Goldman Sachs: il settore industriale è più costoso delle azioni tecnologiche, la logica di valutazione globale dei settori sta cambiando
Il rapporto prezzo/utili prospettico a 12 mesi del settore industriale è ora superiore a quello del settore tecnologico, indicando che le valutazioni relative tra i diversi settori dei mercati azionari globali stanno cambiando.
Secondo le informazioni raccolte da Zhihui Finance APP, l'ultima analisi sulle valutazioni settoriali del dipartimento di ricerca di Goldman Sachs mostra che il rapporto prezzo/utili prospettico a 12 mesi del settore industriale ha ora superato quello del settore tecnologico, indicando che le valutazioni relative tra i diversi settori dei mercati azionari globali stanno cambiando. Il rapporto prezzo/utili prospettico per il settore industriale è pari a 19,4, superiore sia al mercato complessivo (16,7) che al settore tecnologico (16,2). Il settore industriale si posiziona anche tra quelli con le valutazioni più elevate a livello globale, secondo solo ai titoli growth (20,6), ai beni di consumo essenziali (18,7) e ai beni di consumo discrezionali (18,7).
Questo studio ha confrontato le valutazioni dei vari settori e stili dell'indice MSCI World con i dati storici degli ultimi 20 anni.
Questa differenza di valutazione è degna di attenzione, poiché il settore tecnologico ha storicamente goduto di un premio rispetto a molti altri settori. I dati di Goldman Sachs mostrano che il rapporto prezzo/utili prospettico del settore dei servizi di comunicazione è di 18,1, quello dell'assistenza sanitaria è di 17,7. Le utility si attestano a 15,1, i materiali a 14,6 e le azioni value a 14,0.
Al contrario, il rapporto prezzo/utili prospettico del settore energetico è pari a 12,8, mentre quello del settore finanziario è il più basso tra tutti, a 12,7. Questa differenza sottolinea il divario significativo tra le valutazioni attuali dei settori azionari globali e i livelli storici di lungo periodo.
Questi dati emergono in un contesto in cui gli investitori stanno valutando l'allocazione settoriale alla luce dei cambiamenti previsti nei tassi d'interesse, nella crescita degli utili e nelle spese in conto capitale. Goldman Sachs osserva inoltre che la valutazione complessiva del mercato azionario statunitense è leggermente diminuita quest'anno, con il rapporto prezzo/utili prospettico dell'S&P 500 sceso da circa 22 a 19, mentre la valutazione relativa alle obbligazioni è rimasta sostanzialmente invariata.
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