteggio netto di Microsoft nell’indagine corrisponde al 43%, superiore al 26% di Amazon. Allo stesso tempo, le aziende previste ipotizzano che la quota di AI e machine learning sulla spesa cloud pubblica crescerà dal 3,8% attuale al 9,9% nei prossimi tre anni.
Oltre ad Azure, anche il progresso nella commercializzazione di Microsoft 365 e Copilot merita attenzione. Morgan Stanley prevede che nel primo trimestre fiscale 2027, i ricavi del business Commercial Cloud di Microsoft 365 (a tasso di cambio costante) cresceranno anno su anno del 17% o più.
Stando alle indagini di canale più recenti, i clienti aziendali continuano a migrare dall’abbonamento Microsoft 365 E3 a quello superiore E5, principalmente per le potenzialità rafforzate in materia di sicurezza informatica. Con la crescente attenzione delle aziende su gestione delle identità, sicurezza degli endpoint e protezione dei dati, Microsoft ha l’opportunità di aumentare il ricavo medio per utente attraverso abbonamenti premium. Intanto, l’interesse iniziale verso l’E7 apre nuove opportunità di crescita futura dei ricavi.
Sul fronte dei prodotti office abilitati all’AI, Morgan Stanley rileva che la penetrazione di Copilot nelle aziende sta migliorando. Nel quarto trimestre fiscale 2026, Microsoft ha aggiunto circa 10 milioni di postazioni Copilot a pagamento su Microsoft 365; la banca prevede che questo trend continuerà.
Recentemente Microsoft ha anche integrato agenti come Chat, Cowork, Code e Autopilot in un’unica esperienza Copilot, evolvendo gradualmente il modello di monetizzazione da soli abbonamenti basati sull’utente a formule legate anche all’effettivo utilizzo.
Tuttavia, Morgan Stanley sottolinea che la monetizzazione di Copilot basata sui volumi d’uso è ancora in fase precoce. Le aziende devono ancora creare budget AI specifici, meccanismi di controllo dei costi e validare il ritorno sull’investimento di questi strumenti. Nel breve termine, quindi, la crescita dei ricavi Copilot sarà soprattutto guidata dall’aumento degli abbonati paganti e dalla maggiore penetrazione delle offerte premium, mentre il contributo da volumi d’uso più elevati emergerà progressivamente in futuro.
I dati d’indagine confermano anche una domanda aziendale solida verso i prodotti AI. Nell’indagine sui Chief Information Officer del terzo trimestre di Morgan Stanley, il 30% dei rispondenti si aspetta che Microsoft sarà il fornitore con la maggiore crescita sulla spesa AI generativa entro il 2026 (in aumento rispetto al 27% del trimestre precedente); il 64% preferisce acquistare prodotti e servizi AI esterni piuttosto che svilupparli internamente.
Per quanto riguarda la redditività, Morgan Stanley si aspetta che i continui investimenti di Microsoft nelle infrastrutture AI esercitino pressione sul margine lordo, ma che il rigoroso controllo delle spese operative e i miglioramenti di efficienza interna riusciranno a compensare in larga parte gli effetti negativi.
La banca prevede che il margine lordo complessivo per Microsoft calerà di circa 2 punti percentuali fino al 65,8% nel 2027 fiscale, mentre il margine operativo si ridurrà solo lievemente al 46,6%. Microsoft aveva precedentemente stimato una crescita delle spese operative nella fascia medio-alta a una cifra per il 2027 fiscale, ben al di sotto del ritmo dei ricavi e a sostegno quindi della crescita degli utili.
Nel contempo, la tecnologia AI stessa sta aiutando Microsoft a ridurre i costi operativi. Il management di Microsoft ha dichiarato che l'adozione interna dell’AI ha consentito un risparmio annuo di centinaia di milioni di dollari sulle attività di supporto clienti; misure simili stanno gradualmente venendo applicate anche in ambito vendite e finanza.
L’efficienza operativa delle infrastrutture è anch’essa migliorata. Secondo le informazioni fornite dal management, nell’ultimo anno Microsoft è riuscita ad abbattere di oltre il 50% il tempo necessario a portare i device dei data center dalla fase di deploy alla piena capacità di generare ricavi. Morgan Stanley ritiene che ciò aiuterà l’azienda a liberare più rapidamente nuova capacità e ad aumentare i ritorni degli investimenti nelle infrastrutture AI.
Detto ciò, la spesa in conto capitale di Microsoft potrebbe ancora aumentare. L’azienda ha previsto, per il primo trimestre fiscale 2027, investimenti capitali oltre i 50 miliardi di dollari, e secondo Morgan Stanley, viste le persistenti tensioni tra domanda e offerta su Azure e AI, le spese effettive potrebbero eccedere le aspettative.
La banca sottolinea come l’attenzione degli investitori si stia progressivamente spostando dalla spesa capitale assoluta verso la rapidità con cui la nuova capacità dei data center entra in funzione e genera ricavo. Nonostante l’enormità degli investimenti in AI, Microsoft prevede di mantenere un cash flow libero positivo anche nel 2027 fiscale. Morgan Stanley ritiene che la solida redditività, il bilancio e i canali di finanziamento di Microsoft le consentano di sostenere gli investimenti nelle infrastrutture AI nel tempo.
Da un punto di vista delle previsioni finanziarie, Morgan Stanley si aspetta che Microsoft registri nel primo trimestre fiscale 2027 ricavi per circa 90,243 miliardi di dollari (+16,2% anno su anno), leggermente inferiori al consenso di 90,639 miliardi; un profitto operativo intorno a 43,968 miliardi, sostanzialmente in linea con le attese; e un utile per azione GAAP atteso a 4,73 dollari.
Nel complesso dell’anno, Morgan Stanley prevede ricavi per circa 392,342 miliardi di dollari nel 2027 fiscale (+18,2% anno su anno), con ulteriore crescita a 481,116 miliardi nel 2028 fiscale (+22,6%). Tra questi, i ricavi Azure e altri servizi cloud dovrebbero salire dai 147,188 miliardi nel 2027 ai 210,028 miliardi nel 2028 fiscale.
È rilevante notare che, a partire dal primo trimestre fiscale 2027, Microsoft modificherà la struttura dei report, riducendo i segmenti di business da tre a due: “Agent e infrastrutture” e “Dispositivi e consumatori”, e renderà pubbliche per la prima volta le cifre trimestrali indipendenti di Azure. Morgan Stanley ritiene che ciò migliorerà la trasparenza sulle crescite di Azure e delle performance del Cloud commerciale Microsoft 365 per gli investitori.
In termini di vantaggio competitivo a lungo termine, Morgan Stanley osserva che il vantaggio di Microsoft nell’AI non è più limitato al singolo modello, ma abbraccia tutti gli anelli della catena: infrastruttura di cloud computing, gestione dati aziendali, piattaforma di sviluppo modelli e agenti, e applicazioni office. Con l’adozione graduale di modelli AI di diversi fornitori, Microsoft potrà continuare a generare ricavi tramite prodotti come Azure, Fabric, Foundry e Copilot.
Inoltre, Microsoft prevede di avviare nel 2027 la distribuzione dei chip AI Maia 300 di produzione propria. Morgan Stanley osserva che nel breve termine il chip non dovrebbe avere un impatto significativo sui ricavi Azure, ma sul lungo periodo potrebbe migliorare l’efficienza dell’inferenza AI, ridurre la dipendenza da GPU di terze parti e aumentare la redditività delle infrastrutture AI.
Per quanto riguarda la valutazione, Morgan Stanley nota che l’attuale rapporto P/E atteso a 12 mesi di Microsoft è circa 27 volte, ancora inferiore alla media storica di circa 28-29 volte. Considerando che, secondo la banca, dal 2027 fiscale in avanti l’utile per azione è destinato a crescere di oltre il 20% annuo, la valutazione resta attraente.
La banca mantiene il prezzo obiettivo a 600 dollari, che equivale a circa 25 volte l’utile per azione atteso nel 2028 fiscale. In uno scenario ottimistico, se Azure dovesse accelerare ulteriormente e la commercializzazione di Copilot superare le aspettative, il prezzo delle azioni potrebbe raggiungere i 795 dollari; mentre scenari meno favorevoli, come debolezza macroeconomica, rallentamenti della spesa IT aziendale o una minore diffusione delle applicazioni AI, potrebbero pesare su crescita e valutazione aziendale.
Morgan Stanley ritiene che il rialzo ulteriore del titolo Microsoft dipenderà dall’effettiva crescita di Azure rispetto alla guidance e dalla capacità del management di dimostrare il mantenimento di tale slancio nei trimestri successivi. Con la sinergia tra espansione della capacità dei data center e progressi nella commercializzazione dell’AI, Microsoft resta ben posizionata per mantenere solidi tassi di crescita di ricavi e profitti nei prossimi anni.
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