L'80% della produzione di memorie di Samsung per il prossimo anno è già stata bloccata da contratti a lungo termine
Circa l’80% della capacità produttiva di chip di memoria di Samsung Electronics per il prossimo anno è già stata bloccata in anticipo tramite accordi di fornitura a lungo termine, a testimonianza dell'intensificarsi della competizione tra giganti tecnologici per accaparrarsi la restante capacità produttiva, riflesso del livello senza precedenti della corsa agli armamenti nelle infrastrutture AI.
Secondo quanto riportato questa settimana dal Korea Economic Daily, Nvidia, Google, Microsoft e altri colossi tecnologici mondiali hanno già firmato accordi di fornitura di chip con Samsung della durata di oltre cinque anni, mentre le aziende che non hanno ancora firmato stanno lottando nell’ombra per ottenere il restante 20% circa della capacità disponibile. Durante la conferenza sugli utili del secondo trimestre, Samsung Electronics ha dichiarato che "quasi tutti i principali clienti stanno richiedendo accordi a lungo termine" e ha ammesso che "è difficile rispondere a tutte le richieste".
Questa tendenza si sta diffondendo dai chip di memoria a tutta la catena industriale delle infrastrutture AI, comprendendo capacità come i condensatori ceramici multistrato (MLCC), substrati FC-BGA, trasformatori, apparecchiature elettriche e sistemi di raffreddamento. Il potere negoziale del mercato si sta rapidamente spostando verso i fornitori: anticipi tra il 20% e il 25% e clausole di acquisto obbligatorio diventano sempre più comuni, ma gli analisti avvertono che, qualora il mercato dei semiconduttori si invertisse, questi accordi a lungo termine potrebbero diventare punti di vulnerabilità per i fornitori.
La battaglia per la capacità di memoria: l’80% ha già un destinatario
Secondo il reportage, fonti del settore confermano che circa l’80% della produzione di chip di memoria di Samsung Electronics (incluso l’High Bandwidth Memory, HBM) per il prossimo anno è già stata assegnata tramite accordi di fornitura a lungo termine. Questo significa che le aziende tecnologiche non ancora contrattualizzate con Samsung possono solo competere per il restante 20% della capacità produttiva.
Samsung non è un caso isolato. Anche SK Hynix ha completato la firma di accordi a lungo termine con i suoi principali clienti; il numero di accordi strategici di clienti di Micron Technology è salito da 16 nel secondo trimestre a 26 nel terzo trimestre; e SanDisk, produttore di memoria NAND flash, ha già stipulato simili accordi con otto clienti, tra cui diverse grandi aziende tecnologiche.
Questa evoluzione nasce da una situazione storica: per molto tempo il settore dei semiconduttori si è basato su contratti trimestrali o vendite spot, rendendo difficile per i produttori prevedere prezzi e domande futuri. Con il massiccio aumento degli investimenti nei data center AI da parte dei colossi tecnologici globali quest’anno, si è creata una carenza di chip e la sicurezza nell’approvvigionamento di memoria è diventata una priorità strategica per queste aziende, accelerando la diffusione dei contratti a lungo termine.
Espansione degli accordi a lungo termine: dai chip all’intera catena delle infrastrutture AI
L’onda di accordi a lungo termine ha superato il confine dei chip di memoria, diffondendosi all’intera catena industriale delle infrastrutture AI.
Samsung Electro-Mechanics sta per firmare con Delta Electronics un accordo a lungo termine per la fornitura di MLCC del valore di 700 miliardi di won (circa 507 milioni di dollari americani), che rappresenterà il settimo accordo di questo tipo concluso quest’anno. Il volume degli ordini cumulativi di Samsung Electro-Mechanics quest’anno dovrebbe raggiungere i 4.6 trilioni di won (circa 3.33 miliardi di dollari). Anche LG Innotek sta negoziando accordi a lungo termine per la fornitura di substrati FC-BGA.
Situazioni simili si verificano anche nel settore delle infrastrutture elettriche e di raffreddamento. LS Cable & System ha firmato accordi a lungo termine per canaline con durata quinquennale con aziende statunitensi come Meta e Google; HD Hyundai Electric sta portando avanti negoziati per accordi a lungo termine relativi ai trasformatori per data center; LG Electronics, infine, ha firmato un contratto da 5 trilioni di won (circa 3.62 miliardi di dollari) per la fornitura di gruppi frigoriferi con Air, una società statunitense di infrastrutture per data center AI.
Secondo un esperto del settore, vista la prevedibile persistenza della carenza di componenti associati all’AI, i colossi tecnologici sono disposti ad accettare condizioni sfavorevoli pur di garantirsi la fornitura.
Il potere negoziale si sposta: i fornitori incassano anticipi e clausole obbligatorie di acquisto
In questa ondata di contratti a lungo termine, i fornitori detengono chiaramente il ruolo dominante. Poiché la crescita della capacità produttiva non riesce a tenere il passo con l’aumento della domanda, lo squilibrio tra domanda e offerta si amplia e il potere negoziale del mercato si sposta nettamente verso i fornitori.
Nel campo della memoria, cinque anni sono diventati la durata standard degli accordi a lungo termine, spesso con clausole di rinnovo annuale. Per rafforzare il vincolo contrattuale, anticipi elevati tra il 20% e il 25% sono ormai la norma del settore, congiuntamente a stringenti clausole di acquisto obbligatorio: anche se il cliente non ritira la merce, deve comunque pagare. I fornitori a volte usano questi anticipi come fonte di capitale per espandere gli impianti di produzione dei wafer su larga scala.
Questo modello evidenzia il profondo intreccio d’interessi tra i giganti tecnologici e i produttori di componenti: i primi cercano una filiera stabile, i secondi trovano il modo di mitigare i rischi legati agli investimenti in conto capitale.
Rischi potenziali: il raffreddamento dell’entusiasmo per l’AI potrebbe rendere i contratti a lungo termine un’arma a doppio taglio
Sebbene i contratti a lungo termine offrano ai fornitori una maggiore visibilità sulle entrate, i rischi non scompaiono.
Choi Woo-young, professore al dipartimento di ingegneria elettrica e informatica dell’Università di Seoul, sottolinea che "se il mercato della memoria dovesse rallentare, i clienti chiederanno di rinegoziare e i fornitori non avranno altra scelta che allentare le condizioni attuali".
In caso di una brusca discesa del mercato dei semiconduttori, i clienti potrebbero scegliere di violare i contratti e pagare le penali, mettendo così in difficoltà i produttori di componenti che hanno ampliato la capacità produttiva contando sugli accordi a lungo termine. Se da un lato questi accordi rafforzano la stabilità della filiera, dall’altro legano il destino dei fornitori alla sostenibilità della domanda per l’AI — un potenziale punto di forza, ma anche una fonte di rischio sistemico.
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