I costi di finanziamento del Regno Unito sono saliti ai livelli più alti degli ultimi quasi trent’anni, aumentando la pressione sulle finanze statali e sollevando interrogativi sul possibile contagio della vendita dei gilt anche sul mercato azionario.
Con i rendimenti dei gilt a lungo termine che si avvicinano al 6%, gli investitori ora osservano l’andamento del FTSE 100, FTSE 250 e della sterlina britannica per identificare segnali che condizioni finanziarie più rigide stiano diventando una questione più ampia di mercato.
La pressione inizia dalla competizione per i capitali degli investitori. I titoli di Stato con rendimenti vicini al 6% offrono un reddito più elevato senza i rischi aziendali collegati alle azioni. Questo cambiamento ha già ridotto uno dei tradizionali vantaggi delle blue chip britanniche. Il rendimento da dividendi del FTSE 100 rispetto ai gilt è sceso al livello più basso degli ultimi 19 anni poiché la redditività dei titoli governativi è aumentata.
Rendimenti più elevati possono anche pesare sulle valutazioni aziendali aumentando il tasso di sconto applicato ai guadagni futuri. Questo crea ulteriore pressione per le società sensibili ai tassi e le imprese che dipendono molto dal debito o dalla rifinanziamento.
Il mercato azionario ha iniziato a mostrare segni di tensione. Durante la recente svendita obbligazionaria, il FTSE 100 è sceso dello 0,3% a 10.789,28, mentre il FTSE 250 ha perso l’1,7%.
La divergenza tra i due indici rappresenta un segnale importante. Il FTSE 100 genera gran parte dei suoi ricavi all’estero, mentre il FTSE 250 è più esposto ai consumatori britannici, ai costruttori, ai rivenditori e ad altre imprese focalizzate sul mercato domestico.
Di conseguenza, un’ulteriore sottoperformance del FTSE 250 potrebbe indicare che l’aumento dei costi di finanziamento sta colpendo in modo più diretto l’economia nazionale.
Le banche affrontano uno scenario più complesso. Un rialzo dei tassi può inizialmente ampliare i margini di interesse netto, poiché i tassi sui prestiti salgono più rapidamente dei costi sui depositi. Tuttavia, una pressione prolungata sul finanziamento può rallentare la domanda di mutui, indebolire gli investimenti aziendali e ridurre la spesa dei consumatori.
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});Il movimento del mercato obbligazionario arriva mentre i prezzi del petrolio più elevati alimentano nuovamente i timori di inflazione. Il governatore della Bank of England Andrew Bailey ha comunicato ai parlamentari che i prezzi energetici hanno spostato i rischi inflazionistici verso l’alto. I tassi sui mutui nel Regno Unito sono già saliti di circa 0,75 punti percentuali dalla ripresa del conflitto in Medio Oriente.
Il prossimo segnale di allarme sarebbe un ulteriore aumento dei rendimenti dei gilt accompagnato da una debolezza delle azioni britanniche e della sterlina. Una simile combinazione indicherebbe che la vendita dei gilt non è più confinata al debito sovrano, ma sta esercitando una pressione più ampia sui mercati finanziari del Regno Unito.

