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Intervento congiunto di Stati Uniti e Giappone sullo yen senza il sostegno del G7: il declino del multilateralismo potrebbe aumentare i rischi di volatilità valutaria

Intervento congiunto di Stati Uniti e Giappone sullo yen senza il sostegno del G7: il declino del multilateralismo potrebbe aumentare i rischi di volatilità valutaria

智通财经智通财经2026/08/06 10:11
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⑴ L'intervento congiunto della scorsa settimana tra Stati Uniti e Giappone sul tasso di cambio dello yen non ha ricevuto il sostegno o la partecipazione degli altri membri del G7. Questa assenza è tanto significativa quanto l'operazione stessa: il potenziale effetto di deterrenza coordinata a livello globale è stato sostituito da un accordo bilaterale, indebolendo così sia l'efficacia dell'intervento sia le aspettative del mercato su un "grande compromesso" in merito ai cambi.⑵ La Segretaria al Tesoro degli Stati Uniti Yellen e il Ministro delle Finanze giapponese Shunichi Kato hanno entrambi illustrato le logiche e le considerazioni dietro tale operazione; nonostante lo yen abbia mantenuto una parte della sua ripresa dopo il primo rimbalzo, il mercato non ha ancora risposto in modo chiaro a quesiti centrali, come la possibilità di ulteriori aumenti dei tassi da parte della Banca centrale del Giappone e il perché Washington sia così preoccupata che un intervento su larga scala possa influenzare il mercato dei Treasury americani.⑶ Il Giappone, in quanto principale detentore estero di titoli di stato americani, nel caso avviasse una massiccia vendita di dollari potrebbe essere costretto a ridurre parte delle sue posizioni sui Treasury; Yellen potrebbe aver ritenuto che, fornendo dollari al Giappone tramite operazioni di riacquisto della Federal Reserve e vendendo in euro anziché in dollari, tale rischio potesse essere mitigato.⑷ Tuttavia, se l'unico obiettivo fosse davvero quello di placare la debolezza e la speculazione eccessiva dello yen su livelli minimi da quarant'anni—una finalità teoricamente condivisa da tutti i membri del G7—perché non si è giunti a un'azione collettiva più ampia? Questa assenza mostra un cambiamento nell'approccio multilaterale di Stati Uniti e Giappone, anche se questa posizione è coerente con la linea adottata dall'amministrazione Trump di ritirarsi da alleanze globali in ambito commerciale e militare.⑸ Dal 1999, con la nascita dell'euro, quasi tutte le misure coordinate per stabilizzare i tassi di cambio tra le principali economie occidentali sono iniziate con un intervento congiunto del G7: sia la riuscita difesa della moneta unica da parte della Banca Centrale Europea agli inizi sotto acquisto congiunto del G7, sia l'azione comune a sostegno dello yen dopo il suo brusco apprezzamento nel 2011. L'azione multilaterale è sempre stata considerata il modello di riferimento per il mantenimento della stabilità valutaria.⑹ In questa occasione la Banca Centrale Europea non ha partecipato, e secondo alcune fonti, le comunicazioni pertinenti sono avvenute a posteriori invece che in anticipo; nemmeno il Fondo Monetario Internazionale ha rilasciato dichiarazioni in merito. Nel comunicato finale del summit G7 di quest'anno, il riferimento al coordinamento valutario si limita a una formula di principio già ripetuta dal 2017; il mercato potrebbe dunque rivedere la fiducia e l'efficacia deterrente dei meccanismi multilaterali nelle future operazioni di intervento sui cambi.
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