Dal punto di vista del quadro di posizionamento ciclico, il prezzo internazionale dell’oro si trova sotto la soglia di 4.300 dollari/oncia; la deviazione positiva è stata sostanzialmente assorbita e sta testando il supporto chiave nell’area 4.250–4.200 dollari/oncia.
L’indicatore stocastico (KDJ) è sceso a -7,11, entrando in zona ipervenduto, mentre la necessità di un rimbalzo tecnico a breve termine si sta accumulando.
Il rendimento del Treasury decennale statunitense ha toccato 4,8, il massimo dal 2025, e l’indice del dollaro USA ha raggiunto quota 99,7.
Il prezzo internazionale dell’oro si trova all’estremità inferiore del livello 4 su base mensile, con la deviazione positiva ormai assorbita. Il tasso sui Treasury USA al 4,8% e il conseguente irrigidimento marginale rappresentano il principale driver di questa fase ribassista, mentre l’indice del dollaro USA a 99,7 limita ulteriormente il prezzo internazionale dell’oro.
Questo calo è dovuto principalmente a una nuova valutazione delle aspettative di rialzo dei tassi, esercitando una pressione temporanea, piuttosto che a una vendita generalizzata causata da rischi sistemici.
Il supporto chiave inferiore si trova nell’area 4.250–4.200 dollari/oncia, che corrisponde all’area di ritracciamento successiva al breakout del doppio minimo di giugno e rappresenta anche il confine della zona di attivazione della deviazione negativa nel quadro di posizionamento ciclico. La resistenza superiore si trova nell’area 4.400–4.450 dollari/oncia.
In sintesi, il prezzo internazionale dell’oro potrebbe ancora seguire una tendenza ribassista nel breve termine, ma il segnale di ipervenduto del KDJ suggerisce che il margine di discesa è limitato. L’acquisto di oro da parte delle banche centrali e le preoccupazioni sulla solidità del credito dei Treasury USA restano due temi validi di medio termine; questo calo è principalmente dovuto alla fase di rivalutazione delle aspettative di rialzo dei tassi.
La finestra di osservazione chiave è il 4 settembre, data in cui saranno pubblicati i dati sull’occupazione non agricola di agosto negli Stati Uniti: se i dati risultassero deboli, le aspettative di rialzo dei tassi si attenuerebbero, consentendo una potenziale risalita dell’oro verso l’area 4.400–4.450 dollari/oncia; se invece i dati fossero superiori alle attese, si potrebbe assistere a un ulteriore test del supporto a 4.250–4.200 dollari/oncia.