Deutsche Bank avverte: il rischio di inflazione e tassi d'interesse si accumula, l'aumentato disallineamento del mercato potrebbe colpire azioni e asset creditizi
Deutsche Bank avverte che i mercati finanziari stanno affrontando una crescente disconnessione: la pressione inflazionistica continua ad accumularsi, ma il mercato prevede che le principali banche centrali adotteranno solo un inasprimento limitato delle politiche. Questo rende le azioni e gli asset creditizi suscettibili a potenziali rivalutazioni.
Secondo quanto riportato da APP di Zhihui Finanza (Smart Finance in italiano), il dipartimento di ricerca di Deutsche Bank ha avvertito che i mercati finanziari stanno affrontando un disallineamento crescente—mentre le pressioni inflazionistiche continuano ad accumularsi, il mercato prevede che le principali banche centrali adotteranno solo un inasprimento limitato delle politiche, rendendo così azioni e asset di credito vulnerabili a potenziali rivalutazioni.
Nel suo ultimo rapporto sulle “dislocazioni di mercato”, Deutsche Bank afferma che la recente svendita di obbligazioni ha portato i rendimenti obbligazionari globali ai massimi pluriennali, ma il mercato continua a prezzare uno scenario relativamente morbido: la crescita economica rimane resiliente, l’inflazione viene tenuta sotto controllo e le banche centrali aumentano i tassi solo in modo lieve. Tuttavia, secondo l’istituto, man mano che i prezzi di energia, generi alimentari e altre materie prime continuano a esercitare pressione al rialzo sull’inflazione, questo equilibrio sarà difficile da mantenere.
L’attuale ambiente inflazionistico è già particolarmente preoccupante. Deutsche Bank sottolinea che la situazione di tensione permanente intorno allo stretto di Hormuz rappresenta una fonte chiave di rischio. Al momento della pubblicazione del rapporto, il prezzo del Brent si aggirava attorno ai 96 dollari al barile, in aumento rispetto agli 82,49 dollari di un mese fa; nel frattempo, i prezzi dei futures europei sul gas naturale sono saliti ai livelli più alti dall’inizio del 2023.
Anche i prezzi alimentari sono aumentati in modo significativo ad agosto, con rialzi mensili marcati per zucchero, grano e mais. Tuttavia, i mercati dei futures continuano a prezzare una riduzione dei prezzi dell'energia per il prossimo anno. Deutsche Bank segnala che se questa previsione venisse smentita, si produrrebbe una “seria dislocazione di mercato”.
La Federal Reserve è un altro ambito in cui Deutsche Bank ritiene che il mercato sottostimi il rischio di un inasprimento della politica. L’istituto evidenzia che, negli ultimi cinque anni, per quattro volte gli investitori hanno sottovalutato quanto la Federal Reserve sarebbe stata aggressiva nell'adozione di una posizione di politica monetaria restrittiva.
Nel frattempo, la componente dei prezzi pagati nell’indice ISM dei servizi è salita in agosto al livello più alto degli ultimi quattro anni. Secondo Deutsche Bank, storicamente questo livello corrisponde solitamente a un tasso di inflazione dell’indice CPI USA superiore al 5%. In un primo momento, il mercato si aspettava che la Federal Reserve tagliasse i tassi due volte prima della riunione di settembre di quest’anno, ma nessun taglio è stato implementato e ora i futures prezzano una probabilità del 60% di un aumento dei tassi.
Secondo Deutsche Bank, il rischio è che gli investitori vengano nuovamente sorpresi da una Federal Reserve più aggressiva del previsto. L’istituto afferma che anche la Banca Centrale Europea affronta una simile dislocazione: nonostante la crescita economica più forte, le aspettative di inflazione in aumento e i prezzi dell’energia in salita, le valutazioni di mercato sono rimaste praticamente invariate. Nemmeno l’aumento di oltre il 18% dei prezzi dei futures sul gas naturale o la ripresa del prezzo del Brent a circa 96 dollari al barile hanno modificato le aspettative di ulteriori rialzi BCE fino a giugno 2027.
Deutsche Bank pone inoltre particolare attenzione alla curva dei futures sul petrolio. Al momento, il contratto Brent a sei mesi si colloca attorno agli 83 dollari al barile, mentre quello a breve scadenza è quotato 96,20 dollari, a riflettere le aspettative di una futura riapertura dello stretto di Hormuz. La banca avverte che, se questa ipotesi dovesse ripetutamente venire meno, gli investitori potrebbero essere costretti a rivedere non solo le attese sui prezzi petroliferi, ma anche su azioni e asset obbligazionari che beneficiano della prospettiva di una riduzione dei costi energetici.
Per quanto riguarda gli asset di rischio, Deutsche Bank sottolinea che, finora, sebbene i rendimenti reali siano saliti, azioni e asset obbligazionari hanno mantenuto una certa resilienza, soprattutto grazie a un’espansione economica globale più forte del previsto. Tuttavia, la banca avverte che lo shock inflazionistico si manifesta sempre più come shock dell’offerta negativo, capace di spingere contemporaneamente al rialzo i prezzi e di indebolire la crescita economica.
Per gli asset di rischio, ciò creerà uno scenario particolarmente complesso, poiché le risorse dei policy maker per contrastare il rallentamento economico stanno diventando sempre più limitate: l’inflazione rimane superiore all’obiettivo, riducendo lo spazio per politiche monetarie accomodanti; allo stesso tempo, i rendimenti obbligazionari elevati e il più alto livello di debito limitano la capacità di manovra fiscale.
Pertanto, Deutsche Bank ritiene che il mercato si trovi in una “zona di atterraggio estremamente ristretta”, in cui il rischio maggiore è rappresentato da un’inflazione persistente che costringe le banche centrali ad adottare politiche di inasprimento più aggressive—mentre nel frattempo i rendimenti sempre più elevati cominciano a pesare sulla crescita economica.
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