Risposta rapida dai trader di Goldman Sachs sull'affermazione di Wash: se la tendenza dell'inflazione nel quarto trimestre non cambia, allora ci saranno più di un rialzo dei tassi.
Goldman Sachs ha evidenziato una chiara contraddizione interna tra le dichiarazioni hawkish di Waller e le previsioni del SEP che indicano una riduzione dell’inflazione al 2% solo entro il 2029. Se il trend dell’inflazione nel quarto trimestre non dovesse mostrare cambiamenti sostanziali, la Federal Reserve potrebbe adottare una traiettoria di rialzo dei tassi più aggressiva rispetto all’attuale dot plot, aumentando la pressione per una revisione al rialzo delle aspettative di un “ulteriore aumento”.
La Federal Reserve ha ripreso l'aumento dei tassi d’interesse dopo tre anni, ma il segnale hawkish rilasciato dal dot plot ha colto di sorpresa il mercato. I trader di Goldman Sachs hanno commentato prontamente che questa volta è tutt’altro che un "aumento dei tassi colomba".
Secondo quanto riportato da Wallstreetcn, la riunione di settembre della Federal Reserve è stata approvata all’unanimità, portando il tasso di riferimento a un aumento di 25 punti base nella fascia 3,75%-4,00%, segnando il primo aumento dei tassi da luglio 2023.
Il riepilogo delle previsioni economiche (SEP) pubblicato dopo la riunione mostra che la previsione mediana del comitato suggerisce un altro aumento dei tassi nel 2026 e nessun taglio dei tassi nel 2027, una posizione nel complesso chiaramente più vigorosa rispetto alle attese del mercato.
Secondo quanto riportato da Tradewind Trading Desk il 16 settembre, Giulio Esposito del dipartimento fixed income e azionario di Goldman Sachs ha osservato nel suo commento post-riunione che il risultato è stato più hawkish delle aspettative di Goldman Sachs, che prevedeva un "aumento dei tassi colomba", ovvero un rialzo accompagnato da segnali che lo spazio per ulteriori aumenti sarebbe stato limitato.
Goldman Sachs ritiene che il mercato dovrà ora concentrare l’attenzione su una possibile revisione del percorso di rialzo anticipato, ancora più aggressivo, qualora la traiettoria dell’inflazione non mostri cambiamenti sostanziali nell’ultimo trimestre dell’anno, sostituendo così lo scenario di base attuale che prevede solo "un altro aumento".
Dot plot più hawkish delle attese: "due aumenti dei tassi" diventano la norma
I risultati del dot plot di questa volta hanno nettamente superato sia le previsioni del mercato che quelle di Goldman Sachs.
Su 18 membri del comitato, 12 prevedono due aumenti dei tassi complessivi (incluso quello attuale) per tutto il 2026, 4 membri prevedono tre aumenti dei tassi, mentre solo 2 membri mantengono una posizione più moderata sostenendo un "solo aumento per tutto l’anno".

Il quadro di riferimento previsto da Goldman Sachs prima della riunione era una maggioranza di 10 a 8 a favore di "un solo aumento", ma il risultato effettivo si discosta notevolmente da questa ipotesi.
Dalla mediana del percorso dei tassi, le stime indicano un tasso di interesse alla fine del 2026 compreso tra il 4,00% e il 4,25%, invariato nel 2027, in calo al 3,75%-4,00% nel 2028 e a 3,50%-3,75% nel 2029.
La mediana del tasso neutrale è stata leggermente rivista al rialzo, passando dal 3,06% al 3,25%. È degno di nota che lo stesso Waller, come nella riunione di giugno, non ha nuovamente presentato alcuna previsione per il dot plot.
In linea con il tono hawkish del dot plot, anche le previsioni macroeconomiche del SEP sono state riviste al rialzo:
- Inflazione PCE complessiva (2026): rivista al rialzo dello 0,1% al 3,7%;
- Inflazione PCE core (2026): rivista al rialzo dello 0,1% al 3,4%;
- Crescita del PIL (2026): rivista al rialzo dello 0,1% al 2,3%; (2027): rivista dello 0,1% al 2,4%;
- Tasso di disoccupazione (2026): rivisto al ribasso dello 0,2% al 4,1%; (2027): anch’esso al ribasso dello 0,2% al 4,1%.
Secondo quanto riportato da Wallstreetcn, la dichiarazione FOMC è rimasta piuttosto concisa nella formulazione e non ha fornito una forward guidance esplicita. È stata aggiunta una nota sulla "resilienza della spesa interna", definendo questo aumento dei tassi come un supporto per un ritorno più tempestivo all’obiettivo del 2% fissato dal Comitato.
Toni hawkish di Waller, tolleranza all’inflazione in calo
Durante la conferenza stampa, le dichiarazioni di Waller hanno catalizzato l’attenzione del mercato.
Ha qualificato in modo chiaro le condizioni finanziarie attuali come "ben lontane da un livello restrittivo", descrivendo questo aumento dei tassi come semplicemente "la rimozione di una dose di allentamento", suggerendo che vi sia ancora ampio margine per un ulteriore irrigidimento della politica monetaria.
Il suo linguaggio sull’inflazione è stato particolarmente deciso, affermando senza mezzi termini che "l’inflazione è troppo alta e persiste da troppo tempo", sottolineando che l’attesa PCE attuale è al 3,7%, con ancora troppe componenti sopra il 3%, esprimendo al contempo preoccupazione per il rialzo dei prezzi delle materie prime e giudicando che il rischio inflazionistico sia nel complesso inclinato al rialzo.
Nel suo commento rapido, Esposito ha sottolineato un segnale degno di nota: il tono hawkish di Waller è in evidente contraddizione con le stime del SEP secondo cui l’inflazione non scenderà al 2% prima del 2029.
Questa discrepanza implica che, se la tendenza dell’inflazione non subirà un concreto cambiamento nell’ultimo trimestre dell’anno, la Federal Reserve potrebbe optare per un percorso di rialzi anticipati ancor più aggressivo rispetto a quanto indica l’attuale dot plot, invece di limitarsi a un solo ulteriore rialzo.
Il report completo del dipartimento di ricerca di Goldman Sachs sarà pubblicato separatamente il giorno seguente.
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