L'inflazione superiore alle aspettative colpisce le small cap, il Russell 2000 scende quasi del 2%, confermata la correzione tecnica.
Mercoledì, circa quattro quinti dei componenti dell’indice Russell 2000 hanno registrato un calo; calcolando dal massimo di agosto, l’indice ha subito una diminuzione complessiva dell’11%, scendendo sotto la media mobile a 200 giorni ed entrando per la prima volta, dal marzo scorso, in una correzione tecnica. Le analisi sottolineano che, con l’indice CPI degli Stati Uniti superiore alle attese e l’aumento della probabilità di un rialzo dei tassi, i titoli a bassa capitalizzazione, i titoli del settore dei consumi e quelli dei trasporti affrontano “resistenze continue e di lunga durata”.
L'indice Russell 2000 ha subito un forte calo mercoledì, entrando ufficialmente in una correzione tecnica e diventando uno degli asset più vulnerabili del mercato azionario statunitense sotto la pressione degli attuali tassi di interesse.
Mercoledì, il CPI di settembre degli Stati Uniti è cresciuto oltre le aspettative; dopo la pubblicazione del dato, le scommesse del mercato su un ulteriore rialzo della Federal Reserve a ottobre sono salite al 50%. Nel corso della giornata, il Russell 2000 è sceso dell’1,9%, con circa quattro quinti dei titoli componenti in perdita. Dal massimo di agosto, l’indice ha accumulato una perdita dell’11%, segnando la prima entrata in correzione tecnica da marzo di quest’anno.

Il rapido irrigidimento delle prospettive sui tassi d’interesse ha provocato un repentino cambio di umore sui mercati, con particolare pressione sulle small caps. Stefano Pascale, Head of US Equity Derivatives Research di Barclays, ha dichiarato:
“Le small caps sono altamente sensibili ai tassi d’interesse: se il dato odierno sull’inflazione accresce il rischio di ulteriori rialzi dei tassi di politica monetaria, questo rappresenta un segnale negativo per le small caps.”
Tassi in rialzo, molteplici livelli di supporto delle small caps cedono uno dopo l’altro
Sotto la spinta dei tassi persistentemente in aumento, il quadro tecnico del Russell 2000 sta progressivamente peggiorando. Questa settimana l’indice ha rotto la media mobile a 200 giorni, la prima volta da marzo; nei mesi precedenti aveva già perso il supporto della media a 50 giorni (ad agosto) e a 100 giorni (a settembre).
A livello grafico, l’indice ha tracciato dall’agosto scorso un’inversione ribassista a V, collocandosi in un canale discendente. Questa settimana è stato infranto anche il supporto di Fibonacci al 23,6% (circa 2754 punti), segnalando una pressione ribassista ancora presente.
Dennis DeBusschere, Presidente e Chief Market Strategist di 22V Research, sottolinea che la crescita superiore alle attese del CPI pubblicato mercoledì ha aumentato il rischio di un ulteriore irrigidimento delle condizioni finanziarie, che rappresenterà un “ostacolo duraturo e persistente” per small caps, titoli dei consumi e trasporti.
Vantaggio sul rendimento ridotto, la leadership è passata di mano il mese scorso
Per gran parte dell’anno, il Russell 2000 ha sovraperformato lo S&P 500, grazie alla forte correlazione delle small caps con la crescita economica—la robusta spesa dei consumatori e gli ingenti investimenti societari nelle infrastrutture di intelligenza artificiale hanno sostenuto l’espansione economica.
Tuttavia, questa posizione di leadership si è esaurita il mese scorso. Gli aumenti dei tassi della Federal Reserve, insieme al rapido balzo dei rendimenti dei Treasury, hanno fatto pressione sulle small caps, più sensibili ai tassi d’interesse.
Il ribilanciamento degli indici elimina i titoli chiave, pesa il fattore strutturale
Oltre alla pressione macro sui tassi, il Russell 2000 quest’anno ha subito anche uno shock strutturale dovuto a un importante ribilanciamento dell’indice.
Bloom Energy, Credo Technology, Sterling Infrastructure e TTM Technologies sono stati i quattro titoli che, fino al 29 giugno, hanno contribuito per due terzi alla crescita complessiva dell’indice.
Tuttavia, questi titoli sono stati successivamente inclusi nel Russell 1000, venendo così rimossi completamente dal basket delle small caps, privando il Russell 2000 sia del vento favorevole dei tassi che del sostegno dei componenti di alta qualità.
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