Daly della Fed: alcuni segnali indicano che l'impatto delle tariffe sull'inflazione sta iniziando a diminuire
Mary Daly, Presidente della Federal Reserve (Fed) di San Francisco, ha dichiarato giovedì che i dazi hanno avuto un impatto chiaro sull’inflazione, anche se ha segnalato primi segnali che questo effetto sta iniziando ad attenuarsi.
Citazioni chiave
I dazi hanno avuto un effetto evidente sull’inflazione.
Ci sono alcuni segnali che l’impatto dei dazi sull’inflazione sta iniziando a svanire.
La fine della guerra in Medio Oriente dovrebbe alleviare le pressioni inflazionistiche.
La spesa tecnologica sta spingendo l’inflazione verso l’alto.
Molti si aspettano che gli shock di offerta provochino un aumento temporaneo dell’inflazione.
Ci sono “buone ragioni” per credere che gli shock di offerta non causeranno un impatto duraturo sull’inflazione.
Il mercato del lavoro probabilmente non scatenerà pressioni inflazionistiche significative.
Le aspettative d’inflazione a lungo termine rimangono ben ancorate.
Non si dovrebbe dare per scontata la stabilità delle aspettative d’inflazione.
Reazione del mercato
Al momento della scrittura, l’US Dollar Index (DXY) scambia in ribasso dello 0,02% vicino a 99,68.
Daly segnala attenuazione dell’impatto dei dazi ma avverte sull’inflazione guidata dalla tecnologia
Daly della Fed ha fornito una valutazione sfumata dei fattori trainanti dell’inflazione, con il punteggio FXS Speechtracker a 5,4/10, leggermente inferiore rispetto alla media storica di 5,6/10, segnalando un tono moderatamente meno aggressivo. L’accento sul fatto che i dazi hanno avuto un impatto chiaro sull’inflazione ma che questo effetto sta cominciando a dissolversi, unitamente ai commenti sull’investimento tecnologico che contribuisce all’aumento dell’inflazione e il mantenimento solido delle aspettative a lungo termine, evidenzia un’opinione secondo cui le attuali pressioni sui prezzi sono in gran parte guidate da shock lato offerta e potenzialmente transitorie, piuttosto che da domanda. Il sostegno di Daly per mantenere i tassi stabili a luglio e la necessità di raccogliere ulteriori dati suggeriscono un atteggiamento prudente e bilanciato sul rischio, che mantiene le prospettive di politica del Dollaro in una fase attendista nonostante le persistenti preoccupazioni sull'inflazione.
L’Indice FXS Fed Sentiment è sceso di 2,23 punti a 138,69, indicando un calo percepito dell’aggressività nonostante l’indice rimanga ben al di sopra della soglia neutra di 100. Questa configurazione sottolinea che, sebbene la Fed sia ancora vista come operante in territorio restrittivo, i commenti di Daly—come mostrato dal punteggio leggermente inferiore dello Speechtracker FXS—riflettono un lieve ammorbidimento del tono di politica, mentre gli shock di offerta vengono considerati meno probabili nell’influenzare duraturamente l’inflazione.
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