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I tre giganti chiedono di "rallentare": la fede nell'AI vacilla, il prezzo del petrolio supera cento, il rialzo dei tassi della Federal Reserve è imminente—Wall Street potrebbe affrontare la settimana più pericolosa dell'anno.

I tre giganti chiedono di "rallentare": la fede nell'AI vacilla, il prezzo del petrolio supera cento, il rialzo dei tassi della Federal Reserve è imminente—Wall Street potrebbe affrontare la settimana più pericolosa dell'anno.

智通财经智通财经2026/09/14 02:06
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Per:智通财经

La Federal Reserve potrebbe aumentare i tassi d'interesse, il rallentamento dell'intelligenza artificiale colpisce duramente le azioni dei chip, l'attacco al gasdotto in Arabia Saudita fa salire il prezzo del petrolio: questa settimana il mercato azionario statunitense affronta una doppia prova di pressione tra inflazione e appetito per il rischio.

L'app di informazione finanziaria Zhitong ha notato che, nella prossima settimana, il mercato azionario statunitense sarà ricco di eventi chiave: gli investitori saranno impegnati ad analizzare dati macroeconomici statunitensi e globali, dinamiche del mercato primario, azioni aziendali, decisioni di politica monetaria globale e altri importanti segnali mondiali.

I dati macroeconomici saranno al centro dell'attenzione e le nuove quotazioni spingeranno la performance di singole azioni, mentre il prezzo del petrolio e le dinamiche dei mercati statunitense e asiatico domineranno l’andamento dei settori.

L’attività di trading degli investitori stranieri influenzerà la tendenza complessiva del mercato. In questa settimana di contrattazioni ridotta, gli operatori procederanno con cautela in un contesto di tensioni geopolitiche persistenti e delle decisioni di politica della Federal Reserve. Il conflitto geopolitico tra Stati Uniti e Iran e l’evoluzione della situazione in Medio Oriente guideranno l’andamento dei prezzi globali del petrolio.

Secondo Vinod Nair, responsabile della ricerca di Geojit Investments Ltd. "Il calendario macro delle prossime settimane è estremamente fitto: le pubblicazioni chiave includono i dati sull’inflazione degli Stati Uniti, le decisioni di politica monetaria della Federal Reserve e della Banca del Giappone, fattori che, insieme all’andamento del petrolio, determineranno la direzione di breve termine del mercato. L’alto costo dell’energia, il persistente deflusso di capitali stranieri e le incertezze geopolitiche manterranno elevata la volatilità."

Decisioni di politica monetaria della Federal Reserve e della Bank of Japan

La Federal Reserve pubblicherà la decisione di politica monetaria il 16 settembre, con il mercato che scommette fortemente su un aumento dei tassi di un quarto di punto percentuale da parte della banca centrale americana. Dopo che i dati hanno mostrato una ripresa dell’inflazione dei consumatori ad agosto, le aspettative di Wall Street si sono ulteriormente rafforzate.

Alcuni investitori ritengono che questa decisione metterà alla prova la credibilità anti-inflazionistica del presidente della Federal Reserve Kevin Walsh, sotto esame dopo la conferenza stampa successiva alla riunione di luglio. La Bank of Japan annuncerà la decisione sui tassi il 18 settembre, con il mercato che generalmente si aspetta un aumento di 25 punti base all’1,25%, il livello più alto degli ultimi trent’anni.

I tre giganti invocano il "rallentamento dell’AI", Wall Street testa la resilienza delle azioni sull’AI

Lo scorso fine settimana il settore AI ha vissuto una scena rara: il CEO di Anthropic, Dario Amodei, ha pubblicato un lungo articolo intitolato “Dobbiamo tenere sotto controllo l’avanguardia”, esortando tutto il settore a rallentare lo sviluppo di modelli di frontiera; Sam Altman di OpenAI e Elon Musk di xAI hanno immediatamente risposto pubblicamente, con Musk che ha affermato: “Dario ha ragione”. Altman inoltre ha riferito ai media che OpenAI non sarà quotata in borsa quest’anno per motivi di sicurezza.

Il mercato ha reagito inizialmente in modo negativo. Durante la sessione asiatica di lunedì, l’indice azionario MSCI Asia-Pacifico è sceso dello 0,5%, con cali nelle borse di Giappone e Corea del Sud. I futures del Nasdaq 100, dominato dai titoli tecnologici, sono scesi di oltre l’1% e quelli dello S&P 500 dello 0,6%.

Quanto è forte la pressione di breve termine?

Secondo gli addetti ai lavori, l’impatto iniziale delle vendite si farà sentire sulle azioni dei chip e delle catene di approvvigionamento. Valutazioni elevate, operazioni affollate e venti contrari macroeconomici si combinano all’unisono – il Nasdaq 100 ha già perso oltre il 4% rispetto ai massimi di giugno, il chip index USA nello stesso periodo è sceso del 14%, mentre le aspettative di rialzo dei tassi della Federal Reserve e i rischi geopolitici stanno aumentando i costi di finanziamento a livello globale. È interessante notare che nello stesso periodo lo S&P 500 e l’indice MSCI World sono leggermente aumentati dello 0,6%, indicando che la correzione attuale è altamente concentrata nel settore AI.

Tuttavia, gli analisti generalmente non ritengono che la logica di lungo periodo sia stata compromessa. Gary Tan, gestore di portafoglio di Allspring Global Investments, dichiara: “Questo potrebbe portare a una certa pressione di breve periodo, ma è improbabile che destabilizzi il trend di lungo termine delle operazioni AI. Lo sviluppo dell’AI è ancora agli inizi; non sono certo che gli altri attori dell’ecosistema siano disposti a rallentare in sincronia in una fase di rapida evoluzione tecnologica.”

Billy Leung, stratega degli investimenti di Global X Management, fornisce un’interpretazione più ottimista: “Il fatto che i tre CEO si trovino d’accordo sul controllo del ritmo non ridurrà realmente la spesa in chip, energia e infrastrutture, anzi questo allungherà il ciclo di sviluppo. Se la commercializzazione continuerà a crescere mentre l’iterazione diventa più lenta, il focus del settore passerà dal ‘costruire spendendo’ al ‘valorizzare gli asset esistenti’.”

Charu Chanana, Chief Investment Strategist di Saxo Bank, sottolinea che la valutazione dei titoli tecnologici si basa non solo sulla domanda, ma anche sull’aspettativa di evoluzione rapida dei modelli: le relative valutazioni saranno soggette a maggiori controlli; tuttavia, la maggiore richiesta di meccanismi di sicurezza porterà nuovi investimenti in cyber security e strumenti di monitoraggio dell’AI, mentre societá di storage, networking, raffreddamento e attrezzature per l’energia potranno contare su progetti in corso. “Una ricerca e sviluppo più controllata e conforme rende le opportunità nell’AI più sostenibili.”

Esistono anche voci più caute. Alcuni operatori di mercato si chiedono se il “rallentamento” sia davvero una scelta per la sicurezza, o se invece derivi dalla mancanza di capitali per sostenere spese enormi – se fosse vera la seconda ipotesi, gli investitori dovranno riconsiderare la logica di valutazione delle aziende AI e sarà sconsigliato rincorrere i prezzi attuali.

Nel breve termine, è probabile che all’apertura di lunedì le azioni del settore AI subiscano pressioni; nel medio termine, il vero spartiacque sarà capire se questa ondata di “rallentamento” sia una strategia temporanea o un punto di svolta. Inoltre, con Anthropic che sta negoziando con Nvidia come investitore di riferimento per una super IPO valutata fino a 2.000 miliardi di dollari, Wall Street metterà pubblicamente alla prova questa settimana la sua fede nell’AI.

Il balzo dei prezzi del petrolio agita le aspettative sull’inflazione: triplice stress test per Wall Street questa settimana

La scorsa settimana il principale oleodotto est-ovest dell’Arabia Saudita è stato chiuso dopo un attacco drone: questo collegamento, con capacità massima di 7 milioni di barili/giorno e volumi recenti rappresentanti il 4-5% dell’offerta globale, era la principale via di esportazione saudita alternativa allo stretto di Hormuz bloccato dal conflitto – ora persino la “soluzione alternativa” è sotto attacco.

Inoltre, dopo che le forze houthi hanno occupato l’isola di Perim nello stretto di Bab el-Mandeb ed un’altra petroliera è stata attaccata e incendiata domenica nello stretto di Hormuz, mentre l’Oman ha rinviato l’incontro Iran-Paesi del Golfo, i rischi per l’offerta si sono ulteriormente aggravati. Domenica il prezzo del petrolio è balzato di oltre il 3%, il Brent ha superato i 107,9 dollari, mentre il prezzo al dettaglio massimo del diesel statunitense ha già raggiunto un nuovo record di 6 dollari al gallone.

Per l’inflazione, è benzina sul fuoco. L’indice dei prezzi al consumo statunitense (CPI) di agosto è già risalito, mentre il costo dell’energia si sta trasferendo lungo la catena di approvvigionamento fino ai prezzi al dettaglio, e la traiettoria disinflazionistica di settembre e ottobre potrebbe cambiare. Mercoledì la riunione della Federal Reserve si avvicina, con il mercato fortemente posizionato per un rialzo di 25 punti base: il caro petrolio rafforzerà ulteriormente il tono da falco, la credibilità anti-inflazione di Walsh sarà di nuovo in discussione e il ciclo restrittivo potrebbe allungarsi.

Per Wall Street, il quadro è tendenzialmente ribassista ma con forte distinzione settoriale: i titoli energetici (già cresciuti di oltre il 30% da inizio anno), oro, dollaro e altri asset rifugio beneficeranno; mentre i titoli delle compagnie aeree, della chimica, dei consumi e le azioni growth a valutazione elevata sensibili ai tassi saranno sotto pressione. Più complessa la situazione, dato che il mercato deve anche fare i conti con la vendita di chip seguita all’appello dei “tre giganti AI per il rallentamento” (domenica Hynix -4,6%, Nvidia -2,2% in after hours), oltre a rischi di bolle legati all’indebitamento a margine in calo: la propensione al rischio è ai minimi.

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