Diciannove su venti, il presidente Waller ancora una volta non ha consegnato la "scheda dei punti" della Fed
Il presidente della Federal Reserve, Walsh, ha rifiutato per due volte consecutive di inserire le previsioni dei tassi d'interesse nel dot plot, affermando apertamente che questo strumento "non è utile per l'attuazione della politica monetaria". Il dot plot è stato introdotto nel 2011 e viene pubblicato quattro volte l'anno, mostrando le aspettative degli ufficiali sui tassi d'interesse, rappresentando così un importante punto di riferimento per il mercato nell'analisi dell'orientamento della politica monetaria. Tuttavia, la sua natura non consensuale, anonima e la partecipazione di presidenti non votanti sono da tempo oggetto di critiche. L'atteggiamento dei presidenti precedenti è stato vario, mentre Walsh si è dimostrato il più deciso.
Il presidente della Federal Reserve, Walsh, ha rifiutato per due volte consecutive di inserire la propria previsione sui tassi d'interesse nel dot plot, rendendo il destino di questo strumento di comunicazione politica, in uso da oltre dieci anni, ancora più incerto.
Secondo quanto riportato da Wall Street See, il 16 settembre, nell’ultima versione pubblicata del dot plot, tra i 19 seggi disponibili sono apparsi ancora una volta solo 18 punti, segno che secondo molti osservatori la previsione di Walsh è nuovamente assente. Questa scelta ripete quanto fatto da lui durante la sua prima riunione come presidente a giugno.

Precedentemente, Walsh aveva già chiaramente affermato che il dot plot "non è di alcun aiuto all’attuazione della politica" e ha rivelato che la Federal Reserve sta creando un nuovo comitato apposito per le comunicazioni, che effettuerà una valutazione generale sul futuro del dot plot, incluse conferenze stampa, verbali delle riunioni e dichiarazioni ufficiali.
Queste dichiarazioni sono arrivate proprio mentre la Federal Reserve annunciava un aumento dei tassi di 25 punti base. Dopo la riunione, Walsh ha definito tale decisione come "razionale, seria e responsabile". Così, il dibattito sull’utilità del dot plot è diventato un nuovo punto centrale con cui il mercato valuta la trasparenza delle politiche della Federal Reserve.
Cos'è il dot plot
Il dot plot è un grafico a dispersione pubblicato dalla Federal Reserve quattro volte all’anno, per mostrare le previsioni dei funzionari della Fed sull’andamento futuro del tasso dei federal funds, ovvero il tasso di riferimento a breve termine controllato dalla Fed.
Possono partecipare fino a 19 decisori di politica monetaria: i 7 membri del Board of Governors e i presidenti delle 12 Federal Reserve regionali.
Ogni partecipante deve segnare un punto per la fine di ciascuno dei prossimi tre anni e uno per il “lungo termine”, rappresentando il livello di tasso che ritiene appropriato. Il mercato si concentra solitamente sull’andamento della mediana nel dot plot.
Il dot plot è nato alla fine del 2011, quando la Fed stava elaborando come guidare il mercato nell’adattarsi alla progressiva uscita dalla politica monetaria ultra-espansiva adottata dopo la crisi finanziaria. L’allora presidente Bernanke e la vicepresidente Yellen volevano usare questo strumento per dare al mercato una visione della direzione politica della Fed oltre le singole decisioni di riunione.
Quando il dot plot mostra significative variazioni, trasmette spesso un forte segnale agli investitori, sia sul proseguimento della traiettoria dei rialzi dei tassi sia sulle aspettative di tagli. Allo stesso tempo, fornisce una sorta di metro per aiutare il mercato a individuare le divergenze interne tra i funzionari della Fed e le discrepanze tra la posizione ufficiale e le valutazioni del mercato.
Nella storia non sono mancati momenti in cui il dot plot ha giocato un ruolo chiave. Nel giugno 2023, pur mantenendo i tassi invariati, la Fed ha mostrato con il dot plot che c'era ancora spazio per ulteriori rialzi, raffreddando così l’eccessivo ottimismo del mercato su una possibile fine del ciclo di strette monetarie.
Le critiche: i differenti approcci dei presidenti
Le controversie attorno al dot plot durano da tempo e le principali critiche sono focalizzate su questi aspetti:
- Primo, il dot plot non rappresenta una previsione di consenso ufficiale: ogni funzionario può adottare modelli e ipotesi economiche assai diversi, mancando quindi di coerenza metodologica;
- Secondo, il dot plot è anonimo: dall’esterno non si può sapere quale punto corrisponde a quale funzionario, limitando così la trasparenza;
- Terzo, dei 12 presidenti delle Federal Reserve regionali, ogni anno solo 5 hanno diritto di voto nel Comitato Federale del Mercato Aperto; resta quindi il dubbio se i punti dei non-votanti riflettano davvero le intenzioni di politica del Comitato.
Secondo alcune fonti, lo staff della Fed ha valutato di trasformare il dot plot in una previsione di consenso ufficiale, ma le troppe divergenze di opinione tra i funzionari hanno impedito qualsiasi progresso concreto.
Le opinioni dei vari presidenti sulla questione del dot plot non sono mai state univoche.
Yellen, alla sua prima conferenza stampa come presidente nel 2014, ha subito avvertito il mercato:
Il dot plot non dovrebbe essere "il principale canale attraverso cui il Comitato invia segnali al pubblico sulla politica monetaria".
Tuttavia, nel 2016, quando la Fed abbassò le previsioni di rialzo da quattro a due volte, Yellen fece riferimento ai cambiamenti del dot plot per spiegare l’impatto del rallentamento della crescita globale e dell’inasprimento delle condizioni creditizie sulle prospettive.
Powell, durante la sua presidenza, ha generalmente ridimensionato l’importanza del dot plot, ma lo ha usato in contesti specifici per guidare le aspettative del mercato.
Walsh ha invece una posizione più netta. Durante la conferenza stampa dopo la riunione di giugno ha affermato chiaramente:
Non ho presentato nessun punto di previsione. Per me, questo non aiuta l’attuazione della politica monetaria.
Ha inoltre dichiarato di prevedere una revisione completa delle modalità di comunicazione della Fed entro la fine dell’anno, di cui il dot plot sarà parte integrante. Il dibattito sulla trasparenza delle politiche continuerà quindi a influenzare i mercati per i prossimi mesi.
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