Il grande ribassista Burry aumenta le posizioni short su Micron e Nebius, sostenendo che "l'offerta di memoria sta crescendo e i prezzi subiranno una pressione al ribasso".
Michael Burry ha aumentato significativamente le sue posizioni short su Micron, Palantir e sugli ETF dei semiconduttori, dichiarando che "la scala è piuttosto grande". La sua logica centrale è che Samsung, SK Hynix e Micron hanno ridotto la produzione di DRAM standard per soddisfare la crescente domanda di HBM dovuta all’AI, provocando così una carenza; ora però la capacità produttiva sta aumentando e la spada di Damocle di un eccesso di offerta pende sul mercato. L’avvertimento sulle scorte da parte del CEO di Acer lo ha ulteriormente convinto che il ciclo della memoria ha già raggiunto il suo picco.
Convinto che il mercato della memoria stia vivendo un’inversione nel rapporto domanda-offerta, Michael Burry ha ampliato significativamente le sue scommesse ribassiste sul settore dei semiconduttori.
Come rivelato dallo stesso Burry in un post su Substack, ha ulteriormente aumentato le posizioni short su Micron Technology, sulla società di infrastrutture AI Nebius, sull’iShares Semiconductor ETF e su Palantir, sottolineando che questa operazione è su “scala molto ampia”. Il motivo scatenante è stato l’avvertimento pubblico dell’AD di Acer, Chen Junsheng, che ha dichiarato: lo stock di memoria è in fase di accumulo, la nuova offerta inizierà progressivamente ad arrivare sul mercato e si prevede che la pressione sui prezzi emergerà verso la fine del 2027.
La notizia non ha comunque impedito agli stessi titoli di registrare un rialzo nel breve — il giorno stesso, il prezzo di Micron è salito in intraday di oltre il 2%, SOXX circa dell’1,5%, mentre anche Nebius e Palantir hanno registrato un leggero incremento. Ciò significa che le posizioni corte di Burry sono sotto pressione nel breve periodo, ma egli ha dichiarato che le affermazioni dell’AD di Acer “sono in linea con il mio punto di vista”.
La logica dello short: l’AI traina la domanda di HBM, ma l’offerta di memoria standard sta rimbalzando
L’argomentazione centrale di Burry è che la precedente scarsità sul mercato della memoria non era dovuta a una crescita strutturale della domanda, bensì a uno squilibrio temporaneo sul lato dell’offerta. Egli spiega che principali produttori come Samsung, SK Hynix e Micron, per soddisfare la forte domanda di memorie ad ampia larghezza di banda (HBM) dei data center AI, hanno convertito grandi capacità produttive dalla DRAM tradizionale alle HBM, causando così tensioni sull’offerta di memoria standard.
Tuttavia, man mano che i produttori ripristinano gradualmente la capacità per la memoria standard, insieme al rilascio di nuova offerta da più regioni del mondo, Burry ritiene che la produzione di “DRAM normale” stia crescendo, il gap tra domanda e offerta si sta restringendo e questo alla fine metterà pressione al ribasso sui prezzi.
Le parole dell’AD di Acer, Chen Junsheng, rappresentano una nuova conferma di questa logica. In un’intervista, Chen ha sottolineato che le scorte di memoria stanno aumentando, che fornitori di diverse aree stanno riversando maggiore capacità produttiva sul mercato e che ciò metterà in discussione la narrativa dominante che la scarsità attuale durerà ancora per anni. Dopo aver citato l’intervista, Burry ha affermato che, sebbene “l’interpretazione dei dati sia incerta”, la direzione conferma la sua valutazione.
Posizionamento ribassista: da Nvidia a Micron, il campo delle scommesse si allarga
La strategia ribassista di Burry sui semiconduttori non è iniziata improvvisamente. Secondo quanto reso noto, la sua Scion Asset Management aveva già costruito importanti posizioni in opzioni put su Nvidia (NVDA) e Palantir nel terzo trimestre del 2025, per poi chiudere il fondo poco dopo.
Nel 2026, Burry ha proseguito e ampliato queste operazioni a titolo personale. A fine giugno 2026 ha avviato posizioni short su Nvidia, Applied Materials (AMAT) e sull’iShares Semiconductor ETF, estendendo le opzioni put su SOXX fino al marzo 2027. Due giorni dopo, ha aggiunto Micron Technology fra i titoli da vendere allo scoperto, aprendo direttamente la posizione a circa 1051 dollari, spiegando che ha scelto la vendita diretta invece dell’acquisto di opzioni perché i premi sulle opzioni di Micron erano troppo elevati.
Questo ulteriore incremento rappresenta un rafforzamento della sua strategia e conferma la convinzione di Burry che il ciclo della memoria stia raggiungendo il picco.
Sentimento retail opposto alla visione di Burry
La reazione istantanea dei mercati mostra che gli investitori retail non condividono la visione short di Burry. Secondo i dati di Stocktwits, il sentiment degli investitori su Micron e SOXX nel giorno del post di Burry era in territorio “bullish”, e anche quello su Nebius era positivo; solo per Palantir il sentimento retail risultava “bearish”.
Questa divergenza riflette l’attuale ottimismo generale sui titoli AI del settore semiconduttori, in netta contrapposizione con la tesi di Burry basata sull’eccesso di offerta e sulla pressione sui prezzi. Per gli investitori la questione centrale resta: quando l’espansione produttiva dell’industria dei semiconduttori riuscirà effettivamente a raggiungere la domanda — e questa è la variabile chiave che sostiene tutta la strategia di Burry.
Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.
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