Un grande guadagno! Ha previsto con precisione il balzo del prezzo del petrolio: il fondo gestito dal "Dio del trading sul petrolio" è salito del 31,1%
Il famoso trader di materie prime Pierre Andurand, noto come il "dio del trading di petrolio", ha visto il fondo da lui gestito aumentare del 31,1% nel primo trimestre di quest’anno, beneficiando principalmente delle scommesse vincenti sullo shock dell’offerta di petrolio causato dal conflitto in Medio Oriente, ribaltando così le pesanti perdite dell’anno scorso.
Ole Hansen, responsabile della strategia sulle materie prime presso Saxo Bank, ha dichiarato nell’ultimo rapporto ai clienti: “A meno che lo stretto di Hormuz non venga riaperto rapidamente, il rischio che il prezzo del petrolio salga fino a livelli che distruggono la domanda non può essere escluso.”
Secondo una fonte informata, l’Andurand Commodities Discretionary Enhanced Fund ha registrato una perdita del 4% a gennaio, un aumento del 4,6% a febbraio e un’impennata del 30,6% a marzo. #Tracciamento della crisi Iran#
La performance robusta di marzo si è grossomodo allineata con l’aumento di quasi il 60% del benchmark mondiale, il Brent Crude. Secondo un sondaggio Reuters tra analisti, il mercato si aspetta ora che il prezzo medio del Brent raggiunga 82,85 dollari al barile nel 2026, superando di quasi il 30% le previsioni pre-conflitto.
Per il gestore di fondi noto per le sue audaci operazioni direzionali, questa performance rappresenta una svolta significativa. Il suo fondo aveva perso circa il 40% nel 2025, poiché la sua previsione rialzista sul prezzo del petrolio quell’anno non si era concretizzata. Andurand si è guadagnato la reputazione per le sue previsioni accurate sulla salita dei prezzi del petrolio nel 2008 e sul crollo del 2020. Nel 2024, ha chiuso le posizioni long sul petrolio, rientrando successivamente nel mercato per cogliere questa opportunità storica di trading legata all’interruzione dell’offerta.
Lo shock dell’offerta spinge le aspettative sui prezzi del petrolio, il mercato punta i massimi storici
Il conflitto, che dura ormai da un mese, ha portato di fatto alla chiusura dello stretto di Hormuz, un passaggio fondamentale attraverso cui transita circa il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiale, rendendolo uno dei nodi più critici della catena di approvvigionamento energetico globale.
Secondo un sondaggio Reuters tra 38 analisti, in questo contesto, il mercato si aspetta che l’offerta di OPEC+ nella seconda trimestre di quest’anno possa diminuire fino a 11 milioni di barili al giorno.
Alcuni strategisti ritengono persino che, se lo stretto di Hormuz dovesse restare chiuso a lungo, il prezzo internazionale del petrolio potrebbe tornare a testare il massimo storico di 147 dollari al barile del 2008.
John Paisie, presidente di Stratas Advisors, ha dichiarato: “Se lo stretto di Hormuz rimarrà chiuso per un altro mese senza vedere segni di risoluzione, il prezzo del Brent si muoverà verso i 190 dollari al barile.”
Il focus del mercato rimane su quando lo stretto di Hormuz verrà riaperto
Attualmente, la variabile chiave nelle contrattazioni del mercato petrolifero è chiara: se e quando lo stretto di Hormuz verrà riaperto.
Se questa via d’acqua cruciale non sarà riaperta presto, la tensione nell’offerta energetica globale si aggraverà ulteriormente, con il rischio che il prezzo del petrolio non solo continui a salire, ma entri anche in una fascia tale da colpire la domanda finale. Per i gestori di fondi, i trader energetici e gli investitori macro globali, ciò significa che la situazione in Medio Oriente resterà il fattore decisivo per l’andamento dei prezzi del petrolio nel prossimo periodo.
Guardando alla performance del fondo Andurand nel primo trimestre, la rivalutazione del rischio di interruzione dell’offerta ha già portato rendimenti considerevoli agli investitori abili nel trading di tendenza; mentre per il mercato più ampio, i rischi legati a inflazione, crescita e politiche racchiusi in questa ondata di aumento dei prezzi del petrolio potrebbero essere appena iniziati a essere pienamente valutati.
Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.
Ti potrebbe interessare anche
Anthropic fa un ulteriore passo verso la quotazione: punta a un'IPO con una valutazione di 2.000 miliardi di yuan prima del Giorno del Ringraziamento, giornata degli investitori prevista per il 14 ottobre
Secondo quanto riportato, Anthropic potrebbe iniziare il roadshow già a novembre, puntando a completare la quotazione prima della festa del Ringraziamento negli Stati Uniti il 26 novembre. Il 14 ottobre si terrà una giornata dedicata agli investitori Pre-IPO con potenziali investitori, e sono già stati inviati inviti a un gruppo di investitori istituzionali; alcuni di questi potenziali investitori ritengono che la valutazione ragionevole dell’azienda potrebbe raggiungere tra 1.800 e 2.000 miliardi di dollari.

I rendimenti elevati dei titoli di Stato USA esercitano pressione, l'indice bancario rimane in una zona di aggiustamento, Citi perde quasi il 5% durante la sessione
Durante la sessione di giovedì, il KBW Bank Index ha toccato il minimo degli ultimi quattro mesi, registrando un calo del 14% rispetto al massimo di metà agosto. Gli analisti hanno sottolineato che, a settembre di quest'anno, il settore finanziario ha mostrato la peggiore performance rispetto agli altri settori dal 1990 nello stesso periodo. Alcuni analisti hanno inoltre osservato che il mercato sta esagerando le preoccupazioni riguardo alle minacce degli agenti AI, le possibili conseguenze delle elezioni di medio termine negli Stati Uniti e l’aumento dei tassi d'interesse. La stagione dei risultati delle principali banche inizierà il 13 ottobre e la performance degli utili sarà la verifica fondamentale.
JP Morgan: Il rischio latente nei mercati azionari USA: la leva finanziaria è tornata
