Fuga precipitosa! Gli hedge fund hanno venduto in una settimana due anni di acquisti netti, Goldman Sachs avverte: la riduzione della leva finanziaria potrebbe essere appena iniziata
I fondi hedge hanno liquidato tutte le posizioni accumulate sull'AI negli ultimi due anni in cinque giorni di trading. I dati di Goldman Sachs Prime mostrano che, dall'8 al 14 ottobre, la vendita netta globale di azioni AI ha raggiunto il secondo livello più alto dell’anno; in Corea è stato attivato il meccanismo di sospensione delle contrattazioni, mentre nel mercato di Taiwan il deflusso di capitali esteri in un solo giorno ha stabilito un record storico. Tuttavia, su una scala di tre anni, l'esposizione netta sull'AI rimane all'83° percentile e il livello totale di leva finanziaria si avvicina al picco quinquennale. Questa ondata di vendite sembra quindi più un inizio che una fine.
Le posizioni in AI accumulate dagli hedge fund negli ultimi due anni sono state completamente liquidate in soli cinque giorni di contrattazione. L'intensità e la velocità di questa ondata di vendite stanno alimentando timori di un deleveraging su scala ancora maggiore.
Secondo una recente relazione di Vincent Lin, responsabile del Prime Brokerage di Goldman Sachs, gli hedge fund hanno effettuato nette vendite globali di titoli AI per cinque sessioni consecutive dall’8 al 14 ottobre, azzerando completamente l'intero saldo netto acquistato accumulato dall’inizio del 2025: in altre parole, ogni singolo acquisto netto degli ultimi due anni è stato annullato in una sola settimana.
Allo stesso tempo, il libro Prime di Goldman Sachs mostra che le azioni globali sono state "oggetto di forti vendite nette", con vendite nette giornaliere che hanno raggiunto una deviazione standard di -2,1 su base annuale, con Nord America ed Asia emergente come principali driver della discesa; i mercati di Corea e Taiwan sono risultati i più colpiti dalle vendite nette.
L’impatto diretto di questa ondata di vendite si è già manifestato in diversi mercati. L’indice composito coreano è entrato in bear market, Seul ha attivato il meccanismo di sospensione automatica, mentre il mercato taiwanese ha registrato un deflusso netto di capitale estero record, pari a circa 9,3 miliardi di dollari: molte banche centrali asiatiche sono state costrette ad intervenire a sostegno delle valute. I fondi long-short direzionali TMT hanno perso il 2,7% in una sola giornata, una variazione estrema di -2,6 deviazioni standard, portando le perdite cumulative di ottobre al 4,5%.
Due anni di acquisti, azzerati in cinque giorni
La portata di questa vendita di titoli AI è seconda solo al crollo di luglio registrato negli storici dati Goldman Sachs. Secondo i dati Prime, la vendita netta delle azioni globali AI (componenti GSXGGLAI) nel giorno considerato è stata la seconda per dimensione nell’ultimo anno, con un rapporto tra vendite long e short pari a circa 3,5 a 1 – ciò significa che le vendite sono state guidate principalmente da riduzioni volontarie delle posizioni lunghe, piuttosto che da nuove posizioni corte.
Guardando ai flussi, il flusso netto degli hedge fund su azioni AI (linea nera) è tornato al punto di partenza dell’inizio 2025; i flussi long (linea blu) sono diminuiti costantemente dai massimi di febbraio-marzo, mentre i flussi short (linea rossa) sono rimasti intorno al -13% per tutto il periodo. Il grafico Goldman mostra chiaramente questo "andata e ritorno": l’intero ciclo di acquisti netti 2025-2026 è stato completamente annullato in una sola settimana, mentre le posizioni corte sono state costantemente rafforzate durante la correzione.

Solo la scorsa settimana Goldman aveva sottolineato che nei suoi libri Prime l’esposizione netta degli hedge fund sulle Mag7 rappresentava circa il 22% dell’esposizione totale statunitense, il livello più alto mai registrato. Cinque giorni dopo, gli stessi fondi sono usciti in massa dalle loro posizioni.
Le posizioni restano elevate, il deleveraging è ben lungi dall'essere concluso
Nonostante le pesanti vendite di questa settimana, su un orizzonte temporale più esteso le posizioni AI rimangono elevate e il margine per un ulteriore deleveraging non può essere ignorato.
I dati Goldman Sachs evidenziano che l’allocazione netta globale sulle azioni AI in rapporto alla capitalizzazione globale net equity è ora del 26,1%, in calo rispetto al picco del 31,7% di inizio giugno – una posizione al 49° percentile sull’ultimo anno, ma ancora all’83° percentile negli ultimi tre anni. Il rapporto long/short dei portafogli AI è sceso dal massimo di 4,34 di giugno a 3,27, al 7° percentile per l’anno, ma ancora al 64° percentile su tre anni.

In breve, la finestra annuale indica che le posizioni sono state relativamente smobilitate, mentre quella triennale segnala che gli hedge fund sono ancora fortemente sovraesposti. Rachel Hu del team asiatico di Goldman sottolinea che le dinamiche di trading a Taiwan mostrano che questa vendita "non equivale ad una capitolazione" come quella di luglio, lasciando intendere la possibilità di ulteriori pressioni al ribasso.
L’indicatore TPM delle posizioni di mercato di J.P. Morgan si trova ora intorno al 46° percentile in area “neutrale”, ben sopra il minimo del 19° percentile raggiunto a fine luglio, segnalando che permane spazio per "ulteriore deleveraging" in attesa di catalizzatori tecnologici chiave.
Rotazione difensiva: vendere tecnologia, comprare beni essenziali
Questa ondata di vendite non ha colpito solo il comparto AI ma rappresenta una rotazione difensiva più ampia. I libri Prime di Goldman indicano che 8 degli 11 settori statunitensi hanno registrato vendite nette, tecnologia e industria guidano le perdite, e tutte le sottocategorie dell'informatica – software, semiconduttori/attrezzature, servizi IT – sono state liquidate.
Al contrario, gli acquisti degli hedge fund si sono concentrati su healthcare e beni di consumo essenziali, il che Goldman interpreta come "potenziamento marginale della difesa". Giovedì mattina healthcare e beni essenziali sono saliti di oltre il 2%, sostenendo il Dow, mentre il Nasdaq ha toccato i minimi da quasi un mese, CoreWeave ha perso un altro 8,5% e l’indice semiconduttori di Filadelfia ha chiuso la settima sessione consecutiva in calo, con capitalizzazione evaporata di circa 2.000 miliardi di dollari.
In questo bagno di sangue per i gestori discrezionali, i fondi quantitativi sono gli unici vincitori: i fondi globali long/short sistematici sono saliti dello 0,5% nella giornata e dell’1,9% a ottobre, con un rendimento YTD del 21,7%, il migliore fra tutte le strategie.
Struttura di leva fragile, rischio di violento deleveraging sempre presente
I dati sulla leva illustrano perché questa ondata di vendite sia stata così intensa: la leva totale del Prime book di Goldman Sachs è calata solo dello 0,4% al 310,3%, collocandosi rispettivamente al 72°, 91° e 94° percentile su uno, tre e cinque anni – vicino ai massimi quinquennali. La leva netta è scesa dell’1,5% al 73,3%, in calo del 4,3% a ottobre e al 6° percentile nel corso dell’ultimo anno.
La logica Goldman è la seguente: un fondo con leva totale al 310% e leva netta al 73% può liquidare molto più delle cifre mostrate dall'esposizione netta. Quando sia le posizioni lunghe crowded (AI) sia quelle corte crowded si muovono in direzioni opposte, il deleveraging è l’unica via d’uscita e la porta è strettissima: tutti si dirigono verso la stessa uscita – esattamente come accaduto nel crollo di fine luglio.
Rich Privorotsky, area Delta-One di Goldman, riassume perfettamente il problema nell’ultimo report overnight: "A posteriori, la trade dolorosa era essere long AI, short obbligazioni. Ora vediamo che in entrambe le direzioni si stanno chiudendo le posizioni... il mercato sta scoprendo che la domanda di potenza di calcolo può crescere esponenzialmente, ma il capitale per finanziarla non altrettanto".
Goldman Sachs: Sembra più l’inizio che la fine
La principale divergenza di mercato attuale è: questa è un'opportunità di acquisto o solo l'inizio di un deleveraging di più ampia portata?
J.P. Morgan propende per la prima, ritenendo che si possano fare acquisti sui ribassi. Goldman Sachs aveva osservato segnali tecnici positivi per l’anno in chiusura negli ultimi due giorni, ma la valutazione generale della banca resta cauta: l’esposizione netta sull’AI resta all’83° percentile su tre anni, la leva totale è al 94° percentile su cinque anni e i deflussi di capitale estero in Asia sono ai massimi storici — tutto ciò suggerisce che siamo più vicini all’inizio che alla fine di questa fase di deleveraging.
Gli hedge fund hanno già liquidato tutte le posizioni AI acquistate dal 2025, ma quelle accumulate nel 2023 e 2024 sono ancora completamente presenti in portafoglio.
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