Alstom aumenta del 6%
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BUZZ-Berenberg ha declassato Nike a "vendere" e il prezzo delle azioni è sceso di conseguenza
Il 6 ottobre, le azioni della società di abbigliamento sportivo Nike (NKE.N) sono scese di circa l’1% nelle contrattazioni pre-market, attestandosi a 33,58 dollari. Berenberg Securities ha declassato il rating del titolo da “buy” a “sell”, abbassando il target price da 49 a 27,50 dollari. L’analista Nick Anderson ha dichiarato: “Nike sembra aver accettato il declino della sua posizione nel settore dell’abbigliamento sportivo”, sottolineando come l’azienda pianifichi di ristrutturare il business focalizzandosi su aree più piccole, interpretando questa mossa come il riconoscimento che la struttura del mercato si è “irreversibilmente” evoluta in modo sfavorevole per Nike. Il broker prevede pressioni sui ricavi fino all’anno fiscale 2028, vede un management affaticato e ritiene che il piano di ristrutturazione “Pace” difficilmente offrirà un aiuto sostanziale prima dell’anno fiscale 2029; osserva inoltre che la ripresa del mercato cinese “non è affatto garantita”. Prima di questo downgrade, S&P Global lunedì aveva già abbassato il rating delle azioni da “A+” a “A” con outlook “negativo”, affermando che gli sforzi per il ritorno all’utile richiederanno più tempo e maggiori investimenti. Su 44 broker che seguono il titolo, 11 esprimono la raccomandazione “buy” o superiore, 25 “hold” e 8 “sell” o inferiore; il prezzo obiettivo mediano è di 34,90 dollari secondo i dati aggregati da London Stock Exchange Group (LSEG). Alla chiusura della seduta precedente, il titolo ha registrato un calo di circa il 47% dall’inizio dell’anno.
Lo sviluppatore di farmaci contro l'ipertensione Retension (RTSN.US) ha fissato il prezzo IPO tra 11 e 13 dollari per azione e punta a raccogliere 40 milioni di dollari.
Retension Pharmaceuticals (RTSN.US) ha annunciato lunedì i termini della sua offerta pubblica iniziale (IPO).
Chi vincerà? Una tempesta obbligazionaria travolge Europa, Stati Uniti e Giappone, mentre i mercati azionari globali si avvicinano ai massimi storici
Il rendimento dei titoli di Stato USA ha raggiunto il massimo dal 2002 al 5,31%, mentre il mercato obbligazionario europeo è sceso ai minimi di diversi decenni. Tuttavia, la tempesta sui mercati obbligazionari globali non è riuscita a scuotere i mercati azionari: l’S&P 500 si avvicina a nuovi massimi storici, tutti i “Magnifici Sette” titoli tecnologici sono in rialzo, e l’indice europeo Stoxx 600 ha toccato durante la sessione un nuovo massimo. La crescita degli utili, più che l’espansione delle valutazioni, è diventata il principale sostegno dei mercati azionari, mentre l’ondata di investimenti nel settore AI continua ad attirare capitali. Tuttavia, Ray Dalio avverte che il ciclo del debito statunitense si sta avvicinando al limite: quanto potrà durare ancora questa divergenza tra azioni e obbligazioni?

Kazuo Ueda nel suo discorso non ha menzionato ulteriori aumenti dei tassi; la decisione della Banca Centrale del Giappone di mantenere la politica invariata a ottobre è ormai certa?
Il governatore della Banca del Giappone, Kazuo Ueda, ha mostrato ben pochi segnali di voler sfidare le attuali scommesse ribassiste del mercato su un possibile secondo rialzo consecutivo dei tassi da parte della banca centrale questo mese.
