Bank of America: se il Partito Repubblicano perde il Senato nelle elezioni di metà mandato, il mercato azionario USA potrebbe scendere di oltre il 10%, la battaglia in Texas deciderà le “politiche sull’AI”
Hartnett, stratega di Bank of America, avverte che il mercato sta valutando troppo ottimisticamente le elezioni di medio termine. Se i Democratici dovessero vincere il Senato e i Repubblicani perdere in Texas, le azioni statunitensi potrebbero scendere di oltre il 10% entro la fine dell’anno. La competizione elettorale in Texas è vista come un “referendum” sulle politiche infrastrutturali per l’AI; qualora il risultato si ribaltasse, sia le aspettative sulle politiche di deregulation del trading sia quelle sulla spesa in capitale per l’AI sarebbero messe sotto pressione contemporaneamente.
Secondo lo stratega di Bank of America Hartnett, il mercato valuta troppo ottimisticamente le elezioni di metà mandato; qualora i Democratici conquistassero il Senato, le azioni statunitensi rischierebbero una correzione superiore al 10%.
L’attuale valutazione del mercato si basa su un’ipotesi: un esito moderato delle elezioni di metà mandato, con la continuazione di politiche deregolamentative e favorevoli all’AI. Il 23 agosto, Hartnett ha sottolineato nel suo ultimo report che questa ipotesi potrebbe essere errata.
Ha dichiarato che, se i Democratici dovessero vincere il Senato, i due principali pilastri narrativi del mercato verrebbero colpiti simultaneamente: primo, la deregolamentazione finanziaria; secondo, il supporto politico alla spesa per capitale nell’AI. Insieme, questi fattori porteranno Hartnett a prevedere una correzione superiore al 10% dello S&P 500 entro la fine dell’anno, accompagnata da un indebolimento del dollaro e da una diminuzione dei rendimenti obbligazionari.
I fondamentali politici si stanno già deteriorando
Secondo i dati di Bank of America, l’attuale tasso di approvazione globale di Trump è del 39%, il sostegno sulla gestione economica si attesta solo al 36%, mentre sul fronte inflazione scende fino al 30%, livelli nettamente inferiori a quelli "pre-guerra in Iran".
Ciò significa che la base elettorale dei Repubblicani in vista del voto di novembre non è solida. La logica di copertura di Hartnett si basa proprio su questa realtà politica spesso sottovalutata dal mercato.

La battaglia elettorale in Texas: “referendum” sulle politiche per l’AI
Hartnett sottolinea in particolare il significato speciale delle elezioni per il Governatore del Texas.
Ritiene che questa tornata elettorale si stia trasformando in un vero e proprio referendum sul “costo e l’accessibilità dell’energia” per le infrastrutture AI. L’espansione massiccia dei data center AI comporta infatti un enorme consumo di energia ed elevate pressioni sulle infrastrutture, dando già origine a un contraccolpo politico in Texas.
Se i Democratici dovessero sorprendere e vincere in Texas, il mercato dovrà rivalutare: la spesa in capitale AI potrà ancora godere di un sostegno politico incondizionato?
Non si tratta solo di un segnale politico, ma di un colpo diretto alla logica di prezzo dei mercati verso gli investimenti su larga scala nell’AI.
Due strade di copertura: finanziari e semiconduttori
Hartnett suggerisce strumenti di copertura concreti.
Financials (XLF): Attualmente, XLF resta in un canale rialzista, con un supporto chiave vicino a 56 dollari, dove converge anche la media mobile a 50 giorni. Hartnett consiglia di esprimere una posizione ribassista tramite un’opzione put spread con scadenza a novembre (Nov 56/52 put spread), che offre un rapporto rischio/massima perdita di circa 4 volte.

Semiconduttori ETF (SMH): Il settore dei semiconduttori ha perso slancio già dalla fine di giugno, continuando a sottoperformare l’indice principale. L’ultimo rimbalzo si è nuovamente fermato sulla media mobile a 50 giorni e sulla trendline discendente di breve periodo, mentre il supporto principale di lungo periodo resta sulla media a 200 giorni, una distanza ancora significativa dal prezzo attuale.
Il punto chiave è che, nelle ultime settimane, la volatilità sui semiconduttori è calata drasticamente, rendendo i costi di copertura più interessanti. Hartnett consiglia di coprire questo rischio tramite strutture opzionali ribassiste su SMH.

I flussi di capitale stanno già confermando lo scenario
I dati sui flussi forniscono ulteriore conferma.
Secondo Bank of America, nelle ultime tre settimane sono usciti dal comparto ETF dei semiconduttori circa 6 miliardi di dollari. Hartnett precisa che ciò non necessariamente rappresenta coperture mirate alle elezioni di metà mandato, “ma i flussi si stanno spostando in direzione di uno scenario ribassista”.

Hartnett propone inoltre un secondo percorso logico, con un catalizzatore diverso ma conclusione simile.
Ritiene che il Quantitative Easing (QE) sia stato l’inizio del grande bull market degli ultimi 20 anni e abbia generato la narrativa di “too big to fail” a Wall Street. Dopo vent’anni di stimoli monetari straordinari, il mercato si aspetta ora che le attuali politiche di “normalizzazione del reddito fisso” avranno successo.
Ma se il Segretario al Tesoro Bessent non riuscirà a portare il rendimento dei Treasury a 30 anni sotto il 5%, Hartnett ritiene che il fallimento della politica porterà ad un indebolimento del dollaro e sposterà i mercati verso: short su asset rischiosi, short sulla leva finanziaria — in particolare sui grandi operatori AI e sul credito privato — e short sui settori ciclici come il finanziario.
“Catalizzatori diversi, stessa copertura: finanziari e AI.” Così riassume Hartnett.
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