Dati giornalieri sulla variazione delle scorte di argento COMEX degli Stati Uniti al 6 ottobre
智通财经2026/10/07 22:16Variazione giornaliera delle scorte di argento COMEX negli Stati Uniti al 6 ottobre (centinaia di once)
Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.
Ti potrebbe interessare anche
Il totale dei rimborsi tariffari di Pepsi nel terzo trimestre ha raggiunto 178 milioni di dollari.
Pepsi (PEP.US): Il totale dei rimborsi doganali nel terzo trimestre ha raggiunto i 178 milioni di dollari.
Citigroup aumenta il prezzo target di Super Micro Computer a 45 dollari
Citigroup ha aumentato il prezzo obiettivo di Super Micro Computer (SMCI.US) da 39 a 45 dollari.
La banca centrale: Il FMI valuta il tasso di cambio reale effettivo, non deve essere frainteso come opinione sul tasso di cambio nominale.
La Banca Popolare Cinese ha espresso la sua posizione politica sul tasso di cambio del renminbi. Essa sottolinea che la valutazione dell’IMF riguarda il tasso di cambio reale effettivo, che non dovrebbe essere interpretato come un giudizio sul tasso di cambio nominale. Il tasso di cambio reale effettivo è determinato dal tasso di cambio nominale e dai prezzi relativi interni ed esterni, riflettendo principalmente i fattori macroeconomici e strutturali dell’economia, come il rapporto domanda-offerta di un paese. Tuttavia, alcune opinioni, intenzionalmente o meno, indirizzano la valutazione dell’equilibrio esterno dell’IMF verso il tasso di cambio nominale del renminbi, o addirittura verso il tasso di cambio renminbi-dollaro, utilizzandolo come “base ufficiale” per criticare il tasso di cambio. In realtà, le raccomandazioni politiche dell’IMF per la Cina si concentrano principalmente su riforme strutturali volte ad espandere attivamente la domanda interna, piuttosto che a promuovere un apprezzamento del tasso di cambio del renminbi.
I titoli di Stato francesi hanno vissuto il peggiore decennio degli ultimi 200 anni, gli investitori si preparano a ulteriori turbolenze.
Il massiccio disavanzo di bilancio della Francia ha spinto il costo dell’indebitamento ai livelli più alti degli ultimi decenni e l’importanza storica di questa turbolenza non si ferma qui. Il deficit di bilancio della Francia quest’anno dovrebbe raggiungere il 5,4% del PIL, nettamente superiore agli altri Stati membri dell’Unione Europea e oltre il limite massimo del 3% imposto dall’UE; la Francia non riesce a raggiungere un bilancio in pareggio dal 1974. Con l’invecchiamento della popolazione, la pressione sulle finanze pubbliche francesi, in quanto seconda economia dell’UE, è destinata ad aumentare ulteriormente. Dallo scorso mese, vasti movimenti di protesta guidati dagli studenti hanno chiesto maggiori investimenti nelle scuole superiori francesi, con la partecipazione anche dei sindacati e degli insegnanti. I trader obbligazionari hanno già prezzato questi fattori: il differenziale dei rendimenti tra i titoli di Stato francesi a 10 anni e quelli tedeschi di pari scadenza è di circa 1,4 punti percentuali, avvicinandosi ai massimi raggiunti nel 2012. Alcuni strategist di istituti segnalano che, durante la recente volatilità, lo spread tra i rendimenti dei titoli francesi e tedeschi ha raggiunto il livello più alto mai registrato dalla riunificazione della Germania del 1990. Questi strategist hanno anche osservato che il rendimento nominale dei titoli francesi a 10 anni si trova nel peggior decennio degli ultimi 223 anni; l’ultima volta in condizioni simili fu nel periodo della Rivoluzione Francese, durante la fase più violenta, secondo il calcolo decennale mobile. Il debito francese continua a crescere, raggiungendo circa 3.500 miliardi di euro (circa 3,9 trilioni di dollari); durante la crisi finanziaria globale del 2008, il rapporto debito/PIL francese era più o meno in linea con quello tedesco e nettamente inferiore rispetto all’Italia, ma ora la Francia supera la Germania e si avvicina ai livelli italiani. Gli strategist sottolineano che, salvo il picco temporaneo durante la pandemia di Covid-19, il rapporto debito/PIL dell’Italia si è mantenuto stabile per oltre dieci anni, mentre oggi i rendimenti dei titoli francesi superano quelli di Germania, Italia e Spagna. Anche la borsa francese è sotto pressione: l’indice di riferimento ha performato peggio rispetto agli altri principali indici europei, registrando un aumento di appena il 4% dall’inizio del 2024, mentre nello stesso periodo l’indice Stoxx 600 Europe è cresciuto di oltre il 30% e il DAX tedesco di oltre il 50%. Il combinarsi del disavanzo di bilancio, delle proteste politiche e dell’aumento del debito sta mettendo sotto pressione gli asset francesi; si dovrà prestare attenzione agli sviluppi delle trattative di bilancio, alle decisioni delle agenzie di rating e all’andamento dello spread tra Francia e Germania.