INIT aumenta dell'84,82% in 24 ore durante una ripresa volatile
- INIT è aumentato dell'84,82% nelle ultime 24 ore raggiungendo $0,3539, trainato dall'attività on-chain e da upgrade della rete che migliorano la scalabilità e riducono le gas fees. - Un guadagno annuo del 7240% contrasta con un calo mensile del 1624,97%, mentre indicatori tecnici come il restringimento dell'RSI e il breakout della media mobile a 200 giorni segnalano un momentum rialzista. - I trader monitorano la resistenza tra $0,37 e $0,38, mentre gli analisti avvertono di una possibile inversione se i guadagni al di sotto di $0,36 dovessero persistere, nonostante il forte bias rialzista sottostante. - Un'ipotesi di backtesting testa i salti giornalieri superiori al 5% con un orizzonte di 5 giorni.
Il 30 agosto 2025, INIT è aumentato dell'84,82% nelle ultime 24 ore raggiungendo $0,3539. Il token ha registrato un significativo incremento del 354,35% negli ultimi 7 giorni, ma continua a mostrare un calo più ampio del 1624,97% nell'ultimo mese. Nonostante ciò, l'asset ha dimostrato resilienza con un guadagno del 7240% nell'ultimo anno.
L'ultimo rally sembra derivare da un crescente ottimismo riguardo l'attività on-chain e agli aggiornamenti della rete. Diversi nodi hanno confermato l'implementazione recente di un soft fork che ha migliorato la finalità delle transazioni e ridotto la latenza su tutta la rete. Questo aggiornamento dovrebbe migliorare la scalabilità e ridurre le gas fee, attirando nuovamente l'attenzione sia degli investitori retail che istituzionali.
Il movimento del prezzo coincide con una serie di indicatori tecnici che si allineano in pattern rialzisti. È stato osservato un breakout sopra la media mobile a 200 giorni, supportato da una divergenza ribassista dell'RSI in restringimento. I trader stanno osservando attentamente il livello di resistenza tra $0,37 e $0,38, dove una continuazione dell'attuale momentum potrebbe segnalare una fase di recupero più profonda.
Gli analisti tecnici sottolineano che il recente balzo giornaliero di oltre l'84,82% è in linea con i pattern storici in cui forti oscillazioni di prezzo sono state seguite da fasi di consolidamento. La struttura di mercato suggerisce uno scenario di possibile inversione se il prezzo non riuscisse a mantenere i guadagni sopra $0,36 nel breve termine. Nel frattempo, il trend annuale rimane intatto nonostante il drawdown mensile, indicando un forte bias rialzista sottostante.
Ipotesi di Backtest
Considerando il recente comportamento del prezzo di INIT, può essere valutata una strategia di backtesting per verificare la validità di un approccio basato sul momentum. L'ipotesi principale si basa sul presupposto che gli asset che registrano un balzo di prezzo giornaliero ≥ 5% possano essere sistematicamente acquistati, con un periodo di detenzione o una regola di uscita definita. Un tale approccio testerebbe se il mercato reagisce in modo eccessivo alla volatilità di breve termine, creando potenzialmente opportunità sfruttabili.
Per eseguire questo back-test, possono essere considerati i seguenti parametri:
1. Simbolo: INIT.
2. Regola di Entrata: Acquisto all'apertura del mercato successiva a un aumento di prezzo giornaliero ≥ 5%.
3. Regola di Uscita: Chiusura della posizione dopo un periodo di detenzione fisso di 5 giorni di trading.
Questo framework mira a valutare la coerenza e la redditività della cattura del momentum post-breakout in un mercato caratterizzato da alta volatilità e rapidi movimenti di prezzo. Applicando questa strategia ai dati storici relativi al recente rally di INIT, gli analisti possono determinare se tali pattern portano costantemente a rendimenti positivi, indipendentemente dalle condizioni generali di mercato.
Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.
Ti potrebbe interessare anche
I guadagni degli hedge fund quest'anno sono "evaporati per metà", con perdite particolarmente gravi nelle ultime settimane. Un partner di Goldman Sachs afferma che bisognerà aspettare che gli asset di "livello spazzatura" smettano di scendere.
Le attività a rating spazzatura alla base della struttura del capitale nell’AI rimangono sotto pressione. Finché le attività AI a rating spazzatura, rappresentate da CoreWeave, non smettono di scendere, qualsiasi rimbalzo delle azioni AI sarà solo una correzione della posizione e non una rivalutazione dei fondamentali.


CoreWeave "doppia sconfitta azioni-obbligazioni": l'occhio del ciclone nel crollo attuale dell'AI
Il prezzo delle azioni di CoreWeave è crollato del 25% in una sola settimana, il rendimento dei junk bond è salito al 15% e la probabilità di default ha superato il 60%, scatenando una crisi di finanziamento nelle infrastrutture AI. Questo doppio tracollo azionario e obbligazionario ha causato un calo dell’11% del Philadelphia Semiconductor Index e la peggiore performance settimanale dell’anno per il Nasdaq 100. Gli operatori di mercato avvertono che si tratta di un punto di svolta nella valutazione del rischio di credito legata all’entusiasmo per l’AI: il modello di espansione ad alta leva e forte indebitamento sta affrontando una dura prova in un contesto di tassi di interesse elevati.

Hartnett di Bank of America, che ha previsto con precisione il calo: “Il segnale di vendita è terminato, gli investitori torneranno sulle azioni tecnologiche a metà novembre, la chiave è il prezzo dei chip”
Il segnale di "vendita" della Bank of America è già stato revocato, ma questo non rappresenta assolutamente un via libera per acquistare al minimo. Attualmente si sta ampliando la frattura nel finanziamento dell'AI e i titoli tecnologici sono estremamente affollati. Gli strateghi avvertono: il ritorno ai titoli tecnologici a novembre dipenderà tutto dal prezzo dei semiconduttori, punto cruciale per la vittoria o la sconfitta. Nel breve termine si consiglia di evitare temporaneamente il settore tecnologico, mantenere una posizione difensiva e puntare su titoli a piccola capitalizzazione e REITs.
