Prezzo dell'oro: il fondo è stato confermato, ma dove si trova il soffitto?
Teleborsa, 22 luglio —— Sebbene il prezzo dell'oro debba affrontare la pressione di un dollaro forte e dei rendimenti obbligazionari in aumento, continua tuttavia a salire: la domanda degli investitori e il livello di supporto a 4.000 dollari forniscono un sostegno solido, ma l'inflazione e la politica della Federal Reserve rappresentano ancora i principali rischi.
Il robusto supporto dei 4.000 dollari ha aiutato l’oro a resistere con successo ai fattori fondamentali sfavorevoli. L’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato statunitensi e un dollaro forte normalmente rappresentano ostacoli significativi, tuttavia il trend attuale dell’oro ha mostrato una sorprendente resilienza.
Il dollaro si è rafforzato per quattro giorni consecutivi sullo sfondo dei raid aerei degli Stati Uniti contro l’Iran. Le voci su un cessate il fuoco temporaneo non sono state confermate, il che ha spinto il prezzo del Brent vicino ai 93 dollari al barile e ha intensificato i timori di inflazione sul mercato. Al momento, il mercato valuta la probabilità di due rialzi della Federal Reserve entro il 2026 intorno al 50/50, rafforzando ulteriormente la tendenza del dollaro.
Ripresa della domanda: Flussi di capitali come sostegno chiave
In un contesto macro di questo tipo, il prezzo dell’oro dovrebbe essere pesantemente penalizzato, ma la sua crescita risulta particolarmente rilevante. In passato, un dollaro forte e alti rendimenti erano venti contrari tipici per l’oro, ma questa volta la domanda solida, sia fisica che finanziaria, ha fornito una base solida per i prezzi. I flussi negli ETF sono passati da deflussi costanti a un saldo positivo: il 21 luglio le partecipazioni nei fondi negoziati in borsa specializzati sono aumentate di 7,4 tonnellate, il maggior rialzo giornaliero del mese. Inoltre, gli hedge fund hanno portato le posizioni nette lunghe sull’oro ai massimi da cinque settimane, segnalando che gli investitori istituzionali stanno adottando strategie attive.
La solidità del supporto psicologico e tecnico dei 4.000 dollari/oncia, insieme al confronto con le recenti debolezze dell’oro, porta molti investitori a ritenere l’oro in uno stato di eccesso di vendite. A fine giugno, l’oro ha subito la peggior performance mensile dai tempi della crisi finanziaria globale del 2008, con il ritmo di calo più rapido dal 2013.
Geopolitica e indiscrezioni sull’offerta
Durante questo periodo, la pressione sul prezzo dell’oro deriva in parte dai rumors riguardo la vendita attraverso intermediari da parte delle banche centrali dei principali paesi produttori di petrolio del Medio Oriente, con la Turchia al centro dell’attenzione del mercato. Nel primo semestre, le riserve auree turche sono diminuite di 81 tonnellate, per un valore di circa 10,6 miliardi di dollari ai prezzi attuali. L’accordo raggiunto a giugno tra Stati Uniti e Iran sarebbe teoricamente inteso ad attenuare queste vendite, ma l’escalation delle tensioni geopolitiche potrebbe invece accelerare la liquidazione dell’oro da parte di questi paesi.
(Grafico giornaliero dell’oro spot Fonte: EasyForex)
Nonostante il rimbalzo del prezzo dell’oro, il contesto macroeconomico esterno resta pieno di sfide. Più salgono i prezzi del Brent, più alta è la probabilità che l’economia americana resti bloccata in una lunga fase di elevata inflazione. Allo stesso tempo, la Federal Reserve è passata dalle precedenti "dichiarazioni accomodanti" a commenti più sintetici e risoluti, creando nervosismo tra gli investitori. In questo scenario, cresce la preoccupazione che la Fed possa decidere improvvisamente e senza preavviso un inasprimento della politica monetaria.
In generale, la recente performance dell’oro evidenzia la sua attrattiva unica come bene rifugio e strumento contro l’inflazione. Sebbene gli indicatori fondamentali tradizionali appaiano sfavorevoli, l’incertezza geopolitica, la domanda delle banche centrali e le crescenti preoccupazioni degli investitori nei confronti dell’inflazione a lungo termine costituiscono un solido sostegno. In futuro, il tetto massimo del prezzo dell’oro dipenderà dall’incrocio tra la direzione della politica della Fed, l’evoluzione della situazione in Medio Oriente e le prospettive di crescita economica globale.
Nel breve termine il livello di 4.000 dollari rappresenta ancora una solida base, ma per oltrepassare i massimi precedenti e puntare a nuovi record occorreranno ulteriori catalizzatori. Gli investitori dovranno monitorare attentamente il prezzo del petrolio, l’indice del dollaro e le ultime dichiarazioni dei funzionari della Federal Reserve, in quanto saranno questi i principali fattori a decidere il prossimo movimento dell’oro.
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