Il “super toro” Yardeni riduce l’obiettivo di fine anno per l’S&P: i profitti non sono il problema, è la valutazione.
Yardeni Research ha abbassato il target di fine anno dell'S&P 500 a 7900 punti e il multiplo di valutazione a 18,6 volte, principalmente a causa del sentiment di avversione al rischio che comprime le valutazioni piuttosto che per un peggioramento degli utili. Nonostante le tensioni legate all'avversione al rischio e ai rischi politici, Yardeni rimane ottimista sugli utili societari e sull'economia nel medio-lungo termine, ritenendo che le correzioni rappresentino opportunità di acquisto.
La nota società di ricerca di mercato Yardeni Research ha abbassato il target del S&P 500 di fine anno a 7.900 punti, motivando la revisione con l'aumento del rischio di compressione delle valutazioni, piuttosto che con un deterioramento delle prospettive sui profitti.
Il sentiment di avversione al rischio, in fermento dalla metà di settembre, sta continuando a ridurre i multipli di valutazione delle azioni. Yardeni Research ha rivisto il target di fine anno per il S&P 500 dal precedente livello di 8.400 punti (obiettivo già posticipato a metà 2027) a 7.900 punti, riducendo anche il multiplo target price/earning forward di fine anno da 19,8x a 18,6x.
Nel frattempo, il mercato deve fronteggiare una serie di pressioni: i dati CPI di settembre, superiori alle attese, hanno rafforzato le aspettative di nuovi rialzi da parte della Federal Reserve nel 2024, l’entusiasmo per il trading AI si è notevolmente raffreddato, e i titoli tecnologici registrano forti vendite. Mercoledì l’S&P 500 è sceso dell’1,1% a quota 7.718,94, mentre il Nasdaq Composite e il Russell 2000 hanno entrambi perso l’1,9% e l’indice Philadelphia Semiconductor (SOXX) è crollato del 4,5%.
Pressioni sulle valutazioni, target rivisto al ribasso
Yardeni Research indica chiaramente che la criticità attuale del mercato è rappresentata dalle valutazioni, non dagli utili. L’ente mantiene invariata la previsione di utili per azione dell’S&P 500 nel 2027 a 425 dollari, in linea con la media dei pronostici di mercato (423,08 dollari), segnalando un outlook ancora ottimistico sulla redditività aziendale e sull’economia, e stimando che una recessione non sopraggiungerà prima del 2029.
Tuttavia, la società ritiene che il clima di avversione al rischio sviluppatosi da metà settembre non sia destinato a svanire nel breve termine e continuerà a comprimere i multipli di valutazione. Su questa base, il target forward price/earning di fine anno è stato ridotto da 19,8x a 18,6x e il target price dell’S&P 500 è sceso da 8.400 a 7.900 punti. “Non siamo preoccupati per gli utili, ma per le valutazioni azionarie,” ha affermato Yardeni.
CPI sopra le attese, probabilità di rialzo dei tassi in forte aumento
I dati sull’inflazione sono stati un catalizzatore chiave per la debolezza del mercato in questa fase. Il CPI di settembre è aumentato dello 0,6% su base mensile, segnando il più grande incremento mensile dal marzo di quest’anno, spinto principalmente dal rialzo dei prezzi dell’energia (+9,3%). Il core CPI è salito dello 0,3% su base mensile e attualmente il 52% delle voci del CPI mostra un tasso d’inflazione annualizzato superiore al 3%.
I prezzi dei beni durevoli sono cresciuti dello 0,9% su base mensile; in particolare, la categoria computer ed elettronica ha segnato il tasso d’inflazione più alto degli ultimi tre mesi, secondo Yardeni, a causa della domanda di semiconduttori guidata dall’AI.
I dati forti sul CPI hanno rapidamente riacceso i timori di nuovi rialzi da parte della Federal Reserve: la probabilità di un aumento a ottobre è salita dal 21% al 36%, toccando in sessione anche il 45% e aprendo le porte alla possibilità di due rialzi entro l’anno. Tuttavia, Yardeni segnala che i rendimenti dei Treasury USA a 10 anni stanno mostrando segnali di stabilizzazione, anche grazie ai titoli protetti dall’inflazione (TIPS) che offrono ancora un rendimento reale interessante vicino al 2,90%.
Freddo sull’AI trading, tecnologia guida le perdite
Il settore tecnologico è stato l’epicentro di questa correzione. Yardeni Research osserva che “le operazioni incentrate sull’AI stanno diventando caotiche, la concorrenza si intensifica e cresce lo scetticismo sui ritorni degli ingenti investimenti nell’AI.” L’indice Philadelphia Semiconductor ha perso in una sola seduta il 4,5%, espressione della rinnovata cautela sugli investimenti legati all’AI.
Il titolo del nuovo fornitore di infrastruttura cloud CoreWeave è precipitato di circa il 16%, complice la crescente preoccupazione del mercato sulla sua capacità di rimborso del debito, peggiorando ulteriormente il sentiment del settore.
Guardando avanti, Yardeni Research elenca diversi rischi potenziali: la crescente polarizzazione politica dopo le elezioni di medio termine e la possibilità di nuove tensioni in Medio Oriente. “Ci aspettiamo che il sentiment difensivo permanga, comprimendo ancora i multipli di valutazione. Ecco perché continuiamo a consigliare cautela,” sottolinea Yardeni.
Tuttavia, la società lascia spazio anche a un segnale positivo: “Le opportunità d’acquisto stanno aumentando” e, secondo Yardeni, le possibilità di un rimbalzo del S&P 500 verso i 7.900 punti entro fine anno restano concrete.
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