JPMorgan commenta la conferenza di presentazione di Roadster: Tesla (TSLA.US) mira a mostrare capacità ingegneristiche piuttosto che piani di commercializzazione, mantiene il rating "neutrale".
Dopo la conferenza di presentazione di Roadster, JPMorgan ha ribadito il rating "neutrale" su Tesla.
Secondo quanto riportato da Finanza Zhitong APP, nella serata del 15 ottobre ora locale, Tesla (TSLA.US) ha presentato al sito di test SpaceX (SPCX.US) di McGregor, Texas, la tanto attesa seconda generazione della Roadster. Secondo l'ultimo commento pubblicato da JPMorgan, si tratta di una coupé biposto sviluppata in stretta collaborazione tra Tesla e SpaceX, combinando ingegneria automobilistica tradizionale e tecnologia di propulsione a razzo: dieci ugelli a propulsione a gas freddo (cold-gas thruster), un avanzato sistema di aspirazione multimodale sul fondo e un'aerodinamica attiva.
La valutazione di JPMorgan rimane piuttosto prudente: mantiene il rating “neutrale” su Tesla e il target price di 415 dollari fissato il 28 settembre; il rapporto attuale non prevede variazioni. Ancora più degna di nota è la posizione a lungo termine di JPMorgan su questa azione — dalla cronologia delle valutazioni risulta che Tesla sia stata a lungo classificata “underweight”, solo il 5 giugno 2026 è stata portata a neutrale, e il target price è sceso progressivamente da 475 dollari a giugno, a 445 a luglio, fino agli attuali 415 a settembre.
Un’auto che può fare capriole: specifiche e dimostrazione
Secondo le specifiche riassunte da JPMorgan, il sistema di propulsione della Roadster è alimentato da due serbatoi ad altissima pressione, con una capacità totale di circa 600 litri e contenenti circa 250 kg di aria compressa, in grado di generare una spinta superiore a 80 kN; l’intero sistema utilizza aria compressa ricaricabile invece di propelente specifico, consentendo propulsione e manovre aeree ripetute.
Sul fondo, invece, troviamo un altro concetto: un sistema di ventole multimodali che genera una forza di aspirazione equivalente a circa 2G, offrendo una presa extra sul terreno anche a bassa velocità; grazie a condotti d’aria regolabili e all’alettone posteriore attivo, il veicolo può passare tra configurazioni ad alta deportanza e bassa resistenza. Secondo JPMorgan, i due sistemi insieme permettono forze laterali superiori a 2G in curva e potenzialmente nuovi record in pista. Altri elementi progettuali includono sedili integrati al telaio e sterzo/frenata/acceleratore elettronici.
I numeri sulle prestazioni forniti dal management: velocità massima superiore a 230 miglia orarie, con un obiettivo ancora più ambizioso – circa 0,5 Mach (circa 380 mph) e un’accelerazione da 0 a 60 mph in meno di 1 secondo. Le dimostrazioni live hanno incluso: accelerazione 0-60 mph in 0,81 secondi, passaggio capovolto su una rampa grazie all’aspirazione del fondo, rotazione controllata in aria e atterraggio dopo aver “saltato” una fila di veicoli Tesla (incluso Semi). JPMorgan sottolinea che la demo sulla rampa è stata effettuata con il veicolo vuoto.
Le descrizioni dei media presenti hanno aggiunto altri dettagli: si è trattato di una tipica presentazione in stile Musk — musica drammatica, fumo, rumore metallico e conto alla rovescia della partenza. Musk ha dichiarato tra la folla esultante: “Questo è il risultato della stretta collaborazione tra ingegneri Tesla e SpaceX, qualcosa che non avete mai visto nemmeno nei film”. Ha poi scritto sui social: “Il futuro ha davvero le auto volanti”. Anche il CEO di Alphabet Sundar Pichai si è unito alla festa: “Chissà come sarà la versione FSD di questa cosa :) Complimenti!”
Tra promesse e realtà passano otto anni
L’altra faccia dell’evento è rappresentata dall’ennesimo slittamento della tempistica. La produzione di serie della Roadster è ora prevista per il 2028 – mentre alla presentazione del prototipo nel 2017, Tesla aveva promesso la consegna per il 2020. JPMorgan evidenzia inoltre che non sono stati comunicati prezzo finale, capacità della batteria, autonomia o produzione attesa.
Un altro gap: Roadster può superare le 300 miglia con una singola carica, meno della metà dell’autonomia promessa da Musk nel 2017. Per quanto riguarda il prezzo, stavolta Musk e i dirigenti non hanno fornito target, mentre quasi dieci anni fa Tesla annunciò un prezzo d’ingresso di 200.000 dollari.
I requisiti per l’ordine sono pubblici: secondo JPMorgan, la versione Performance richiede un acconto iniziale di circa 5.000 dollari, con ulteriori 45.000 dollari da versare entro 10 giorni; la versione Thrust prevede un deposito totale di circa 250.000 dollari (inclusi sistema aerodinamico, aspirazione multimodale e propulsione aggiuntiva); la versione Rocket monoposto sarà venduta solo su invito. I dettagli sulla pagina di prenotazione Tesla sono ancora più specifici: il deposito per la versione Thrust è di 250.000 dollari suddiviso in un acconto di 5.000 dollari e 245.000 dollari entro 10 giorni, con un limite di una vettura per cliente; quello della Rocket non è pubblicato, ma è descritta come monoposto con “sistema di volo completo” e il sito Tesla dichiara direttamente “Sì, può volare”.
Va ricordato: secondo il contratto di prenotazione della Roadster USA, la prenotazione garantisce solo una posizione in coda, “non costituisce acquisto o ordine del veicolo”; il contratto entra in vigore solo al pagamento completo, mentre il prezzo d’acquisto viene stabilito successivamente.
Le due riserve di JPMorgan: commercializzazione e sicurezza
JPMorgan è chiara nel rapporto: questa presentazione serve principalmente a dimostrare le capacità ingegneristiche del veicolo, non a delineare un piano di commercializzazione; il management riconosce che la Roadster non è ottimizzata per la sicurezza e alcune funzionalità potrebbero essere soggette a limiti normativi. Musk lo ha detto senza mezzi termini: “Se la sicurezza è la vostra priorità, non comprate quest’auto”.
Questo spiega anche il perché della posizione neutrale di JPMorgan di fronte a un prodotto così mediatico. Non vengono fissati nuovi target price, segno che la presentazione non modifica il quadro valutativo di Tesla.
Wall Street: metà stupita, metà scettica
Il mercato si è diviso chiaramente nella valutazione della dimostrazione.
I sostenitori del valore simbolico: secondo l’analista di Morningstar Seth Goldstein, “Tesla al momento non ha una halo car (vettura d’immagine per mostrare il meglio dell’ingegneria e della tecnologia aziendale); Roadster diventerà la nuova halo car di Tesla”.
Gli scettici: Gene Munster, managing partner di Deepwater Asset Management, ha scritto sui social che si tratta solo di un “esercizio di stile ingegneristico, senza alcun valore commerciale se non quello di mettere in difficoltà i costruttori tradizionali”; interpreta inoltre l’evento come un segnale di accelerazione verso una fusione tra Tesla e SpaceX — “L’evento Roadster è l’ennesimo esempio di quanto Musk desideri unire Tesla e SpaceX”, definendo l’auto quale “ibrido dei team tecnici delle due società”.
Gary Black, managing director di The Future Fund, aveva già avvisato prima dell’evento: “La reazione del mercato sarà probabilmente la stessa: delusione per eccesso di hype e promesse eccessive”; ha anche invitato i long su Tesla a non promuovere ulteriormente il tema della fusione TSLA-SPCX, ritenendo che la fusione verrebbe prezzata sui multipli inferiori di Tesla, erodendo il premio da arbitraggio sulle azioni SpaceX prima del closing.
Dan Ives, analista di Wedbush, ha stimato in modo concreto: probabilità superiore all’80% che le due società concludano la fusione entro il 2027; la scelta di strutture SpaceX come location per il lancio è stata letta come un segnale intenzionale di rafforzamento dei legami tra le due aziende.
Sui target price, le differenze tra i tre analisti sono minime ma tutte su livelli prudenti: JPMorgan 415 dollari (fissato il 28 settembre, neutrale), Morgan Stanley 400 dollari (neutrale, outlook Q3 del 16 ottobre), Goldman Sachs 360 dollari (neutrale). Il target price medio degli analisti è 397,83 dollari.
Il vero punto d’interesse sarà mercoledì prossimo
Quasi tutte le analisi convergono su una data: dopo la chiusura del mercato del 21 ottobre Tesla pubblicherà i risultati del terzo trimestre. Questo evento cade pochi giorni prima di quello che gli analisti ritengono ancora più importante per gli investitori; anche Goldman Sachs la pensa così — il futuro di Robotaxi, FSD e Optimus inciderà sul prezzo del titolo più dei risultati di questo trimestre.
Morgan Stanley mantiene il rating neutro e target di 400 dollari nel report pre-Q3, elencando alcune variabili chiave: consegne del terzo trimestre pari a 486.532 unità (in calo annuo di appena il 2%, superando le aspettative di mercato per due trimestri consecutivi), capacità di accumulo 13,7 GWh, tasso di acquisto opzionale FSD Nord America al 55%, margine lordo automotive (esclusi crediti) previsto al 16,4%; per quanto riguarda Robotaxi, la flotta Cybercab di Austin è aumentata di otto volte in 30 giorni fino a oltre 300 veicoli, con oltre 1 milione di miglia percorse senza supervisione umana, Dallas sarà la prossima città — ma la banca avverte: aumentare la flotta non significa necessariamente successo commerciale, i fattori critici sono tasso di utilizzo, sicurezza e sostenibilità economica per veicolo.
Un altro fattore regolamentare pende sui risultati: NHTSA ha già chiesto a Tesla una risposta certificata su come la Cybercab senza pedali intenda ottenere certificazione secondo gli standard federali di sicurezza; la scadenza per la risposta è il 30 ottobre, cioè nove giorni dopo la call sui risultati.
Per quanto riguarda la Roadster stessa, già nel 2023 Musk la definiva “poca cosa”, incapace di “produrre un impatto finanziario rilevante”. Per gli investitori, questa coupé capace di fare capriole in aria rappresenta più un fragile esercizio di storytelling estremo che una vera novità commerciale; ciò che determinerà il prezzo del titolo resta il report del 21 ottobre, insieme alle linee produttive di Robotaxi e Optimus.
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