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Lo yen scende ancora sotto quota 160! Besant interviene: lo yen è "sotto controllo", la Banca del Giappone "farà la cosa giusta", l'"Abenomics" è giunta al capolinea

Lo yen scende ancora sotto quota 160! Besant interviene: lo yen è "sotto controllo", la Banca del Giappone "farà la cosa giusta", l'"Abenomics" è giunta al capolinea

华尔街见闻华尔街见闻2026/08/31 00:17
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Per:华尔街见闻

Il rafforzamento del dollaro ha nuovamente spinto lo yen a superare la soglia dei 160, alimentando le aspettative del mercato su un possibile intervento, mentre il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Bessent, prende posizione.

Lunedì lo yen è sceso a 160,11, scatenando diffuse speculazioni su un nuovo intervento congiunto tra Stati Uniti e Giappone. In un’intervista a Reuters, Bessent ha dichiarato che l’andamento dello yen “è stato in larga misura sotto controllo” di recente, e non si tratta del tipo di movimento “disordinato” che aveva innescato l’intervento precedente. Ha inoltre affermato che si aspetta che il governatore della Bank of Japan, Ueda Kazuo, “faccia la cosa giusta” in tema di politica monetaria, e ha pianificato un incontro con lui durante la riunione dei ministri finanziari del G20 di questa settimana.

Le dichiarazioni di Bessent hanno in parte attenuato le aspettative di un intervento immediato da parte del mercato, ma ha anche inviato segnali politici più profondi — sottolineando chiaramente che l’era dell’“Abenomics” in Giappone è finita e che l’economia giapponese sta passando a una nuova fase caratterizzata da una maggiore apertura al mercato.

Lo yen rompe ancora quota 160, Bessent afferma che il cambio “è sotto controllo”

Lo yen ha ancora una volta rotto la soglia dei 160, considerata dal mercato una linea di allerta per un intervento. Il motivo scatenante di questo deprezzamento è stato il discorso falco del presidente della Federal Reserve, Wosh, che si è detto determinato a perseguire l’obiettivo d’inflazione, rafforzando così il dollaro.

Lo yen scende ancora sotto quota 160! Besant interviene: lo yen è

La soglia dei 160 ha una forte valenza psicologica per il mercato. Solo lo scorso mese Stati Uniti e Giappone hanno attuato un raro intervento congiunto di acquisto dello yen per frenare la svendita dello yen e dei titoli di stato giapponesi, per evitare ripercussioni sui mercati globali. Ora che lo yen si sta nuovamente avvicinando e ha addirittura superato questo livello, è logico che il mercato monitori con attenzione se le autorità interverranno ancora.

Tuttavia, gli analisti sottolineano che la causa principale del recente indebolimento dello yen è il rafforzamento del dollaro e le aspettative di un rialzo dei tassi negli Stati Uniti, non fattori strettamente legati al Giappone stesso, il che potrebbe indurre le autorità a mantenere un atteggiamento prudente sull’intervento.

Rispetto alle speculazioni del mercato sull’intervento, Bessent ha dichiarato chiaramente a Reuters che l’andamento attuale dello yen "è in gran parte sotto controllo", una situazione diversa dal movimento "disordinato" che aveva portato all’intervento congiunto dello scorso mese. Questo messaggio mira a rassicurare il mercato: al momento, Giappone e Stati Uniti non ritengono che la svalutazione dello yen sia tale da richiedere un intervento immediato.

Bessent: “La Bank of Japan farà la cosa giusta”

Bessent ha anche rivelato che prevede di incontrare Ueda Kazuo per un bilaterale durante i due giorni di riunione dei ministri delle finanze e dei governatori delle banche centrali del G20 che si terrà lunedì ad Asheville, Carolina del Nord.

Bessent ha elogiato Ueda, dicendo: “Lo conosco da 15 anni, è un eccellente economista e il mercato sottovaluta la sua sensibilità.”

Da notare che Bessent aveva già più volte pubblicamente sollecitato la Bank of Japan ad aumentare i tassi d’interesse per contrastare l’inflazione e la svalutazione dello yen, influenzando il mercato al punto che ora quasi totalmente prezza una stretta nella riunione di settembre.

Alla vigilia di questo G20, Bessent ha anche difeso pubblicamente l’intervento congiunto del mese scorso. Si apprende che ha risposto alla senatrice democratica Elizabeth Warren, spiegando le motivazioni della partecipazione statunitense alle operazioni di sostegno dello yen.

Bessent ha spiegato nella lettera che un deprezzamento disordinato dello yen potrebbe costringere il Giappone a vendere forzatamente titoli di stato americani, aumentando di conseguenza i costi di finanziamento per famiglie e imprese statunitensi. Questa posizione chiarisce la logica d’interesse degli USA nell’intervenire: stabilizzare lo yen significa anche tutelare la stabilità del mercato dei Treasury americani.

Fine dell’“Abenomics”, inizia l’era della “Takaichi-nomics”

Nell’intervista, Bessent ha inviato un altro importante segnale: la sua chiara valutazione della cornice di politica economica giapponese. Ha dichiarato che il Giappone ha ormai “sconfitto” la deflazione e che la struttura dell’“Abenomics”—basata su massicci stimoli monetari, espansione fiscale e riforme per la crescita—è ormai giunta al termine.

“Ritengo che siamo probabilmente alla fine dell’Abenomics, che era un piano di reflazione”, ha detto Bessent.

Ha aggiunto che il Giappone sotto la guida del Primo Ministro Sanae Takaichi si sta orientando verso la “Takaichi-nomics”—un nuovo approccio più favorevole agli azionisti, soprattutto grazie a una forte deregolamentazione del mercato del lavoro e a un minor livello di intervento statale.

Bessent ha dato un semplice consiglio sulla politica fiscale giapponese: “Penso che dovrebbero sedersi, godersi i risultati dell’Abenomics e lasciarla procedere naturalmente.”

Sul fronte monetario, Bessent ha evitato di suggerire apertamente un rialzo aggressivo dei tassi da parte della Bank of Japan, ma ha lasciato trasparire la sua fiducia e le sue attese nei confronti di Ueda Kazuo: “Non dirò loro cosa fare, ma sono convinto che il governatore Ueda, col sostegno della premier Sanae Takaichi, farà la cosa giusta.”

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