SpaceX (SPCX.US) Starship ha raggiunto l’orbita per la prima volta con successo! Trasporta 26 satelliti Starlink V3 e dà il via alla missione “per fare soldi”
Il nuovo razzo vettore pesante di nuova generazione "Starship" di SpaceX ha raggiunto per la prima volta con successo l'orbita terrestre lunedì mattina, segnando una pietra miliare fondamentale per questo costoso progetto di razzi.
Secondo quanto riportato da Zhitong Finance APP, la nuova generazione del razzo pesante “Starship” di SpaceX (SPCX.US) ha raggiunto per la prima volta l’orbita terrestre con successo nella mattinata di lunedì, segnando una pietra miliare chiave per questo costoso progetto. Nonostante un motore si sia spento in anticipo durante il decollo, mettendo temporaneamente a rischio la missione, SpaceX ha deciso infine di proseguire e ha portato con successo Starship in orbita.
La missione ha anche portato a bordo 26 satelliti Starlink V3 aggiornati, che sono stati dispiegati con successo in orbita. Poiché questi satelliti soddisfano gli standard operativi formali e verranno integrati nella rete esistente, Bret Johnsen, Chief Financial Officer di SpaceX, ha descritto la missione come “un volo che genera entrate”.
Quattordicesimo test e primo inserimento in orbita: il guasto del motore ha momentaneamente scombussolato i piani
Starship è decollata alle 7:49 ora locale di lunedì mattina dalla base Starbase di SpaceX nel sud del Texas, per un volo di prova della durata massima di quasi dieci ore. Durante il decollo, uno dei sei motori Raptor di Starship si è spento prima del previsto, e gli ingegneri di SpaceX hanno inizialmente deciso di rinunciare al tentativo di inserimento in orbita. Tuttavia, dopo un’ulteriore analisi dei dati di volo, il team ha deciso di proseguire e accendendo uno dei motori Raptor, ha portato con successo il veicolo in orbita per la prima volta.
Dan Huot, portavoce di SpaceX, ha dichiarato che, secondo le informazioni a disposizione, tutti i satelliti dispiegati stanno funzionando bene e che l’intero processo di dispiegamento è stato “molto fluido”.
Si tratta del quattordicesimo volo di prova di Starship, un punto di svolta per il progetto. In precedenza, tutti i voli di prova evitavano volontariamente l’inserimento reale in orbita al fine di ridurre al minimo i rischi di sicurezza. Ora, le autorità regolatorie statunitensi hanno approvato l’ulteriore avanzamento dei test, autorizzando SpaceX ad accelerare Starship alla velocità orbitale e a tentare di rientrare sulla Terra in modo controllato.
Questo successo nell’inserimento in orbita potrebbe dunque aprire la strada a voli orbitanti più frequenti per Starship in futuro.
26 satelliti Starlink V3 dispiegati con successo: per la prima volta un vero “profitto” per SpaceX
Una differenza significativa rispetto ai test precedenti è che Starship ha portato in orbita i satelliti Starlink V3 in grado di operare commercialmente. SpaceX vanta già oltre 11.000 satelliti attivi in orbita. In un test precedente, erano già stati dispiegati satelliti Starlink V3, ma sono rientrati in atmosfera e sono andati distrutti, come previsto, non entrando nella rete commerciale.
Questa volta, invece, i 26 satelliti V3 sono versioni di produzione definitiva e saranno integrati nella rete attuale di Starlink. Perciò Johnsen ha definito questa missione “un volo che genera entrate”.
Elon Musk, CEO di SpaceX, aveva precedentemente affermato che i satelliti V3 miglioreranno notevolmente la capacità totale della rete Starlink e potranno accelerare rapidamente la crescita delle entrate delle comunicazioni Starlink. Durante la prima conference call sui risultati finanziari di SpaceX svoltasi ad agosto, Musk ha dichiarato: “Ci aspettiamo che i satelliti V3 portino a una crescita molto rapida delle entrate di Starlink.” Ha anche sottolineato che i satelliti V3 sono dieci volte più potenti dei V2 e che SpaceX prevede di lanciare una quantità circa dieci volte superiore in futuro.
Questo significa che la capacità di Starship di effettuare lanci stabili e ad alta frequenza sarà direttamente legata al potenziale di ulteriore espansione del business di Starlink da parte di SpaceX.
Starship aspira a molto di più: futuri data center AI satellitari fino a un milione di unità
Oltre all’espansione della rete Starlink, Starship rappresenta l’infrastruttura fondamentale per le più ambiziose visioni spaziali di SpaceX. Secondo i piani dell’azienda, i satelliti Starlink V3 potranno essere lanciati solo con Starship. Allo stesso tempo, la navicella avrà l’obiettivo di portare fino a un milione di satelliti in orbita, da destinare alla costruzione di data center AI nello spazio.
Questa grandiosa iniziativa infrastrutturale AI spaziale è stata uno dei maggiori fattori di attenzione per l’IPO di SpaceX la scorsa estate. Nel lungo termine, SpaceX spera di utilizzare Starship per realizzare il sogno di Musk di portare l’umanità sulla Luna, Marte e altri pianeti.
Tuttavia, per raggiungere questo obiettivo, Starship deve ancora superare molte prove tecniche cruciali, incluse quelle relative al rifornimento di propellente in orbita. Per le missioni nello spazio profondo, SpaceX deve dimostrare di poter rifornire Starship di carburante nello spazio, supportando così viaggi verso destinazioni più lontane.
La totale riutilizzabilità è la prossima sfida: il quindicesimo test potrebbe tentare il “recupero” di Starship
Un altro obiettivo fondamentale di SpaceX è rendere Starship un sistema di trasporto completamente riutilizzabile, una capacità mai raggiunta da nessun altro razzo finora.
Il sistema Starship completo è composto dal booster “Super Heavy” e dalla navicella Starship superiore. SpaceX punta a “catturare” direttamente entrambi i segmenti con la torre di lancio dopo ogni volo, riducendo i costi di recupero e revisione, e incrementando notevolmente la frequenza dei lanci.
Attualmente, SpaceX ha già recuperato con successo il booster Super Heavy tramite la torre di lancio per tre volte. In questa missione, il booster è ammarato in modo controllato al largo delle coste del Texas circa 7 minuti dopo il decollo.
Musk ha affermato che, qualora il quattordicesimo test risultasse positivo, SpaceX tenterà per la prima volta di catturare la navicella Starship di ritorno durante il quindicesimo volo. Ha inoltre annunciato che è possibile che, entro fine anno, ma più probabilmente all’inizio del prossimo anno, Starship e Super Heavy che hanno già volato vengano rilanciati in missioni successive.
Missione di quasi 10 ore ancora in corso: il sistema di protezione termica affronta un test cruciale
Sebbene Starship abbia raggiunto con successo l’orbita per la prima volta, la missione di test non è ancora conclusa. Da programma, al termine delle quasi 10 ore di volo, Starship si staccherà dall’orbita per rientrare sulla Terra, con uno splashdown previsto nell’Oceano Pacifico a ovest del Cile. SpaceX testerà ancora il sistema di protezione termica, per verificare se la navicella sarà in grado di resistere alle estreme temperature generate dal rientro ad alta velocità nell’atmosfera terrestre.
In un test precedente, Starship aveva già superato con successo la prova del rientro atmosferico, ammarando intatta nell’Oceano Indiano. SpaceX ha poi recuperato il veicolo per approfondire le prestazioni delle piastrelle termiche e del sistema di protezione durante la discesa.
Tuttavia, alcuni esperti ritengono che il design attuale della protezione termica non sia ancora sufficiente a garantire la modalità di lancio rapido e completamente riutilizzabile perseguita da SpaceX. Musk, però, durante la conference call di agosto, ha dichiarato di considerare il “problema della protezione termica di Starship ormai risolto”.
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