La proposta di bilancio di Le Pen evita esclusivamente la riforma delle pensioni, dopo che il differenziale tra Francia e Germania ha superato i 150 punti base, scatta l’allarme a 200 punti base.
Le pressioni fiscali in Francia continuano ad aggravarsi. La possibilità di rilanciare la riforma delle pensioni sarà la chiave determinante per l’evoluzione dei costi di indebitamento francesi e delle tensioni sul mercato obbligazionario.
L’8 ottobre, secondo quanto riportato da Reuters, Mike Bell, responsabile della strategia di mercato presso RBC BlueBay Asset Management, ha dichiarato che i mercati stanno osservando con attenzione i principali candidati alle elezioni presidenziali francesi del 2027. In particolare, si guarda alla candidata di estrema destra Le Pen, attualmente in testa nei sondaggi, e se prometterà o meno di innalzare l’età pensionabile. Se i principali candidati dovessero preferire mantenere l’età pensionabile attuale, il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato francesi e tedeschi a 10 anni potrebbe allargarsi ulteriormente fino a 200 punti base.
Questa settimana, Le Pen ha presentato parte del suo piano fiscale, ma non ha fatto riferimento alla riforma delle pensioni, limitandosi ad annunciare che ulteriori dettagli sulle politiche saranno resi noti nelle prossime settimane. In passato, aveva sostenuto di abbassare a 60 anni l’età pensionabile per chi ha iniziato a lavorare presto. Secondo Bell, i mercati si aspettano un impegno chiaro all’aumento dell’età pensionabile da parte dei candidati più probabili alla vittoria; diversamente, la pressione sul debito francese potrebbe continuare ad aumentare.
Le tensioni sul mercato obbligazionario francese sono già evidenti. Venerdì scorso, il differenziale di rendimento franco-tedesco sui titoli decennali ha superato i 150 punti base, segnando un nuovo massimo dal 2011. Bell ha affermato che, con ancora diversi mesi alle elezioni, aumentare l’esposizione ai titoli francesi ai valori attuali richiede “un notevole coraggio”; tuttavia, i titoli di Stato francesi hanno già incorporato un elevato premio per il rischio e anche il rischio di continuare a mantenerli short sta crescendo.
Spesa pensionistica elevata, riforma ostacolata dalla politica
Le pensioni rappresentano la voce di spesa maggiore del bilancio francese: si prevede che nel prossimo anno raggiungeranno i 436 miliardi di euro, pari al 14% del PIL. L’età pensionabile in Francia è relativamente bassa e la speranza di vita è elevata, facendo della spesa pensionistica una fonte costante di pressione sui conti pubblici.
La riforma avviata nel 2023 mirava a innalzare progressivamente l’età pensionabile da 62 a 64 anni, ma è stata sospesa durante le trattative di bilancio lo scorso anno. In precedenza, Le Pen aveva sostenuto di ridurre a 60 anni l’età pensionabile per chi ha iniziato a lavorare giovane. Essendo gli anziani una base elettorale fondamentale per il suo partito, il Rassemblement National, la questione delle pensioni è per Le Pen particolarmente delicata dal punto di vista politico.
Se in futuro i principali candidati non riusciranno a impegnarsi in modo chiaro sull’aumento dell’età pensionabile, il mercato potrebbe continuare a chiedere un premio di rischio più elevato sui titoli di Stato francesi e il differenziale con i Bund tedeschi rischia di allargarsi ulteriormente.
Cautela su titoli francesi, il sostegno della BCE sarà limitato
RBC BlueBay, con asset in gestione per 598 miliardi di dollari, detiene ancora alcune posizioni sul debito francese, ma Bell afferma che la società ha ridotto volutamente l’esposizione e non prevede di aumentarla prima dell’esito delle elezioni. Contestualmente, non si mostra propenso a incrementare ulteriormente le posizioni short, dal momento che i titoli francesi già riflettono gran parte dei rischi fiscali e politici.
Bell ha inoltre evidenziato i limiti del sostegno della Banca Centrale Europea. Lo strumento di protezione della trasmissione (TPI) della BCE richiede che gli Stati membri rispettino le regole fiscali dell’Unione Europea, ma attualmente la Francia non soddisfa tali requisiti. Ciò significa che, se il mercato obbligazionario francese dovesse subire ulteriori pressioni dovute a rischi politici o fiscali, lo spazio d’azione politica della BCE potrebbe essere limitato.
Qualora Le Pen dovesse vincere le elezioni, i contrasti tra il governo francese, l’Unione Europea e la BCE in materia di politiche fiscali potrebbero intensificarsi. Secondo Bell, l’alto rendimento dei titoli di Stato francesi potrebbe persino costituire un fattore che spinge il prossimo governo a una maggiore disciplina fiscale.
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