Trump chiama pubblicamente Huang Renxun: la teoria dei pericoli dell’AI è una "truffa", l’importanza dei data center supera quella di internet
Durante il discorso al All-In Summit di Los Angeles, il CEO di Nvidia, Jensen Huang, ha ricevuto una telefonata da Trump e ha attivato il vivavoce. Trump ha definito la narrativa del pericolo dell’AI una “truffa” e ha paragonato i data center al “petrolio dei prossimi venti o trenta anni”, affermando che la loro importanza supera quella di internet. Jensen Huang ha espresso immediato accordo, dichiarando che “non permetterà che (il rallentamento dell’AI) accada”. Tuttavia, questa posizione decisa non ha risollevato il mercato: il titolo Nvidia è sceso del 3,4% quel giorno e il settore tecnologico ha registrato un calo generale.
Il CEO di Nvidia, Jensen Huang, ha ricevuto una telefonata “irrinunciabile” dal presidente USA Trump mentre si trovava sul palco dell’All-In Summit.
Il 14 settembre, durante l’All-In Summit tenutosi a Los Angeles, Jensen Huang ha ricevuto una chiamata da Trump mentre era sul palco.Huang ha attivato il vivavoce, permettendo così al pubblico di ascoltare la conversazione in tempo reale. Huang ha detto a Trump:
Sono sul palco con alcuni buoni amici.
Nella telefonata, Trump ha definito le preoccupazioni sui rischi dell’AI una “truffa”, bollando le richieste di rallentare lo sviluppo dell’AI come manipolazione politica: “Non permetteremo mai che abbiano la meglio”. Huang ha risposto:
Ha ragione. Non permetteremo mai che questo (rallentamento dell’AI) accada.
Il pubblico è poi esploso in un forte applauso. Tuttavia, questa posizione decisa non ha rafforzato la fiducia del mercato.
Lunedì le azioni Nvidia hanno perso il 3,4%, con il settore tech USA in generale in calo, l’indice composito AI di Goldman Sachs è sceso di oltre il 4%, mentre l’S&P 500 (escludendo i titoli legati all’AI) ha segnato un solido +0,4%.

Il timore principale degli investitori riguarda la possibilità che la crescita degli investimenti nelle infrastrutture AI rallenti a causa delle controversie sui temi di sicurezza. Nvidia, la società con la più alta capitalizzazione al mondo e maggiore beneficiaria dello sviluppo delle infrastrutture AI, vede il suo andamento riflettere la sensibilità dei mercati alle crescenti divergenze nella narrazione sull’intelligenza artificiale.
Trump bolla le preoccupazioni sull’AI come “truffa” e sostiene la costruzione di data center
Durante la conversazione, Trump ha usato toni forti, descrivendo le voci di rallentamento dell’AI come sfruttate da “molti che non vogliono vedere l’AI progredire”, lasciando intendere che queste voci “potrebbero provenire da politici”. Ha aggiunto:
I robot non prenderanno il controllo del mondo.
Trump ha comunque ammesso:
Dobbiamo essere prudenti, ma non possiamo fermare questo settore.
Trump ha inoltre paragonato i data center al “petrolio dei prossimi 20-30 anni”, affermando che la loro importanza “supera quella di internet” e ha criticato alcuni stati USA che negano i permessi per la costruzione di nuovi data center, sostenendo che tali strutture porterebbero ricchezza a livello locale.
Secondo i sondaggi Gallup, circa il 70% degli americani è contrario alla costruzione di data center nella propria zona; oltre la metà cita l’impatto sulle risorse ambientali come principale motivo, mentre circa un quinto teme un aumento del costo della vita e una diminuzione della qualità della vita.
Poi, su Truth Social, Trump ha scritto che parlare di “AI che dominerà il mondo” è una truffa. Trump ha sottolineato nel suo post:
Chi pensa che “l’AI distruggerà il mondo” è lo stesso gruppo che poco tempo fa affermava che la terra sarebbe stata distrutta dal cambiamento climatico. Sono tutte manovre della sinistra radicale democratica: non si arrendono mai, ma vincono raramente. Mi auguro che gli elettori si siano svegliati.
Huang concorda sull’accelerazione, ma elogia anche i whistleblower
Huang, dal palco, ha espresso accordo con l’analisi di Trump, affermando che il presidente “ha colto la complessità della questione”. Ha poi sostenuto che sicurezza e sviluppo rapido dell’AI non sono una scelta binaria, dichiarando: “Gli USA possono guidare e garantire sicurezza al tempo stesso”.
Tuttavia, la posizione di Huang non è una semplice adesione al fronte “anti-sicurezza”. Durante lo stesso evento, ha espresso forte apprezzamento per il “grande coraggio” dell’ex ricercatore Anthropic Jacob Coxon.
La scorsa settimana, Coxon ha annunciato le dimissioni, scrivendo su X che le aziende AI “stanno scommettendo con le nostre vite” e che l’AI “potrebbe uccidere l’intera umanità entro dieci anni”.
Huang ha espresso una posizione distinta sul gesto di Coxon:
Ritengo che il whistleblowing in sé non sia un problema, ma le previsioni scientifiche sul futuro non sono altrettanto fondate, poiché chiaramente mancano di basi scientifiche.
Ha aggiunto di non sapere cosa Coxon abbia effettivamente visto all’interno di Anthropic e ha sottolineato che i principali laboratori del settore stanno affrontando la difficile transizione da organizzazioni di ricerca a organizzazioni ingegneristiche.
Scoppia la disputa sulla sicurezza dell’AI: diversi leader tech insoliti all’unisono
Questa telefonata avviene in un momento in cui le controversie sulla sicurezza dell’AI si sono improvvisamente intensificate.
Wallstreetcn riporta che il CEO di Anthropic, Dario Amodei, sabato scorso ha pubblicato un articolo di 3.800 parole, invitando a rallentare i progressi nelle capacità dei modelli AI.

Poi è arrivato il sostegno pubblico del CEO di OpenAI, Sam Altman, e di quello di SpaceX, Musk, formando un consenso raro tra i tre.

Questa posizione è in netto contrasto con le dichiarazioni di Huang e Trump. I chip Nvidia costituiscono l’infrastruttura centrale per il funzionamento dei modelli AI e la società è la principale beneficiaria degli attuali investimenti nell’infrastruttura AI su larga scala. Ogni cambiamento di politica o opinione pubblica che possa rallentare gli investimenti nell’AI influisce direttamente sulle prospettive commerciali di Nvidia.
Il titolo Nvidia ha chiuso la giornata in calo del 3,4%, mentre il tech USA nel complesso ha subito pressioni.

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