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Il sentiment tecnologico si stabilizza, la borsa sudcoreana sale dell'1,2%, Samsung cresce di circa il 5%, le preoccupazioni per l'inflazione pesano sul mercato obbligazionario, l'oro in calo.

Il sentiment tecnologico si stabilizza, la borsa sudcoreana sale dell'1,2%, Samsung cresce di circa il 5%, le preoccupazioni per l'inflazione pesano sul mercato obbligazionario, l'oro in calo.

华尔街见闻华尔街见闻2026/08/11 07:06
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Per:华尔街见闻

L'indice azionario MSCI Asia è salito leggermente dello 0,2%, l'indice Kospi della Corea del Sud è aumentato dell'1,2% e Samsung Electronics ha registrato un aumento di circa il 5%, guidando il settore tecnologico. L'oro è sceso dello 0,3% martedì a 4.376 dollari/oncia, dopo aver superato brevemente i 4.400 dollari/oncia. Il rendimento dei titoli del Tesoro statunitensi a 10 anni è salito di 6 punti base, raggiungendo il 4,71%.

I prezzi del petrolio salgono per il quarto giorno consecutivo e le affermazioni da “falco” della Federal Reserve spingono il mercato a una posizione di attesa cauta in vista dei dati sull’inflazione CPI degli Stati Uniti.

Il petrolio è salito per il quarto giorno di fila, ravvivando le preoccupazioni sull’inflazione. Martedì, i titoli obbligazionari dell’area Asia-Pacifico sono calati seguendo il trend dei Treasury statunitensi, mentre l’oro è diminuito dello 0,3% raggiungendo 4376 dollari l’oncia, dopo aver superato i 4400 dollari. L’attenzione degli investitori è rivolta al rapporto sull’Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) degli Stati Uniti in uscita mercoledì, dato che potrebbe fornire nuove indicazioni sulla traiettoria dei tassi della Federal Reserve.

Dal punto di vista geopolitico, Trump ha avanzato nuove e ampie richieste nei negoziati con l’Iran, rendendo il raggiungimento di un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz sempre più incerto e sostenendo così la forza dei prezzi del petrolio. Nel frattempo, Beth Hammack, Presidente della Federal Reserve di Cleveland, ha dichiarato lunedì che potrebbero essere necessari diversi aumenti dei tassi per riportare l’inflazione all’obiettivo prefissato, aumentando così i timori del mercato riguardo ai rischi sui tassi di interesse.

I mercati azionari asiatici hanno mostrato performance divergenti. L’indice MSCI delle azioni asiatiche è salito dello 0,2%, l’indice Kospi sudcoreano è avanzato dell’1,2%, con Samsung Electronics in rialzo di circa il 5%, trainando il settore tecnologico. Il Dollar Index ha continuato il rialzo della seduta precedente, mentre lo yen martedì è rimasto pressoché invariato a circa 159,25 per dollaro.

  • L’indice Kospi sudcoreano cresce dell’1,2%, Samsung Electronics circa il 5%.
  • I future sul Nasdaq 100 aumentano dello 0,3%, mentre quelli sulle borse europee suggeriscono un’apertura quasi invariata.
  • Il rendimento dei Treasury a 10 anni sale di 6 punti base al 4,71%.
  • Lo yen è quotato circa 159,25 per dollaro, pressoché invariato rispetto al giorno precedente.
  • Il Dollar Index resta quasi invariato a circa 159,25 per dollaro.
  • Il Brent si mantiene stabile attorno a 87,75 dollari al barile.
  • L’oro martedì scende dello 0,3% a 4376 dollari l’oncia, dopo un picco sopra i 4400 dollari.
  • Bitcoin scivola dello 0,2% a 63.985,33 dollari.

Pressione sui titoli obbligazionari, attese inflazionistiche in aumento

Le obbligazioni dell’area Asia-Pacifico seguono la debolezza dei Treasury USA. I prezzi delle obbligazioni australiane e neozelandesi sono entrambi scesi dopo che lunedì il rendimento dei Treasury a 10 anni è aumentato di 6 punti base al 4,71%. A causa di una festività in Giappone, durante la sessione asiatica di martedì non sono stati scambiati titoli Treasury e anche i future sui Treasury statunitensi erano in calo.

Il sentiment tecnologico si stabilizza, la borsa sudcoreana sale dell'1,2%, Samsung cresce di circa il 5%, le preoccupazioni per l'inflazione pesano sul mercato obbligazionario, l'oro in calo. image 0

Il prezzo del petrolio è uno dei principali motori della ripresa delle attese inflazionistiche. Il Brent lunedì è cresciuto del 5% e martedì si è mantenuto stabile vicino a 87,75 dollari al barile. I dati sull’occupazione negli Stati Uniti diffusi venerdì scorso sono risultati inferiori alle attese, facendo temporaneamente diminuire la probabilità di un rialzo immediato dei tassi da parte della Federal Reserve, ma il continuo aumento del prezzo del petrolio ha riportato all’attenzione i rischi di inflazione.

Sull’orientamento del mercato, Hebe Chen, Senior Market Analyst di Vantage Global Prime, ha dichiarato: “Il mercato asiatico è in una fase di attesa senza una direzione chiara, in attesa del prossimo grande segnale macro. Tuttavia, sottotraccia, gli equilibri stanno cambiando silenziosamente. I prezzi del petrolio e dell’oro stanno tornando a salire simultaneamente—un movimento raro negli ultimi mesi, che potrebbe segnalare l’adozione di nuove logiche operative da parte degli investitori.”

Anche Mohit Mirpuri, partner di SGMC Capital Pte, ha sottolineato che “gli investitori si mantengono molto cauti in vista dei dati CPI degli Stati Uniti di domani, che offriranno ulteriori spunti sul percorso dei tassi della Federal Reserve.”

Segnali “falco” dalla Fed, aspettative di rialzi ancora in aumento

Beth Hammack, Presidente della Fed di Cleveland, in un’intervista concessa lunedì a Yahoo Finance, ha assunto un tono da “falco”, aggiungendo nuove variabili alle aspettative del mercato sui tassi. Hammack ha dichiarato: “Nel complesso, un singolo rialzo dei tassi di 25 punti base potrebbe avere effetti limitati sull’economia, quindi potrebbero essere necessari diversi rialzi,” pur specificando di non voler anticipare sul numero esatto di rialzi.

Stando alle previsioni mediane di un sondaggio Bloomberg tra gli economisti, il CPI americano di luglio dovrebbe aumentare dello 0,1% rispetto al mese precedente, dopo un calo dello 0,4% a giugno. Un risultato superiore alle attese potrebbe rafforzare ulteriormente le scommesse su un prolungamento o accelerazione della stretta monetaria da parte della Fed, esercitando pressione su mercato obbligazionario e asset rischiosi.

L’oro ritraccia a breve, il petrolio sostenuto dai fattori geopolitici

L’oro martedì ha corretto dello 0,3% a 4376 dollari l’oncia dopo aver superato, in precedenza, i 4400 dollari. Il recente rialzo è stato accompagnato da fattori tecnici: lunedì l’oro ha superato la media mobile a 100 giorni, innescando acquisti tecnici. In parallelo sono saliti anche argento e platino.

Il sentiment tecnologico si stabilizza, la borsa sudcoreana sale dell'1,2%, Samsung cresce di circa il 5%, le preoccupazioni per l'inflazione pesano sul mercato obbligazionario, l'oro in calo. image 1

Per quanto riguarda il petrolio, lunedì Trump ha mosso forti critiche all’Iran per la richiesta di risarcimenti nei colloqui in corso, rendendo meno probabili i negoziati per mettere fine alle ostilità e riaprire lo Stretto di Hormuz. Secondo alcune fonti, domenica Trump aveva già lasciato intendere che avrebbe preferito continuare a esercitare pressione economica sull’Iran piuttosto che lanciare nuovi attacchi militari. Dopo quattro giorni di rialzi consecutivi, il Brent martedì è rimasto stabile vicino a 87,75 dollari al barile.

Il sentiment tecnologico si stabilizza, la borsa sudcoreana sale dell'1,2%, Samsung cresce di circa il 5%, le preoccupazioni per l'inflazione pesano sul mercato obbligazionario, l'oro in calo. image 2

Borse asiatiche contrastate, dollaro australiano in flessione

Il sentiment nel settore tecnologico resta relativamente positivo, con l’indice Kospi sudcoreano in crescita dell’1,2% e Samsung Electronics circa il 5%, sostenuti dalle attese di maggiore remunerazione degli azionisti e dai dati sulle esportazioni. I future sul Nasdaq 100 salgono dello 0,3%, mentre quelli sulle borse europee indicano un’apertura quasi invariata.

Sul mercato valutario, lo yen martedì è scambiato a circa 159,25 per dollaro, pressoché invariato rispetto al giorno precedente. Lunedì lo yen era sceso dell’1%, annullando buona parte del rialzo recente frutto degli interventi delle autorità, e i trader restano cauti in attesa di nuove possibili operazioni ufficiali.

Il dollaro australiano è in flessione martedì, dopo che la Reserve Bank of Australia ha deciso di mantenere invariato il tasso di riferimento, affermando che l’aumento della disoccupazione e la debolezza del mercato immobiliare dovrebbero bastare a frenare l’attività economica e favorire un lento ritorno dell’inflazione verso il target.

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