PlanB si oppone pubblicamente al BIP-110 di bitcoin: secondo lui, i sostenitori del fork non hanno compreso l’essenza della decentralizzazione
BlockBeats riporta che il 25 luglio l’analista di fama PlanB si è espresso contro la proposta BIP-110 relativa a Bitcoin: “Sono contrario al fork BIP-110. A mio parere, i sostenitori del fork non hanno veramente compreso tre aspetti. Bitcoin è un asset decentralizzato e al portatore; gli appassionati di Bitcoin odiano lo spam ancor più di loro; il motivo per cui il precedente fork di BCH è fallito.”
BIP-110 è una proposta di soft fork temporanea che prevede, nell’arco di circa un anno, l’introduzione di 7 nuove restrizioni di consenso, tra cui il limite della lunghezza delle nuove chiavi pubbliche di script, la limitazione delle dimensioni di alcuni dati push e elementi witness, la disabilitazione di alcuni percorsi di estensione Taproot e altro ancora. L’obiettivo è ridurre drasticamente la quantità di dati arbitrari non di pagamento (come iscrizioni rune, ecc.) che possono essere incorporati nelle transazioni, alleggerendo così il carico sui nodi, limitando i dati spazzatura e focalizzando Bitcoin sul suo utilizzo primario come valuta.
Attualmente, il supporto dei miner per BIP-110 è di circa l’1%, ben al di sotto del 55% necessario per l’approvazione. Le prospettive di passaggio sono quindi molto basse e difficilmente potrà diventare una regola ufficiale della mainnet Bitcoin. Il risultato finale si conoscerà dopo l’attivazione obbligatoria della finestra di segnalazione, prevista intorno al 7-8 agosto.
Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.
Ti potrebbe interessare anche
Evento raro in 25 anni! Il rendimento dei Treasury USA a 10 anni supera il rendimento da utili dell'S&P 500
Il rendimento dei titoli di Stato statunitensi a 10 anni ha superato il 5%, rendendo le obbligazioni relativamente più attraenti rispetto alle azioni come mai negli ultimi 25 anni. Attualmente, il rendimento degli utili azionari, misurato come l'inverso del rapporto P/E dello S&P 500, è inferiore al rendimento dei titoli di Stato USA a 10 anni, creando una chiara pressione sulle azioni in termini di rendimento. Il modello Shiller avverte che, nei prossimi dieci anni, lo S&P 500 potrebbe superare le obbligazioni di appena circa l’1% all'anno. Il paradigma d'investimento degli ultimi vent'anni, che privilegiava le azioni rispetto alle obbligazioni, è ufficialmente giunto al termine.
Quando il minerale di ferro scende, il rame prende il comando: le aziende minerarie australiane hanno trovato una nuova storia di crescita.
Gli analisti affermano che le infrastrutture elettriche e l’intelligenza artificiale (AI) stanno generando una forte crescita della domanda di rame, offrendo così ai investitori una nuova logica per posizionarsi nel settore minerario; le azioni minerarie australiane sono destinate a proseguire la loro tendenza al rialzo.
