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Deutsche Bank valuta l'impatto dell'aumento dei tassi: Le grandi banche statunitensi sotto pressione sul capitale, possibili stop collettivi ai buyback azionari

Deutsche Bank valuta l'impatto dell'aumento dei tassi: Le grandi banche statunitensi sotto pressione sul capitale, possibili stop collettivi ai buyback azionari

智通财经智通财经2026/10/09 03:42
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Deutsche Bank ha recentemente pubblicato un rapporto di ricerca settoriale, concentrandosi sulle pressioni di capitale che le grandi banche statunitensi dovranno affrontare nel terzo trimestre del 2026, in un contesto di notevole aumento dei tassi d’interesse.

Secondo quanto riportato da Jinse Finance, Deutsche Bank ha recentemente pubblicato un rapporto di ricerca settoriale concentrandosi sulle pressioni di capitale affrontate dalle grandi banche statunitensi nel contesto di un forte aumento dei tassi di interesse previsto per il terzo trimestre del 2026. Il rapporto utilizza due modelli di calcolo per valutare l'impatto della volatilità dei tassi di interesse sull’Other Comprehensive Income (AOCI) e quindi sul Common Equity Tier 1 (CET1), oltre ad analizzare l’evoluzione delle politiche di riacquisto di azioni delle banche.

Nella precedente anteprima dei risultati del terzo trimestre, Deutsche Bank ha stimato che l’aumento dei tassi di interesse porterà una pressione media di 51 punti base sul capitale contabile delle banche che includono l’adeguamento AOCI. Per migliorare la logica di calcolo, il rapporto introduce un secondo metodo di stima: invece di calcolare solo il profitto/perdita dei titoli disponibili per la vendita (AFS), utilizza i dati effettivi delle variazioni dell’AOCI nella prima metà del 2026, tenendo conto che l’incremento dei tassi nel terzo trimestre sarà circa tre volte superiore rispetto al primo semestre, proiettando pertanto una pressione triplicata sul capitale nel terzo trimestre. I due metodi portano a risultati medi di impatto sul capitale simili a livello di settore, ma mostrano differenze significative a livello delle singole banche.

Secondo il nuovo modello, la pressione di capitale su banche d’investimento (Goldman Sachs, Morgan Stanley), JPMorgan, Bank of America e Wells Fargo risulta inferiore rispetto al modello precedente, con Morgan Stanley e Wells Fargo che registrano le maggiori variazioni. Nel complesso, l’impatto medio sulle grandi banche regionali differisce solo di 2 punti base, ma emerge una forte differenziazione interna: la pressione di capitale su CFG, FITB e USB cala notevolmente, mentre per MTB, RF e TFC le perdite di capitale calcolate risultano invece più elevate.

Le banche potrebbero rallentare o sospendere i riacquisti di azioni fino a quando i tassi non si stabilizzeranno

Sebbene i risultati dei calcoli sul capitale dimostrino che il valore assoluto del capitale delle banche rispetta ancora i requisiti normativi, il rapido aumento dei tassi e l’incertezza sulle prospettive dei tassi, insieme alla crescita ancora sostenuta dei prestiti, inducono Deutsche Bank a ipotizzare che la maggior parte delle banche rallenterà o persino sospenderà i riacquisti di azioni. Per poterli riavviare e riportarli a livelli medi, sarà necessario attendere che i tassi si stabilizzino; nel lungo termine, qualora venissero implementate nuove regole regolamentari sul capitale e la Federal Reserve allentasse moderatamente e rendesse più trasparenti gli stress test annuali, la dimensione dei riacquisti potrebbe aumentare ulteriormente.

Le banche mostreranno comportamenti differenziati: JPMorgan, Bank of America, Wells Fargo e altre banche di clearing rallenteranno il ritmo dei riacquisti, ma non li interromperanno completamente. Questa previsione si basa su una solida base di capitale registrata a fine giugno e una forte capacità di generazione di utili; inoltre, le banche hanno la necessità di continuare ad espandere il credito corporate e al consumo, rispondendo alla domanda di trading e finanziamento da parte della clientela corporate.

Per quanto riguarda invece le grandi banche regionali, su 9 campioni coperti da Deutsche Bank, 7 mostrano un capitale simulato – considerando l’effetto AOCI – pari o inferiore al 9.0%, il che rende probabile la sospensione dei riacquisti. Per MTB la riserva di capitale rimane sufficiente e consente di mantenere il programma di riacquisto; USB, invece, si trova vicino alla soglia regolamentare e sta contemporaneamente perseguendo l’espansione delle attività e modifiche nella propria categoria bancaria, risultando quindi più vincolata in termini di capitale.

Il rapporto affronta anche l’argomento molto discusso della valutazione degli attivi: attualmente solo le grandi banche sistemicamente importanti includono l’AOCI nel capitale regolamentare, ma in futuro le regole potrebbero estendersi ad altre banche; le perdite non realizzate sui titoli detenuti fino a scadenza (HTM) non sono incluse negli aggiustamenti di capitale da parte degli enti regolatori o delle agenzie di rating, ma vengono comunque considerate dagli investitori di mercato; i depositi a basso costo sul lato del passivo non vengono rivalutati al fair value, ma in un ambiente di tassi alti rappresentano comunque un valore economico reale.

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Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.

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